Tiki-taka

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La disposizione tattica della Spagna, durante la partita contro la Svizzera al campionato del mondo 2010.

Con il termine tiki-taka (tiqui-taca in spagnolo) si indica uno stile di gioco del calcio caratterizzato da ragnatele di passaggi rasoterra svolti con estrema calma in modo da imporre il proprio possesso di palla per la maggior parte della durata della partita.

Lo scopo è diminuire le chance e il tempo a disposizione dell'avversario per fare azioni, mentre si costringe quest'ultimo a inseguire la sfera e a stancarsi.[1] Per questo motivo in tale schema di gioco il possesso palla è mantenuto con molta pazienza principalmente per vie orizzontali, mentre le verticalizzazioni sono limitate soltanto ai momenti in cui capita di riuscire a trovare nitidi spazi tra le linee; questi ultimi sono facilitati poiché l'avversario che subisce il tiki-taka è obbligato a rimanere in fase difensiva e di attesa per un lasso di tempo molto più lungo del solito, quindi ha statisticamente più possibilità di commettere un errore o semplicemente di distrarsi.

Lo stile è associato principalmente al calcio spagnolo del nuovo millennio, in particolar modo quello del Barcellona di Josep Guardiola e Tito Vilanova oltre a quello della squadra nazionale di calcio della Spagna campione del Mondo e più volte d'Europa allenata da Luis Aragonés e Vicente Del Bosque.

Storia[modifica | modifica sorgente]

« Ricevo la palla, passo, ho la palla, passo, ho la palla, passo, ho la palla, passo. »
(Xavi[2])

Il telecronista spagnolo Andrés Montes è famoso per avere coniato l'espressione tiki-taka durante il suo commento sulla televisione LaSexta per il campionato del mondo 2006[3], anche se il termine, era già utilizzato in maniera colloquiale nel calcio spagnolo per indicare il gioco dell'FC Barcellona.[4]

Xavi con la maglia della nazionale spagnola

Nel suo commento in diretta nella partita Spagna vs Tunisia, Andrés Montes usò il termine per descrivere il tipo di gioco della nazionale spagnola: "Estamos tocando tiki-taka tiki-taka". La frase è chiaramente originata da un suono onomatopeico.[5]

La caratteristica fisica di un giocatore che avvantaggia questo stile viene soprannominata dai media spagnoli Los Bajitos ("i bassi"), e la più importante squadra di club che utilizza questo tipo di gioco è il Barcellona che, grazie a giocatori fisicamente piccoli e molto agili come Xavi, Daniel Alves, Pedro, Andrés Iniesta, Lionel Messi, Cesc Fàbregas[6][7][8] riesce a mantenere davvero a lungo il possesso del pallone con l'intento di monopolizzare il gioco e poi ripartire quando l'avversario si stanca di correre e di pressare commettendo di conseguenza il primo errore. L'artefice che disegnò e perfezionò i canoni di questo schema calcistico fu il catalano Josep Guardiola che, estremizzando il concetto di possesso palla, non lo sfruttò solo come un semplice modo per finalizzare, ma anzi lo utilizzò soprattutto come metodo per difendere; infatti l'essere sempre padroni del pallone, oltre a sfiancare gli avversari, è principalmente un modo per ridurre enormemente il numero di azioni che questi ultimi potrebbero avere.[9]

Raphael Honigstein descrive il tiki-taka svolto dalla squadra nazionale spagnola nel campionato del mondo 2010 come "uno stile radicale che si è evoluto velocemente nel corso di soli quattro anni e che all'inizio derivava dalla decisione della Spagna nel 2006 di approfondire questo tipo di gioco poiché consapevoli di non avere il fisico sufficiente per competere contro gli avversari muscolari, così di conseguenza decisero di concentrarsi sulla monopolizzazione del pallone."[10]

Differenze tra tiki-taka e calcio totale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi calcio totale.

Il tiki-taka viene spesso considerato l'evoluzione latina del calcio totale olandese sviluppato da Rinus Michels. La differenza più evidente di questi due schemi di gioco è che, mentre il "calcio totale" è basato su una completa mobilità e libertà dei giocatori in campo, grazie anche alla loro potenza fisica, il tiki-taka invece si adatta alla natura "fine" del calcio spagnolo, di conseguenza, per sopperire a questa carenza fisica, il gioco viene incentrato su transizioni lente, passaggi corti e possesso costante del pallone, tutto ciò per limitare il tempo a disposizione che può avere l'avversario per creare azioni, obbligando quindi quest'ultimo a fare pressing costante con conseguente dispendio di energia.

Rinus Michels, ideatore del calcio totale olandese.

Secondo Raphael Honigstein, il tiki-taka è "un'importante evoluzione del calcio totale ma se ne differenzia principalmente perché si concentra sui continui movimenti rasoterra del pallone piuttosto che dei giocatori. Controllare la palla con calma per lungo tempo significa infatti controllare anche l'avversario, poiché quest'ultimo è impossibilitato a giocare."[11]

Tattica e tecnica[modifica | modifica sorgente]

Il tiki-taka è stato descritto come "stile di gioco basato sulla monopolizzazione del pallone e fatto di continui passaggi corti eseguiti senza nessun apparente senso e senza aver nessuna fretta di concludere l'azione", "un tipo di gioco finalizzato a rallentare il ritmo della partita attraverso ragnatele di pazienti passaggi rasoterra apparentemente sterili, ma volti a far correre a vuoto l'avversario costretto a fare pressing, in modo tale da stancarlo e di conseguenza ad avere maggiori possibilità di trovare varchi e spazi tra le linee; soltanto a quel punto si decide di concludere l'azione."[12][13][14][15]

Appare quindi evidente che l'avversario che subisce il possesso palla ha statisticamente più possibilità di distrarsi o commettere il più piccolo errore poiché è costretto a rimanere schierato esclusivamente in fase difensiva per un lasso di tempo maggiore del solito. Lo stile coinvolge continui scambi di posizione tra i centrocampisti, tra i difensori e tra gli attaccanti; infatti il tiki-taka è stile del calcio che comprende "sia la difesa, sia l'attacco in ugual misura" poiché la squadra che lo adotta, essendo sempre in possesso del pallone, non ha alcun bisogno di passare da difendere e attaccare.[16]

Il tiki-taka viene considerato l'antitesi del calcio fisico ed è associato sia a "talento", "agilità", "creatività", "pazienza" e "tocco",[17] sia a "lento", "estremo", "senza direzione", e "che sacrifica l'efficacia per l'estetica."[15]

Importanza nel calcio moderno[modifica | modifica sorgente]

« Il calcio del futuro è da ricercare nel passato. »
(Ángel Cappa[18])

Segnato dai numerosi trionfi del Barcellona e della Nazionale spagnola, questo tipo di gioco rappresenta una svolta rispetto agli stili di gioco delle squadre che hanno dominato la scena negli anni novanta. Il tiki-taka segna infatti un ritorno al passato di questo sport, caratterizzato da meno fisicità sia nelle marcature difensive sia negli scontri a centrocampo. Dal momento che nel tiki-taka il modo principale di difendersi è il possesso palla, i difensori non vengono impiegati solo per marcare gli avversari ma devono possedere buona tecnica e visione di gioco (dato che l'azione inizia sempre dalle retrovie) qualità importanti anche nei centrocampisti, spesso utilizzati in difesa[19]. Due esempi su tutti: Javier Mascherano e Sergio Busquets, quest'ultimo in grado di ricoprire più posizioni. Il centrocampo, in opposto alla fisicità tipica degli anni 90, presenta agilità e capacità di inserimento: Xavi, Andrés Iniesta e Thiago Alcântara sono esempi di giocatori integratisi perfettamente in questo meccanismo. Nel tiki-taka l'aspetto fisico ed agonistico del calcio viene ridimensionato, determinando un'inversione di tendenza rispetto alle mode del passato: il catenaccio italiano e il "calcio all'inglese" basato su lotta, palla lunga e contrasti. Il tiki-taka consente di difendersi semplicemente tenendo palla, e non marcando gli avversari, obbligando l'altra squadra a correre a vuoto per tentare di conquistare il pallone[20]. L'avvento di questo tipo di gioco ha trovato un valido alleato nell'introduzione di nuove regole da parte della FIFA, con l'obiettivo di tutelare la salute fisica dei calciatori più talentuosi: tutto ciò, a differenza degli anni '90, ha portato ad una maggiore severità arbitrale nei confronti di falli e scorrettezze[21][22]. Queste nuove regole tendono a tutelare i giocatori più agili e tecnici, ed hanno favorito l'ascesa del tiki-taka.

Il calcio senza prime punte[modifica | modifica sorgente]

« Il nostro unico attaccante è lo spazio. »
(Josep Guardiola[23])

Negli ultimi anni questo tipo di calcio ha portato ad una ulteriore evoluzione ed estremizzazione nel mondo di questo sport: ovvero la costante rinuncia a prime punte, sostituite dall'utilizzo, come principale fonte d'attacco, da giocatori sguscianti ed agili che sono così facilitati ad entrare negli spazi. Nasce quindi l'idea del cosiddetto falso nueve, ovvero di un centrocampista di ruolo che, partendo appunto da dietro, non dà nessun riferimento agli avversari. Egli, oltre ad esser in grado di finalizzare, è anche in grado di fornire assist grazie alla sua visione di gioco. Due esempi importanti possono essere Lionel Messi e Cesc Fabregas.

Il primo gioca nel Barcellona come attaccante, ma in realtà è completamente libero di muoversi in qualsiasi zona del campo e, evitando di dare riferimenti, parte spesso da dietro anche per prendere palla. Il catalano invece, regista di ruolo, nella Nazionale spagnola e nel Barcellona agisce come finto attaccante avendo funzioni simili a quelle che Lionel Messi ha nel Barcellona. Nonostante l'identico utilizzo che hanno entrambi come finti attaccanti, Fabregas rifiuta il paragone con l'argentino poiché considera quest'ultimo come il miglior giocatore al mondo.[24][25]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lavric, Eva (2008). The linguistics of football. Gunter Narr Verlag. p. 354. ISBN 978-3-8233-6398-9.
  2. ^ 2. How Tiki-Taka Works | The Path is Made By Walking
  3. ^ Hawkey, Ian (18 October 2009). "Spain's voice of football dies". The Sunday Times.
  4. ^ Diez, Ramón (29 January 2006). "La imaginación de la Deportiva se topa hoy con el autobús de Fabri" (in Spanish). Diario de León.
  5. ^ Lesay, Jean-Damien (30 giugno 2006). Tiki-taka (in francese). Libération Cahier Spécial.
  6. ^ Kay, Alex (27 March 2010). "Lionel Messi, Cesc Fabregas, Gerard Pique...all forged in Barcelona's hothouse of champions" . Daily Mail (London) . Retrieved 13 July 2010
  7. ^ Marcotti, Gabriele (14 April 2008). "New coaching breed gives heart to Spain" . The Times (London) . Retrieved 18 October 2010.
  8. ^ "The quiet man finds his voice". FourFourTwo. 1 July 2008.
  9. ^ Guardiola, l'ultimo artigiano del calcio catalano | VAVEL.com
  10. ^ Why Spain were anything but boring - FIFA World Cup Blog
  11. ^ Honigstein, Raphael (8 July 2010). "Why Spain were anything but boring" . CBC.ca . Retrieved 13 July 2010 .
  12. ^ The Times | UK News, World News and Opinion
  13. ^ WORLD CUP 2010: Beat Spain? It's hard enough to get the ball back, say Germany | Mail Online
  14. ^ Fábregas takes positive view, from the bench | Football | The Guardian
  15. ^ a b The definitive story of how Aragonés led Spain to Euro 2008 glory | Football | guardian.co.uk
  16. ^ Mirror Football - Breaking Football News, Comment and Opinion, Football Pictures and Archive
  17. ^ Fantasy Football Comes Alive - WSJ.com
  18. ^ Ángel Cappa: "El futuro del fútbol está en el pasado" | Edición impresa | EL PAÍS
  19. ^ Rodgers, Barca and 'Tiki Taka' - Liverpool FC
  20. ^ Spagna imbattibile? Forse, ma che noia il tiqui-taca senza Messi! | Altre notizie | Calciomercato.com
  21. ^ Agenzia di Stampa Italpress - EURO2012: COLLINA AD ARBITRI"TUTELARE GIOCATORI E PUNIRE PROTESTE"
  22. ^ Blatter e il fallo da dietro «È sempre da espulsione»
  23. ^ PROBABILI FORMAZIONI/ Barcellona-Milan: ultime novità (ritorno quarti di finale Champions League)
  24. ^ Da 'falso nueve' sta stupendo ma Fabregas non si sente una 'Pulce' per le Furie Rosse: "Per favore, non paragonatemi a Messi: lui è il migliore di sempre" - Goal.com
  25. ^ ITALIA-SPAGNA FINALE EURO 2012/ E ora non facciamoci del male da soli

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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