Mica scema la ragazza!

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Mica scema la ragazza!
Mica scema la ragazza!.jpg
Camille (Bernadette Lafont)
Titolo originale Une belle fille comme moi
Paese di produzione Francia
Anno 1972
Durata 98 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia, drammatico
Regia François Truffaut
Soggetto Henry Farrell (dal romanzo "Such a Georgeous Kid Like Me")
Sceneggiatura François Truffaut e Jean-Loup Dabadie
Produttore Les Films du Carrosse, Columbia Film S.A.
Fotografia Pierre-William Glenn
Montaggio Yann Dedet
Musiche Georges Delerue. Canzoni: "Sam's Song" (Guy Marchand - Jean-Loup Dabadie); "Une belle fille comme moi" (Jacques Datin - Jean-Loup Dabadie); "J'attendrai" (Dino Olivieri - Nino Rastrelli)
Scenografia Jean-Pierre Kohut-Svelko
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Mica scema la ragazza! (Une belle fille comme moi) è un film del 1972 diretto da François Truffaut.

Fu girato a Béziers e Lunel dal 14 febbraio al 12 aprile 1972 e fu proiettato la prima volta al pubblico il 13 settembre 1972.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Stanislao Prévine è un sociologo che intende scrivere un saggio sulla criminalità femminile. Sceglie il caso di Camille, una detenuta accusata di omicidio. Recatosi in carcere, incontra la ragazza per una serie di colloqui che intendono ricostruire la sua vita. Camille parla del padre, alcolizzato e violento, che muore per causa sua; della sua esperienza in un centro per delinquenti minorenni, da cui riesce a fuggire; del suo matrimonio con Clovis, figlio di un'avida benzinaia che viene derubata; della fuga col marito a Parigi, dove egli la porta in un locale notturno per farla lavorare come cameriera; dei suoi desideri di esordire come cantante; del suo amore per Sam, l'attrazione del locale.

In una sorta di movimento speculare, via via che la narrazione procede e Camille rivela sempre di più un'indole insieme sfrenata e calcolatrice, istintivamente portata a strumentalizzare l'attrazione primordiale che esercita sugli uomini, e lo spettatore diminuisce il grado di empatia nei confronti del suo personaggio, Stanislao se ne invaghisce, assecondandone i progressivi desideri. Questi passano dalla frutta secca, che in carcere manca, a un banjo, per finire con il reperimento della prova che consente la scarcerazione della donna, scagionata dall'omicidio di uno dei suoi amanti.

Stanislao, inutilmente messo sull'avviso dalla assistente, che contrappone alle vaghe interpretazioni sociologiche del giovane la disarmante obiezione: "e se fosse semplicemente una sgualdrina?", finisce per cadere prigioniero dell'ultimo meccanismo a orologeria predisposto da Camille, che in un solo colpo si libera di tutti gli amanti scomodi, si appropria della ricca eredità della suocera e finisce per far ricadere la colpa sul povero sociologo, con la complicità inconsapevole dell'avvocato di quest'ultimo, ultimo pesce caduto nella rete.

La pellicola termina con Stanislao che, dopo aver ricevuto la visita di Camille in carcere, invertitisi completamente i ruoli, rimane intento a spazzare il cortile della prigione mentre la giovane assistente, che evidentemente non lo ha abbandonato, continua a scrivere a macchina sul balcone di un falansterio di fronte, per uno studio della criminalità femminile che non uscirà mai, perché la criminale è libera e l'innocente è in galera.

Temi e curiosità[modifica | modifica sorgente]

Il film tratta, in modo alquanto beffardo e in qualche modo rovesciato, alcuni dei temi cari a Truffaut. Ad esempio, la fascinazione per il femminino (al centro di tutta l'opera e particolarmente evidente, ad esempio ne L'uomo che amava le donne) subisce qui uno scarto decisamente sarcastico e quasi autocritico, con una serie di protagonisti maschili manovrati come marionette dalla flessuosa protagonista, cui presta un corpo elastico e conturbante Bernadette Lafont.

Altro tema evidente è la messa alla berlina di certi estremismi delle interpretazioni sociologiche (o religiose) che fanno escogitare al protagonista (e al personaggio del derattizzatore bigotto) giustificazioni inconsistenti a condotte dai moventi evidenti (attrazione sensuale, avidità, ecc.), a favore della banale saggezza del senso comune.

Non manca, come tipico della filmografia di Truffaut, la consueta figura di madre crudele (la suocera di Camille) né un sapido strale contro l'estetismo a volte inane dei cineasti (nella scena del bambino, regista di un filmino amatoriale di una gita, che non vorrebbe consegnare la prova che dimostra l'innocenza di Camille perché "è ancora in lavorazione e il montaggio non è completato")

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema