Sándor Ferenczi

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Sándor Ferenczi

Sándor Ferenczi (Miskolc, 16 luglio 1873Budapest, 22 maggio 1933) è stato uno psichiatra e psicoanalista ungherese, e uno dei pionieri della psicoanalisi in Ungheria e fra le figure più importanti al mondo in tale campo.

Sándor Ferenczi, primo in alto a destra, in compagnia di Sigmund Freud, Carl Gustav Jung e altri psicanalisti (1909)

Giovinezza e ascesa[modifica | modifica sorgente]

Sandor Ferenczi nacque a Miskolc ottavo di dodici figli, da Baruch Fraenkel, un ebreo nativo della Galizia che al momento dell'emigrazione in Ungheria aveva magiarizzato il proprio nome in Bernát Ferenczi, e da Róza Eibeschűtz, anch'essa emigrata dalla Galizia.

Il padre era un piccolo editore titolare di una libreria-tipografia nota per essere un centro culturale vivace e apprezzato per le sue pubblicazioni e per i suoi cenacoli letterari. Dopo la precoce scomparsa del padre, avvenuta quando Sàndor aveva soltanto quindici anni, la madre, donna forte ma scarsamente affettiva, prese in mano l'impresa libraria del marito, potenziandola. Dopo la morte del padre, Sàndor visse in un'atmosfera culturalmente stimolante a contatto con molti bei nomi dell'intelligentzia polacca dell'epoca, ma sostanzialmente privo di un fondamentale contatto affettivo con i punti di riferimento familiari più vitali, condizione di carenza che ebbe un ruolo nello sviluppo della sua personalità complessa e sofferente di "bambino precocemente saggio" (o wise baby, secondo la definizione ch'egli stesso formulò circa le conseguenze del malaccoglimento familiare sul carattere dei bambini).

Come osserva Franco Borgogno (alla voce "Ferenczi, Sándor", in "Psiche - Dizionario storico di psicologia, psichiatria, psicoanalisi, neuroscienze") fu questa condizione di carenza "il fatto esistenziale alla base della sua vivacità di liceale 'autodidatta' e della sua vocazione medica, volta fin dall'inizio ad aiutare i pazienti più svantaggiati e a denunciare le insufficienze nella gestione della malattia".

Trasferitosi a Vienna all'inizio degli anni '90 del XIX secolo per studiare Medicina, si laurea nel 1894 ed inizia ad esercitare come psichiatra, mantenendo i suoi interessi per la poesia e per l'ipnosi. Lavorò all'ospedale Ròkus (Budapest), e quindi al Szent Erzsébet facendo esperienza con pazienti con gravi disturbi fisici e psichici: in particolare con prostitute, anziani e omosessuali, contribuendo anche alla lotta contro la discriminazione antiomosessuale.

A partire dal 1899 collaborò alla rivista medica Gyógyászat ("Terapia") diretta dal medico progressista Miksa Schächter, amico e primo mentore di Ferenczi.

I lavori pre-analitici di Ferenczi testimoniano una tensione intellettuale ed emotiva "già orientata ai temi e allo spirito della sua futura esplorazione" (Borgogno, cit.): la relazione, il dialogo tra gli inconsci, ciò che comunica al di là delle parole, il rispetto per il dolore di quest'ultimo e l'ineluttabilità della funzione di quest'ultimo come soggetto del processo di guarigione. La lettura de L'interpretazione dei sogni poco tempo dopo la pubblicazione 1900, lasciò Ferenczi abbastanza freddo. Pochi anni più tardi seguendo i propri interessi in materia di scrittura automatica, adottò il test delle associazioni di Jung (C. G. Jung, Diagnostische Assoziationstudien, Leipzig, 1906), esperienza che lo rese maggiormente recettivo alle idee di Freud. il 2 febbraio 1908 fa visita a Sigmund Freud, dando avvio a un sodalizio strettissimo, che durerà per tutta la vita. Il suo impegno all'interno del movimento psicoanalitico è immediato: al Primo Congresso di Psicoanalisi, che si tiene a Salisburgo quello stesso anno, presentando una lecture sul tema "Psicoanalisi e psicopedagogia".

L'impegno di Ferenczi nella diffusione delle idee di Freud è immediato e prolifico: poiché è un elemento di spicco nei circoli intellettuali di Budapest non fa fatica a sollevare interesse presso i suoi amici, mentre più difficoltosa è l'accettazione delle idee psicoanalitiche da parte dell'ambiente medico due anni più tardi, nel 1910, getta le basi della Società psicoanalitica internazionale con lo scritto A proposito dell'organizzazione del movimento psicoanalitico. Nel 1913, forte dell'esperienza nella Società Psicoanalitica di Vienna, fonda la Società Psicoanalitica Ungherese, della quale resta presidente per tutta la vita. Un anno più tardi, nel 1914, la prima guerra mondiale, con la chiamata alle armi, è un'occasione per lui e l'amico Freud, con il quale studia la nevrosi di guerra. Ma la guerra porta anche povertà in casa Ferenczi: reclutato come medico da campo, vive questi anni traducendo i Tre saggi sulla teoria della sessualità, che lo porteranno nel 1924 a pubblicare Thalassa: una teoria della genitalità.

Nel 1918, a guerra finita, l'offerta di una cattedra all'università di Budapest, dove insegnerà, primo al mondo, Psicoanalisi, segna il ritorno alla parziale stabilità economica per Ferenczi e il riconoscimento della psicoanalisi come scienza. Nei mesi successivi diventa presidente per breve tempo dell'Associazione Psicoanalitica Internazionale, e nel 1920 getta le basi per la creazione dell'International Journal of Psycho-Analysis.

In seguito, con l'evolversi della situazione politica in Ungheria (l'avvento al potere del regime di estrema destra dell'ammiraglio Miklós Horthy), l'aver ottenuto la sua cattedra sotto gli uffici del governo di sinistra di Béla Kun causerà molti problemi a Ferenczi, che inizierà a fare molti soggiorni all'estero anche per allontanarsi dal clima di tensione che sentiva a Budapest.

In questi anni, torna ad occuparsi dello studio dell'omosessualità, occupandosi della tipologia caratteriale degli omosessuali e dei meccanismi paranoici che secondo il suo approccio, ormai superato, il loro comportamento rivelerebbe. Negli anni successivi sviluppa i temi dell'idea megalomane di onnipotenza dei bambini e del narcisismo nelle nevrosi e nelle psicosi, e, tra il 1929 ed il 1931, l'approfondimento degli aspetti organici e psicosomatici della psicoanalisi, sotto l'influenza del suo carissimo amico e medico personale Georg Groddeck.

Fondamentale anche il suo contributo sul ruolo del pensiero magico nei processi di pensiero e nella condotta umana, e, soprattutto, la sua profonda riflessione sul tema del trauma psicologico, destinata ad influire molto sulle elaborazioni psicoanalitiche successive in quest'ambito. Il tema del cosiddetto "trauma attuale" aveva infatti rappresentato uno dei temi di maggiore difficoltà per la teoria psicoanalitica freudiana, soprattutto dal punto di vista della sua trattabilità teorica nell'ambito del modello pulsionalista; l'elaborazione ferencziana rappresentò quindi un fondamentale sviluppo dei modelli di inquadramento teorico-clinico dello stesso.

Fu inoltre analista di Melanie Klein e Michael Balint, oltre che amico di Lou Von Salomé.

L'originalità di Ferenczi. Prime difficoltà in seno al Movimento[modifica | modifica sorgente]

Con Lo sviluppo della psicoanalisi, che Ferenczi scrive a quattro mani con Otto Rank, arrivano le prime difficoltà con Freud: il libro viene accolto con imbarazzo dal fondatore dalla psicoanalisi e duramente criticato da Karl Abraham ed Ernest Jones. Rank si spinge oltre, scrivendo Il trauma della nascita, un libro che lo porta a rompere con tutto il resto del movimento e, dal Congresso di Salisburgo, con lo stesso Ferenczi, che però a questo punto è isolato: il resto della Società Internazionale di Psicoanalisi gli contesta la "tecnica attiva" che Ferenczi ha introdotto nel 1920, una pratica usata per consentire ai pazienti più difficili di superare i punti morti dell'analisi (e che poi lui stesso abbandonerà quasi del tutto a partire dal 1926).

Gli anni successivi saranno caratterizzati da un intenso lavoro di revisione e di critica rispetto alle idee di Freud; in particolare, Ferenczi svilupperà durante gli ultimi intensissimi anni un approccio fondato sullo sviluppo di nuovi paradigmi psicoanalitici. Opere quali "L'adattamento della famiglia al bambino" (1928), e "Il bambino mal accolto e la sua pulsione di morte" (1929), porranno le basi per un approccio relazionale all'eziologia del conflitto, mentre lavori come "L'elasticità della tecnica psicoanalitica" (1928) e "Principi di rilassamento e neocatarsi" (1930) costituiranno il fondamento di ciò che in seguito si chiamerà "approccio bipersonale alla psicoanalisi".

La rottura con Freud. Il Diario Clinico. La fine[modifica | modifica sorgente]

In questi anni, Ferenczi riprenderà il tema dell'eziologia traumatica delle nevrosi, che a partire dall'abbandono della teoria della seduzione da parte di Freud (1897) era stato messo in relativa sordina, da parte degli psicoanalisti dell'epoca. Ma sarà nel 1932, a pochi mesi dalla morte, che Ferenczi presenterà, come lecture al Congresso di Wiesbaden dell'Associazione Psicoanalitica Internazionale, l'articolo La confusione delle lingue tra l'adulto e il bambino. Il linguaggio della tenerezza e della passione, pubblicato postumo nel 1933. L'articolo, presentato a Freud in forma privata poche ore prima del Congresso, scatenerà una drammatica rottura fra i due, che fin dal 1908 avevano mantenuto un rapporto personale intenso, scandito da un fittissimo scambio di corrispondenza e da un forte reciproco affetto. Ferenczi otterrà di leggere ugualmente il lavoro, nonostante le insistenze di Freud per farlo desistere dall'intento; subito dopo la lettura, Ferenczi abbandonerà il Congresso per far ritorno nella sua casa di Budapest. Era il settembre 1932: sei mesi dopo, il 22 maggio 1933 Ferenczi moriva per un'anemia perniciosa della quale soffriva da alcuni anni, senza aver rivisto Freud, con il quale era tuttavia rimasto in contatto epistolare.

L'ultimo periodo della vita professionale di Ferenczi fu caratterizzato da un progressivo distacco dalle idee di Freud, molto doloroso per entrambi. Di tale sviluppo teorico clinico, sia pure contrassegnato da elaborazioni controverse e non prive di rischi (analisi reciproca tra paziente e analista) furono fornite interpretazioni volte a sostenere l'ipotesi di una psicosi dalla quale Ferenczi sarebbe stato affetto. Tali insinuazioni, sostenute soprattutto da Ernest Jones, sono oggi valutate prive di fondamento da parte di autorevoli studiosi (Dupont, Bonomi); e tale infondatezza risulta tanto più chiara dalla lettura dell'ultima parte del carteggio Freud-Ferenczi (il cui ultimo volume non è stato sfortunatamente tradotto in italiano ma è reperibile in francese: si veda la bibliografia riportata in calce alla presente voce) e del Diario Clinico, opera postuma scritta da Ferenczi nei mesi che separarono il Congresso di Wiesbaden dalla morte.

Il lascito ferencziano e la renaissance[modifica | modifica sorgente]

L'estensione del lascito ferencziano e la sua diramazione in molte branche della psichiatria e in molte declinazioni della psicoanalisi è oggi generalmente riconosciuto e oggetto di numerosissimi studi (Antonelli, Aron, Boschàn, Borgogno, Haynal, per citarne solo alcuni). A partire dagli anni ottanta, una volta giunti alla sofferta pubblicazione del Carteggio Freud-Ferenczi e del Diario Clinico, l'interesse per l'opera dello psicoanalista di Miskolc ha conosciuto un ampio sviluppo, che sotto il nome di renaissance ferencziana ha dato luogo a numerosi congressi internazionali.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Testi di S.Ferenczi[modifica | modifica sorgente]

  • (1909) Introjection Und Übertragung
  • (1924) (& Rank O.) Entwicklungsziele der Psychoanalyse
  • Opere, vol. I, 1908-1912, Raffaello Cortina Editore (1989)
  • Opere, vol. II, 1913-1919, Raffaello Cortina Editore (1990)
  • Opere, vol. III, 1919-1926, Raffaello Cortina Editore (1992)
  • Opere, vol. IV, 1927-1933, Raffaello Cortina Editore (2002)
  • Diario Clinico (Gennaio-Ottobre 1932), Raffaello Cortina Editore (2004)
  • Elogio della Psicoanalisi, Bollati Boringhieri (1981 e 2006)
  • La mia amicizia con Miksa Schãchter, Bollati Boringhieri (1992)
  • Freud-Ferenczi, Lettere, vol. I (1908-1914), Raffaello Cortina (1993)
  • Freud-Ferenczi, Lettere, vol. II (1914-1919), Raffaello Cortina (1998)
  • Freud-Ferenczi, Correspondance 1920-1933, Les années douloureuses, tome III, Calmann-Levy, Paris (2000)
  • Ferenczi-Groddeck, Corrispondenza (1921-1933), Casa Editrice Astrolabio, 1985

Pubblicazioni su Ferenczi[modifica | modifica sorgente]

Libri

  • AA. VV., Ferenczi, Patient et Psychanalyste, L'Harmattan, Paris, 1994
  • G. Antonelli, Il Mare di Ferenczi, Di Renzo Editore, Roma, 1997
  • L. Aron, A. Harris (1993), L'eredità di Sàndor Ferenczi, Edizioni Borla, Roma, 1998
  • C. Bonomi e F. Borgogno (a cura di), La Catastrofe e i suoi Simboli. Il contributo di Sándor Ferenczi alla teoria psicoanalitica del trauma, Torino: UTET Libreria, 2001
  • C. Bonomi (a cura di), Sándor Ferenczi e la psicoanalisi contemporanea, Roma: Borla, 2006
  • C. Bonomi ("invited editor"), Sándor Ferenczi: Psychoanalysis and the Confusion of Tongues, numero speciale 7/4, 1998, dell'International Forum of Psychoanalysis.
  • T. Bokanowski, Sàndor Ferenczi, Hoepli, 2000
  • F. Borgogno, Psicoanalisi come percorso, Bollati Boringhieri, Torino, 1999
  • F. Borgogno (a cura di), La partecipazione affettiva dell'analista. Il contributo di Sàndor Ferenczi al pensiero psicoanalitico contemporaneo, Franco Angeli, Milano, 1999
  • F. Borgogno (a cura di) Ferenczi oggi, Bollati Boringhieri, Torino, 2004
  • E. Brabant-Gerô, Ferenczi et l'école hongroise de psychanalyse, L'Harmattan, Paris
  • Dupont J., Perché la comunità psicoanalitica ha accettato così facilmente l'affermazione di Jones secondo cui Ferenczi, nel corso dei suoi ultimi anni, sarebbe stato psicotico?, in: Borgogno F., La partecipazione affettiva dell'analista, Franco Angeli, 1999.
  • M. Franceschini, "La Psicoanalisi Moderna nei Contributi di Sandor Ferenczi", Pioda Editore, Roma, 2008
  • A. Haynal, (1987), Freud, Ferenczi, Balint e la questione della tecnica: controversie in psicoanalisi, Centro Scientifico Editore, Torino, 1990.
  • A. Haynal, (2007), Uno Psicoanalista diverso dagli altri. La riscoperta di Sàndor Ferenczi, Centro Scientifico Editore, Torino.
  • P. Sabourin, Ferenczi, paladin et Grand Vizir secret
  • M. Stanton (1994) Sándor Ferenczi - Una riconsiderazione dell'intervento attivo, Il Pensiero Scientifico

Numeri Monografici di Riviste

  • Le Coq-Héron, Ferenczi Clinicien, érès, Paris, 174, 2003
  • Le Coq-Héron, La Correspondance Ernest Jones/Michael Balint, érès, Paris, 177, 2004
  • Le Coq-Héron, Ferenczi le Clinicien II, érès, Paris, 178, 2004

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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