Sinfonia n. 8 (Mozart)

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Sinfonia n. 8
Mozart at Melk09.jpg
Ritratto di Mozart nel 1770
Compositore Wolfgang Amadeus Mozart
Tonalità Re maggiore
Tipo di composizione Sinfonia
Numero d'opera K48, Catalogo Köchel
Epoca di composizione Vienna, 13 dicembre 1768
Autografo Biblioteca di Stato di Berlino
Organico

due oboi, due corni, due trombe, timpani, archi

Movimenti

Allegro, Andante, Minuetto e Trio, Molto allegro

La Sinfonia n. 8 in Re maggiore K 48 di Wolfgang Amadeus Mozart è datata 13 dicembre 1768.[1]

Fu composta a Vienna, in un momento in cui la famiglia Mozart sarebbe già dovuta essere di ritorno a Salisburgo. In una lettera a un suo amico di Salisburgo, Lorenz Hagenauer, Leopold Mozart spiega il ritardo con queste parole: "non abbiamo potuto concludere i nostri affari prima, anche se ho tentato strenuamente di farcela."[1]

La partitura autografa della Sinfonia n. 8 è oggi conservata a Berlino nella Biblioteca di Stato.[2]

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

L'organico prevede due oboi, due corni, due trombe, timpani e archi. La presenza delle trombe e dei timpani è inusuale per le sinfonie giovanili di Mozart. La sinfonia è stata descritta come "opera cerimoniale".[3]

Mozart SY08 Incipit.gif

È composta da quattro movimenti:

  1. Allegro, 3/4
  2. Andante, 2/4
  3. Minuetto e Trio, 3/4
  4. Molto allegro, 12/8

Il primo movimento inizia con note discendenti dei violini, seguite da rapide scale. Queste figure sono alternativamente create dagli archi e dai fiati.

L'Andante è suonato solo dagli archi e inizia con uno stretto intervallo melodico che si espande verso la fine.

Il Minuetto è un movimento caratterizzato da rapidi passaggi degli archi, e include la presenza di trombe e timpani, ad esclusione del Trio.

Il movimento finale è una giga, il cui tema principale non termina la sinfonia come invece sarebbe usuale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Zaslaw, pp. 119–21
  2. ^ Wolfgang Amadeus Mozart, Giglberger, Veronika (preface), Robinson, J. Branford (transl.), Die Sinfonien I., Kassel, Bärenreiter-Verlag, 2005, p. XII, ISBN. ISMN M-006-20466-3
  3. ^ Kenyon, p. 154

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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