William R. D. Fairbairn

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William Ronald Dodds Fairbairn (11 agosto 1889Edimburgo, 31 dicembre 1964) è stato un medico e psicoanalista scozzese, membro della British Psychoanalytical society. È il padre della teoria delle relazioni oggettuali, continuatore ed innovatore del lavoro di Melanie Klein. Egli ha provocato un cambio di prospettiva rivoluzionario all'interno della teoria psicoanalitica.

Vita[modifica | modifica wikitesto]

Fairbairn si forma all'Università di Edimburgo in cui studia tre anni lingua e cultura greca. Serve sotto il generale Allenby nella campagna palestinese e quando torna intraprende l'addestramento medico. Successivamente ha insegnato psicologia ed ha praticato l'analisi. Grazie ai suoi scritti diventò membro socio della British Psychoanalytical society nel 1931. Ha condotto una vita appartata all'interno dell'associazione, mantenendosi fuori dalle contese che a quel tempo dividevano la società in fazioni e conducendo tutta la sua vita nell'isolata Edimburgo.

Opera[modifica | modifica wikitesto]

Teoria della libido oggettuale[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Freud l'oggetto era strumentale alla pulsione. La pulsione è innata e si associa attraverso l'apprendimento al suo oggetto. Ma cosa succede se i genitori ("oggetti" della pulsione") procurano al bambino soprattutto esperienze dolorose? Il bambino si allontana? No. La Klein provò a risolvere la difficoltà supponendo che l'oggetto, o almeno il suo equivalente interno, il fantasma inconscio, fosse co-originario alla pulsione.

Fairbairn propose una terza via, più aderente alla realtà di quella di Freud e meno fantasiosa di quella della Klein. Considerò come innata solo la cosiddetta libido oggettuale, che ci spinge a formare legami con individui che si prendono cura di noi. Le modalità in cui si esplica sono apprese perché la libido è “relazionale”. Fairbairn così, sorta di Copernico della psicoanalisi, esaminando i dati, ha scoperto un modo più semplice ed economico di riordinarli.

Gli oggetti interni per la Klein sono una caratteristica innata della vita psichica e le relazioni oggettuali interiorizzate le forme primarie del pensiero e dell'esperienza. Secondo Fairbairn gli oggetti interni sono il risultato di cure genitoriali inadeguate: se i bisogni di dipendenza del bambino non vengono soddisfatti si verifica un allontanamento patologico dalla realtà esterna e si formano presenze private (gli oggetti interni) con i quali viene mantenuto un legame fantasmatico (le relazioni oggettuali interiorizzate). Ecco il motivo per cui gli uomini cercano la sofferenza; non cerchiamo delle relazioni in base alla loro capacità di darci piacere ma in base alla loro risonanza con i nostri oggetti interni.

La scissione dell'Io[modifica | modifica wikitesto]

A loro volta queste relazioni interiorizzate si scindono tra quelle che possono essere integrate in configurazioni ampie, e diventano la parte principale dell'Io; il resto viene rimosso. La forza rimovente è costituita dalle relazioni oggettuali integrabili. Questa rimozione delle relazioni oggettuali interiorizzate ha due ovvi componenti: la scissione dell'Io (in Io libidico, che cerca il piacere, e Io antilibidico che lo evita) e dell'oggetto in oggetto eccitante e rifiutante.

Questi processi avvengono in chiunque, poiché tutti abbiamo, almeno occasionalmente, subito cure genitoriali insufficienti.

Compito della situazione psicoanalitica è quella di mostrare la possibilità di una trasformazione controllata delle relazioni oggettuali: questo avviene nel rapporto con il terapeuta. La difficoltà della terapia sta nel fatto che i pazienti che attraversano il superamento dei propri stati affettivi più dolorosi hanno la sensazione di perdere il contatto con i loro genitori come presenze interne. Man mano che stanno meglio si sentono anche più soli e tristi.

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