La sposa in nero

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La sposa in nero
Sposainnero-1967-Truffaut.png
Jeanne Moreau, in versione dipinta, in una scena del film
Titolo originale La mariée était en noir
Paese di produzione Francia, Italia
Anno 1968
Durata 107 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia François Truffaut
Soggetto dal romanzo La sposa era in nero (The Bride Wore Black) di William Irish
Sceneggiatura François Truffaut e Jean-Louis Richard
Casa di produzione Les Films du Carrosse, Les Productions Artistes Associés, Dino De Laurentiis Cinematografica
Fotografia Raoul Coutard
Montaggio Claudine Bouché con l'assistenza di Yann Dedet
Musiche Bernard Herrmann
Scenografia Pierre Guffroy
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi
  • Premio Hollywood Foreign Press Association

La sposa in nero (La mariée était en noir) è un film del 1968 diretto da François Truffaut.

Girato a Cannes, Parigi e dintorni e Grenoble dal 16 maggio al 10 novembre 1967, fu proiettato per la prima volta in pubblico il 7 aprile 1968.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

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Una giovane donna chiusa nella sua stanza guarda nervosamente l'album delle sue fotografie - stesse immagini dell'introduzione al film - per poi gettarlo via e tentare il suicidio lanciandosi da una finestra. Sua madre accorre in tempo chiamandola per nome, Julie. Nella scena successiva ella parte per un viaggio, mettendo in valigia i suoi vestiti ed una somma cospicua di franchi. La madre insiste perché prenda altri soldi, per poi chiederle se è decisa nel suo intento. La risposta è secca.

Il signor Bliss[modifica | modifica wikitesto]

Julie giunge in una località marittima del Mediterraneo. Corrompendo il portinaio di un condominio ottiene l'informazione desiderata, la residenza del signor Bliss, un dongiovanni incallito temporaneamente assente. Informato successivamente della visita della donna, Bliss assai compiaciuto, tiene un party nel pomeriggio nel suo appartamento per annunciare il suo fortunato fidanzamento con una donna facoltosa, frutto della sua presunta abilità di seduttore. Julie si presenta alla festa, accolta senza riserve data anche la propria bellezza che presto colpisce il padrone di casa. I due dialogano in privato quando lei lascia cadere la sua sciarpa oltre la terrazza, appesa alla tenda parasole. Bliss si offre di andargliela a riprendere, in cambio di particolari sulla sua identità, e scavalca baldanzosamente. Lei si rivela dicendogli 'Sono Julie Kolher' e subito lo spinge, facendolo cadere nel vuoto. Bliss muore e la signora misteriosa, approfittando della confusione, si allontana senza farsi notare.

Il signor Coral[modifica | modifica wikitesto]

Julie prende un aereo e raggiunge la seconda persona della sua lista, il signor Coral. Giunta nell'abitazione di lui (egli vive da tempo in un appartamento in affitto o forse in una stanza di albergo) consegna alla donna delle pulizie un biglietto d'invito per uno spettacolo operistico serale. Coral è un uomo solo ed attempato, non ha nessuna donna vicino ma non è insensibile al fascino femminile. Quando guarda una donna, dice la domestica, tradisce imbarazzo diventando di colore bianco lenzuolo o rosso aragosta. Per Julie si tratta di una persona facile e vulnerabile.

Coral, accetta l'invito e si reca al Teatro Municipale per incontrare la donna sullo stesso spalto, avvolta da un soprabito rosa. Julie è silenziosa mentre l'uomo è impaziente le chiede insistentemente di lei, chi è e cosa vuole. Insistendo di volerla rivedere il giorno successivo, Julie rilancia proponendogli di vedersi in casa di lui, superando ogni sua aspettativa. Coral le dice, emozionantissimo: Non so che dire e lei gli risponde Bene, allora non dica niente. Coral rimette in ordine tutta la sua casa allestendola per l’appuntamento, con fiori e quadri.

Julie giunge con una bottiglia di Arac che ha avvelenato e un disco di suo gradimento. Finge di bere mentre lui continua a mostrarsi curioso. La donna si mette a ballare da sola mentre Coral la osserva parlandole della sua vita sfortunata con le donne. Il ballo serve per prendere tempo. Coral si sente male ed è quindi la donna a raccontargli del suo passato, rivelando per la prima volta di essere rimasta vedova in un bel giorno di sole, quello delle nozze, quando il suo amato restò ucciso sul sagrato da un colpo di fucile. Ormai disteso a terra per l’effetto del veleno, Coral muore implorando aiuto. Julie pulisce il posto dalla sua presenza, prende il disco e se ne va.

Il politico Clement Moran[modifica | modifica wikitesto]

Continuando il suo viaggio in treno, Julie giunge ad una scuola e pedina fino a casa una donna con il suo bambino, per poi apprendere da costui informazioni su sua nonna. Julie spedisce un telegramma usando come mittente l'anziana donna, il cui contenuto è un aggravarsi delle condizioni di salute, così la madre del bambino, allarmata, parte allontanandosi dalla famiglia. Presto giunge Julie spacciandosi per la 'signorina Becker', educatrice della scuola materna frequentata dal bambino, avvisando suo padre, Clement Moran, di essersi offerta temporaneamente come bambinaia per il tempo cui sarebbe stata assente la Signora Moran.

Il bambino naturalmente non la riconosce come la signorina Becker ma lei lo persuade di essere diversa da come lui la vede in classe. Il comportamento di Julie è ineccepibile, con il bambino e con il padre, un politico di professione che racconta di veder nei grandi mezzi di comunicazione l’unico modo per vincere in politica nei tempi moderni.

Clement prova persino a familiarizzare con la donna ma ella gli dice di aver perso un anello, forse giocando a rimpiattino con il bambino nel ripostiglio sotto la scala. Lui si offre di andarglielo a cercare ma lei lo chiude dentro. Julie gli rivela l'identità narrandogli la tragedia, aggiungendo qualche particolare rispetto alla precedente vittima. Moran capisce di non aver scampo così le racconta le circostanze, quando lui si trovava con un gruppo di amici, con la passione per la caccia, in un appartamento dove si riunivano per giocare a carte, e sotto gli effetti dell'alcool, si misero a scherzare con un fucile di precisione, mirando alla folla della piazza vicino finché partì il colpo fatale. Quello che per Moran fu un tragico incidente - in quanto non era lui ad armeggiare il fucile - fu per Julie la fine della sua vita. Tutte le ragazze sognano il principe azzurro, ma lei che lo aveva trovato da bambina, attendeva solo il tempo di sposarsi.

La donna sigilla il ripostiglio con del nastro adesivo lasciando Clement morire per soffocamento. Il bambino dorme tranquillo nel piano superiore. Il cadavere viene ritrovato il giorno dopo.

Su indicazioni del bambino viene arrestata la vera educatrice ma Julie con una telefonata anonima la scagiona, rivelando particolari della scena del crimine. Una folla di bambini accoglie festante una Signorina Becker ancora scossa per la brutta avventura.

Il signor Delvaux[modifica | modifica wikitesto]

Interludio. Julie rivela i suoi delitti in un confessionale senza alcun pentimento, contando sul segreto. Ella afferma che compiuta la sua vendetta potrà riunirsi al suo uomo. Il sacerdote le fa notare che non può fare un'opera d'amore con azioni di odio. Julie allora si congeda ringraziandolo perché parlare con lui le ha dato nuova forza e convinzione. Forse in cerca di uno sfogo con qualcuno trova a modo suo 'conforto' in questa confessione, tanto per continuare l'opera.

Julie è sulle tracce del signor Delvaux, uno sfasciacarrozze e rivenditore di auto usate. Dal racconto di Clement si evince la sua responsabilità materiale mentre il futuro politico tentava di togliergli via l'arma. Delvaux è il più rozzo del gruppo e l'unico che non abbia almeno una parvenza di persona 'per bene'. Julie giunge giusto in tempo per vederlo arrestare dalla polizia, a causa di una vendita truffaldina di una automobile e deve riporre temporaneamente il suo intendimento omicida, segnando sulla sua agendina un punto interrogativo accanto il nome della sua vittima.

Il pittore Fergous[modifica | modifica wikitesto]

Julie si reca ad una mostra trovando dei quadri che sembrano ritrarla, pur trattandosi di un soggetto somigliante. L’espositore è il pittore Fergous, sua prossima vittima. La donna ne approfitta presentandosi nel suo studio come modella inviata dall'Accademia, in quanto l'uomo ne aveva fatto richiesta. Poco dopo Julie vede una donna arrivare così gli confessa di non far parte dell'ente ma di essersi presentata di sua iniziativa.

Fergous è tanto colpito dalla misteriosa donna da mandar via la vera modella, mentre fa posare Julie per una copertina di un libro dedicatato a Diana cacciatrice. Durante le sedute l'uomo le racconta - o meglio le conferma - il proprio amore per le donne e del suo desiderio compulsivo nell'osservarle mentre è in strada, rattristandosi di non poterle conquistare tutte.

Passano i giorni. La donna posa proprio incoccando un arco con vere frecce, quasi a facilitare il suo intento omicida, quando ad un tratto ne parte una mancando di poco il pittore. Questi pare non preoccuparsi considerandolo un incidente, essendosi oramai invaghito di lei.

Julie tenta inutilmente di sfuggire ad una visita a sorpresa di amici di Fergous, tra i quali vi è un amico di Bliss, la sua prima vittima. L'uomo ha l’impressione di riconoscerla ma quando realizza il nesso con l'omicidio è troppo tardi: in una successiva seduta Julie ha scoccato la freccia a Fergous, stavolta senza mancarlo.

La donna rimuove ogni possibile indizio dalla scena dell'omicidio ma stranamente risparmia un nudo femminile che la ritrae e che il pittore aveva dipinto su un muro e nascosto con dei cuscini.

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Julie partecipa alle esequie di Fergous, vestita a lutto e con un pesante velo sul volto ma presto viene smascherata. In stato di arresto confessa senza battere ciglio i 4 omicidi commessi celandone il movente. Ci si chiede come una donna tanto intelligente e calcolatrice abbia fatto un errore tanto grave. E infatti non lo è. Julie viene tradotta nello stesso carcere tetro e squallido dove è rinchiuso Derloux.

Da quel momento il piano sequenza è scandito da un carrello per il trasporto dei pasti per i detenuti ed un aprire e chiudere di celle. Ben presto Julie ha modo di contribuire al servizio e di accedere alla mensa, dove si appropria di un coltello da cucina. Inquadratura fissa di un corridoio del carcere, Julie che gira un angolo. Un urlo lacerante ed un agente di custodia che accorre, chiudono definitivamente la storia e la catena di vendette oramai compiuta, con la parola "fine" in sovraimpressione e la celebre marcia nuziale di Felix Mendelssohn.

Il film[modifica | modifica wikitesto]

Il film è un thriller ispirato all'opera omonima di Cornell Woolrich, accreditato come William Irish. La colonna sonora è di Bernard Herrmann, storico collaboratore del maestro britannico Alfred Hitchcock.

Nel ruolo dell'aspirante politico Morane, padre del bambino, Michael Lonsdale, attore anglo-francese conosciuto in seguito dalla caratteristica barba e folte sopracciglia nei ruoli di duro ne Il giorno dello sciacallo (1973) e di antagonista, per esempio Mr Drax in Agente 007 - Moonraker - Operazione spazio (1979). Segue una parte di agente segreto a riposo in Ronin (1998) e di frate trappista in Uomini di Dio (2010).

La trama di quest'opera, a suo tempo molto famosa, è servita da modello per altri film successivi, tra cui Kill Bill di Quentin Tarantino sia pure con toni del tutto diversi, focalizzati in una dose di violenza elevatissima che qui non è che accennata.

Il film fu trasmesso per la prima volta dalla televisione italiana nella primavera del 1977. Nell'autunno del 1978 la RAI trasmise la miniserie francese Appuntamento in nero, ispirato ad un altro soggetto di Woolrich scritto nel 1948 ma con trama simile.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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