Due o tre cose che so di lei

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Due o tre cose che so di lei
Titolo originale 2 ou 3 choses que je sais d'elle
Paese Francia
Anno 1967
Durata 87 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Jean-Luc Godard
Soggetto Jean-Luc Godard
Sceneggiatura Jean-Luc Godard
Fotografia Raoul Coutard
Montaggio Francoise Collin, Chantal Delattre
Musiche Beethoven - quartetto
Interpreti e personaggi

Due o tre cose che so di lei (2 ou 3 choses que je sais d'elle) è un film del 1967 diretto da Jean-Luc Godard.

Indice

[modifica] Trama

Due o tre cose che so di lei può essere considerato una summa dell'opera godardiana. Nel trailer girato dallo stesso regista compaiono come un manifesto cinematografico informazioni su Elle: Lei, la prostituzione; Lei, la regione parigina; Lei, la vita di oggi; Lei, la guerra del Vietnam; Lei, la morte della bellezza. Sullo sfondo la una Parigi bella e tragica, la vita di Juliette (Marina Vlady), tra gli impegni di madre e moglie e la prostituzione.

[modifica] Il film

Coprodotto da François Truffaut, che dirà dell'amico Godard: "È veloce come Rossellini, malizioso come Sacha Guitry, musicale come Orson Welles, semplice come Marcel Pagnol, offeso come Nicholas Ray, efficace come Hitchcock, profondo, profondo, profondo come Ingmar Bergman e insolente come nessuno." […][1] Nato come inchiesta giornalistica, pedinamento della protagonista Juliette, è un film che offre una panoramica sulla complessità della vita parigina, e le sue contraddizioni profonde.

[modifica] La regia

Jean-Luc Godard si propone di descrivere un ensemble, l'insieme di Juliette e l'ambiente di cui fa parte, la Parigi dove vive. Questo il tentativo registico che si muove tra interno ed esterno senza perdere di vista la continuità della storia. Lo stesso Godard dirà che il film si scompone in quattro movimenti:

  1. La descrizione oggettiva di oggetti, sigarette, libri, tv, auto; e dei soggetti (Juliette, l'Americano, il parrucchiere, i viaggiatori, i bambini).
  2. La descrizione soggettiva di soggetti e oggetti, impressionista.
  3. La ricerca delle strutture, come somma di descrizione soggettiva e oggettiva che conduce a forme più generali, che renda il sentimento d'esemble (il dramma - dice Godard - è che noi scopriremo non una società equilibrata ma una società troppo incline al consumo. Questo terzo movimento corrisponde al movimento profondo del film che è il tentativo di descrizione di un insieme[senza fonte]).
  4. La vita, come liberazione dai fenomeni dell'insieme, l'esistenza singolare di Juliette che si libera dell'universale per entrare nel particolare.

[modifica] Note

  1. ^ Testo di François Truffaut su Jean-Luc Godard, “Due o tre cose che so di lui” ("Deux ou trois choses que je sais de lui", 1966). (FR) *Deux de la Vague (2009)

[modifica] Collegamenti esterni

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