The Good Shepherd - L'ombra del potere

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
The Good Shepherd - L'ombra del potere
Tgslodp.png
Una scena del film
Titolo originale The Good Shepherd
Paese di produzione USA
Anno 2006
Durata 167 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Robert De Niro
Sceneggiatura Eric Roth
Fotografia Robert Richardson
Montaggio Tariq Anwar
Musiche James Horner
Scenografia Jeannine Claudia Oppewall
Costumi Ann Roth
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

The Good Shepherd - L'ombra del potere (The Good Shepherd) è un film del 2006 diretto da Robert De Niro. È entrato in distribuzione nelle sale il 9 marzo 2007.

Il film[modifica | modifica wikitesto]

Basato su una sceneggiatura di Eric Roth (autore anche della sceneggiatura di Forrest Gump e di Munich) il film è la storia romanzata della CIA. Venticinque anni di storia, dalle origini all'inizio della seconda guerra mondiale come OSS (Office of Strategic Services) attraverso la trasformazione in CIA nell'immediato dopoguerra sino al fallito sbarco nella baia dei Porci di esuli anticastristi (Bahía de Cochinos), organizzato dal Direttore della CIA, Allen Welsh Dulles, durante l'amministrazione del Presidente John Fitzgerald Kennedy.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Gli avvenimenti sono raccontati attraverso il personaggio interpretato da Matt Damon, l'agente Edward Wilson. Questi è un giovane e brillante studente di poesia all'Università di Yale che viene cooptato nell'organizzazione studentesca paramassonica degli Skull and Bones, fucina di leader dalla quale saranno arruolati i futuri quadri dell'intelligence statunitense.

Addestrato nella Londra dei primi anni quaranta, egli diverrà un freddo e spietato agente segreto, prima contro i nazisti e poi alleato dei nazisti contro i sovietici. Tradimenti, ricatti, uccisioni, complotti, tutto sarà da lui freddamente e razionalmente tramato in nome del bene supremo: il controllo del mondo e la supremazia dell'America dominata dalle ombre del potere[1] dell'aristocrazia WASP (White Anglo-Saxon Protestant), per mezzo del Council on Foreign Relations, a cui egli stesso appartiene, paese dove gli altri gruppi etnici, come afferma in una conversazione con un boss mafioso, "sono solo in visita".

La sua dedizione alla causa è totale e all'America sacrificherà ogni cosa, la moglie e il figlio nonché la donna veramente amata, che lascia per sposare la sorella del migliore amico che aspetta un figlio da lui.

Analisi[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio di Edward Wilson è liberamente ispirato a James Angleton, funzionario OSS e poi alto dirigente CIA negli anni raccontati dal film. De Niro si ritaglia una piccola parte interpretando il generale Sullivan, personaggio ispirato al capo dell'OSS e fondatore della CIA generale William Donovan.

L'impianto narrativo è giocato su continue analessi, o flashback, che richiedono allo spettatore un minimo di conoscenza storica per riuscire a comprendere dove si trova quello che sta vedendo.

Invasione della Baia dei Porci[modifica | modifica wikitesto]

Il film descrive il fallimento dell'invasione di Cuba da parte del governo americano, noto come Invasione della Baia dei Porci come il risultato di una fuga di notizie all'interno dell'agenzia di spionaggio americano, la CIA. James K. Galbraith ha scritto che il rapporto Taylor[2] sull'invasione ha confermato l'esistenza di una tale falla:

« Uno dei grandi travestimenti della Guerra Fredda venuti a galla il 29 aprile 2000, quando il Washington Post ha riportato la piena declassificazione del rapporto del generale Maxwell Taylor a giugno del 1961, sulla Baia dei Porci. Versioni parziali di questo documento sono stati disponibili per decenni. Ma solo ora, il suo più oscuro segreto è fuoriuscito. Ecco cosa Taylor ha riferito a Kennedy: i russi sapevano la data dell'invasione (pertanto, lo sapeva anche Fidel Castro. La CIA, guidata dal suo direttore, Allen Welsh Dulles, sapeva che i russi sapevano (quindi sapevano che l'invasione sarebbe fallita). La fuga di notizie non è venuto dalla forza d'invasione; in quanto la fuga di notizie è successa prima che gli esuli cubani fossero loro stessi informati sulla data. John Fitzgerald Kennedy non è stato informato. Né, ovviamente, sono stati informati gli esuli. Pur sapendo tutto questo, Allen Dulles ha ordinato di proseguire con l'operazione Zapata. »
(Galbraith, 2000[senza fonte])

Tuttavia, uno del gruppo di storici della CIA che hanno discusso il film in una tavola rotonda, non sono molto d'accordo che la fuga di notizie fosse cruciale e hanno detto:

  • "Perfino se l'operazione fosse inizialmente riuscita, è fatua l'idea che questo battaglione paramilitare impantanato nelle giungle e nelle montagne sarebbe riuscito a generare una sollevazione generale contro Castro. Proprio gli analisti della CIA avevano giudicato che il sostegno popolare di Castro era forte e che lui controllava l'esercito e i servizi di sicurezza. Anche se il gruppo avesse assicurato la testa di ponte, i suoi mercenari alla fine sarebbero stati braccati"[3].

La fuga di notizie[modifica | modifica wikitesto]

Il 30 ottobre 1960, la Hora aveva dato notizia della base segreta nella quale si stava preparando l'invasione di Cuba[4].

Il 19 novembre 1960, il professore Ronald Hilton, direttore dell'Istituto di studi Ispano Americani (Institute of Hispanic American Studies) dell'Università di Stanford, appena tornato da un viaggio di ricerca in Guatemala, pubblicò sull'Hispanic-American Report e sul settimanale The Nation la notizia degli esuli, addestrati dalla CIA, che volevano rovesciare Castro[5]. Nei mesi successivi, a dicembre, numerosi giornali americani pubblicarono notizie sulla misteriosa base militare in una piantagione di caffè del Guatemala e il 10 gennaio se ne interessò anche il New York Times. Una tale pubblicità, venendo a mancare il segreto, non sollevò un problema di incompatibilità, perché queste notizie vennero date proprio nel momento in cui l'amministrazione Eisenhower se ne andava e l'amministrazione Kennedy non si era ancora insediata.

Il 7 aprile, Tad Szulc scrisse sul New York Times un articolo in prima pagina intitolato "Unità anticastriste addestrate al combattimento in una base in Florida" ("Anti Castro Units Trained to Fight at Florida Bases") e predisse una probabile invasione di Cuba per la data 18 aprile[6]. Quando Kennedy lesse l'articolo, rispose contrariato al responsabile editoriale del Times: "Castro non ha bisogno di spie negli Stati Uniti; tutto quello che deve fare è di leggere il giornale" ("Castro doesn't need spies in the United States; all he has to do is read the newspaper")[7].

Il 9 aprile 1961, Che Guevara espose in un discorso il punto di vista cubano: "Cuba: eccezione storica o avanguardia nella lotta anti-coloniale?" ("Cuba: Historical exception or vanguard in the anticolonial struggle?")[8]. L'11 aprile 1961, fu invitato a Washington l'alleato inglese, il ministro della guerra Mountbatten, e così fu ufficialmente informato dell'operazione Zapata l'MI-6, il servizio di spionaggio inglese, che al tempo pullulava di spie doppiogiochiste che passavano documenti al KGB, il servizio di spionaggio russo. Gli inglesi non vedevano di buon occhio l'espansionismo statunitense su Cuba e per loro con le spie doppiogiochiste, era facile passare notizie ai russi.

Il 13 aprile 1961, Radio Mosca, in una trasmissione in lingua inglese, informava il mondo che entro una settimana sarebbe avvenuta l'invasione di Cuba da parte di un gruppo organizzato dalla CIA[9]. Lo stesso giorno, all'Avana, Cuba, avvenne il sabotaggio del grande magazzino "El Encanto" che fu ridotto in cenere da ordigni altamente incendiari con i timbri dell'esercito americano[10].

I servizi segreti cubani furono ufficialmente avvisati dello sbarco anche da Osvaldo Sánchez Cabrera, agente del KGB. Il programma per un'azione segreta contro il regime di Castro era diventato il segreto di Pulcinella[11] e il governo cubano ebbe tutto il tempo di studiare un piano di difesa, che fu ben congegnato, nascondere gli aerei da combattimento, attivare la contraerea e vigilare le coste. Il governo cubano fu in grado di dare tempestivamente un'adeguata risposta ad ogni iniziativa statunitense.

Ci fu un'enorme fuga di notizie ma non fu determinante. Anche se Fidel Castro non avesse saputo niente, avrebbe schierato lo stesso nel giro di due giorni i suoi 20.000 uomini d'esercito contro 1.453 uomini della forza d'invasione. Allen Dulles, si aspettava di vincere, perché credeva che Kennedy, una volta partita l'invasione, avrebbe fatto intervenire la forza dell'aviazione e dell'esercito americano ma questo non era previsto dalle regole d'ingaggio. Kennedy non si è lasciato trascinare e una volta sconfitto ha chiesto le dimissioni di Allen Dulles, perché la CIA doveva essere un organismo di sola raccolta di informazioni all'estero e non un esercito segreto per compiere azioni di guerra segrete in paesi esteri. Poi anche se fosse intervenuto l'aviazione e l'esercito americano, Castro aveva 150.000 miliziani a difendere il paese. Infine ci sarebbe stata un'escalation guerresca con l'intervento diretto della forze armate sovietiche. I sovietici aveva già schierato un sottomarino, con armi nucleari.

I veri motivi del fallimento dell'invasione della Baia dei Porci sono descritti nel

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Sequel[modifica | modifica wikitesto]

Il regista Robert De Niro in una intervista ha affermato che gli piacerebbe girare un sequel, continuando la storia della CIA fino al presente.[14] De Niro ha annunciato che sta sviluppando il sequel come serie televisiva, con Eric Roth come produttore/scrittore e lui stesso come direttore della prima puntata[15].

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Shadow of Power The Council on Foreign Relations And The American Decline. Archive. Collection opensource: pdf, ebook, txt. James Perloff. Publishers Western Islands. Wisconsin. 1988. ISBN 0-88279-134-6.
  2. ^ (EN) The Taylor Committee Investigation Of The Bay Of Pigs. (PDF). FOIA. CIA. parzialmente declassificato. period from 22 April - 13 June 1961.
  3. ^ (EN) The Good Shepherd. Intelligence in Recent Public Media. CIA. Recensione di David Robarge, Gary McCollim, Nicholas Dujmovic, Thomas G. Coffey. May 25, 2007
  4. ^ (EN) La Hora reports, Brainy History. Events, october 30, 1960
  5. ^ (EN) Editors. "Are We Training Cuban Guerrillas?" The Nation. 19 November 1960. Pg. 378-379
    (EN) Ronald Hilton biography.Anthony DePalma.New York Times.February 24, 2007.
  6. ^ (EN) Uncovered Bay of Pigs Imbroglio. New York Times, April 7 1961
  7. ^ (EN) Peter Wyden. Bay of Pigs: The Untold Story. New York: Simon and Schuster, 1979, pp.153-154
  8. ^ (EN) Cuba: Historical exception or vanguard in the anticolonial struggle?, Che Guevara Internet Archive. Spoken: April 9, 1961. Source: The Che Reader, Ocean Press, 2005.
  9. ^ (EN) Soviets Knew Date of Cuba Attack.By Vernon Loeb.Washington Post.Saturday, April 29, 2000; Page A04.,
    (EN) Soviets Knew Date of Cuba Attack.By Vernon Loeb.JFK Lancer Indipendent.April 29, 2000
  10. ^ Cuba oggi. 40º anniversario della Baia dei Porci.
  11. ^ Schlesinger pag. 266.
  12. ^ (EN) William Fulbright dissens. History of Cuba. 1961 April 4.
  13. ^ (EN) Atto di Bogotà in: Invasion at Bay of Pigs by Jerry A. Sierra
  14. ^ (EN) Robert De Niro: 'You talkin' to me?. Indipendent. 25 July 2008.
  15. ^ (EN) Tribeca Sets Up ‘The Good Shepherd’ Series Adaptation At Showtime With Robert De Niro Directing & Eric Roth Writing, Drama At CBS. Dead Line. 5 september 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema