Spaghetti a mezzanotte

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Spaghetti a mezzanotte
Spaghetti a mezzanotte Titles.jpg
titoli di testa del film
Titolo originale Spaghetti a mezzanotte
Paese di produzione Italia
Anno 1981
Durata 91 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Sergio Martino
Soggetto Laura Toscano e Franco Marotta
Sceneggiatura Sergio Martino
Produttore Luigi Borghese
Scenografia Adriana Bellone
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Spaghetti a mezzanotte è un film di Sergio Martino uscito nelle sale italiane il 26 febbraio 1981.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Savino Lagrasta è un avvocato ossessionato da due cose: le severissime ma vane diete che gli impone la splendida moglie Celeste e il rapporto con l'amante Zelmira, con cui egli si apparta la mattina presto, poco prima del suo lavoro in tribunale. Anche la sua nordica consorte ha però un amante: Andrea Soldani, un architetto "post-moderno". Quando Savino lo scopre chiede aiuto a Don Vito Malisperi, noto boss mafioso della provincia di Asti nonché suo cliente, di aiutarlo a farli fuori entrambi. Nel frattempo, per festeggiare il compleanno del marito, Celeste organizza un party nella villa ideata per loro dal suo amante Andrea.

Poco prima dell'arrivo degli invitati, il sicario di Don Vito si intrufola in casa per far fuori i due amanti ma questi scambia erroneamente Savino per l'amante della moglie e mentre è deciso a farlo fuori a Savino parte un colpo di pistola e il killer muore. L'avvocato per tutta la festa cercherà nei modi più strampalati di occultare il cadavere: prima lo appoggia sul bidet e Cesarino, giornalista di cronaca giudizia che deve fare il bisognino, lo vede; poi lo nasconde nella vasca da bagno mentre lui è ammollo; poi lo nasconde nell'armadio facendo credere al giudice Ulderico di essere omosessuale; in seguito lo porta in bagno e infine, dopo mille peripezie, lo nasconde vicino alle statue. Con l'aiuto di un ubriaco Cesarino che scambia il cadavere per una cassapanca, lo porta in cantina mentre a mezzanotte la moglie invita gli ospiti a mangiare spaghetti con panna e tartufi (da cui il titolo del film).

Infine seppellisce il cadavere in una buca, dopo averci seppellito per sbaglio anche Cesarino ancora ubriaco. Tuttavia alla fine della festa l'enigma si risolve: arrivano le Forze dell'ordine che, già informati che è stato commesso un omicidio, trovano il cadavere. Savino è convinto di essere arrestato come colpevole, ma gli viene spiegato che il killer è stato in realtà ucciso dai sopracitati mafiosi.

Tuttavia ciò non basta al principe del foro pugliese per essere salvato dalle corna. Celeste infatti fugge col suo amante, ossia l'architetto, e Savino decide di suicidarsi mangiando a volontà tutti quei cibi gustosi e ipercalorici che la moglie gli aveva rigorosamente proibito (gli spaghetti, pollo, abbacchio, ecc.).

Durante la sua abbuffata autolesionista fa ritorno la moglie, che durante la fuga d'amore con Andrea ha deciso di lasciarlo in quanto egli è un golosone destinato all'obesità, alla calvizie e all'impotenza: la donna si è di conseguenza pentita e decide di "ammazzarsi" insieme al consorte. Come avvertono i titoli di coda del film, i due vivranno insieme "grassi e contenti".

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema