Alice Miller

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Alice Miller (Piotrków Trybunalski, 12 gennaio 1923Saint-Rémy-de-Provence, 14 aprile 2010) è stata una psicologa, psicoanalista e saggista svizzera.[1] Si è occupata prevalentemente di psicologia dell'età evolutiva e degli esiti negativi che gli abusi psicofisici inflitti ai bambini e alle bambine, in particolare all'interno della famiglia, comportano nella crescita e nell'età adulta.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata in Polonia nel 1923, emigrò in Svizzera subito dopo la seconda guerra mondiale, nel 1946, conseguendo la laurea e il dottorato in filosofia, psicologia e sociologia a Basilea, nel 1953. Successivamente intraprese e portò a termine la formazione come psicoanalista, a Zurigo.

Dopo circa 20 anni di pratica come psicoanalista, abbandonò, nel 1980, questo tipo di attività terapeutica, dedicandosi alla scrittura di saggi; questa svolta, dovuta a una riflessione critica sul metodo psicoanalitico nella sua applicazione concreta, la portò, nel 1988, ad abbandonare la Società Internazionale di Psicoanalisi. Nel 1986 fu insignita del premio Janus Korczak dalla lega americana contro la diffamazione degli ebrei. Alice Miller sposò il sociologo Andreas Miller ed ebbe due figli, Martin e Julika.

La critica alla psicoanalisi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver a lungo appoggiato e praticato le tecniche proprie della psicoanalisi, Alice Miller è divenuta una delle più tenaci critiche del metodo psicoanalitico come terapia psicologica, nonché della prassi stessa di molti terapeuti. Ella ritiene infatti che il metodo psicoanalitico, anziché incoraggiare e sostenere i pazienti nella ricerca dei traumi che hanno dato origine ai disturbi e ai problemi della propria personalità, agisce piuttosto come tecnica per evitare di affrontare realmente la verità su questi traumi, che molto spesso risiede nella storia familiare del paziente e negli abusi da esso subiti nell'infanzia. Lo stesso Sigmund Freud, secondo Alice Miller, avrebbe utilizzato in questo modo la psicoanalisi innanzitutto su sé stesso.

Alice Miller critica il metodo psicoanalitico delle associazioni libere. Inoltre non ritiene valide le seguenti scoperte: la sessualità infantile (vd. L'infanzia rimossa, 1996 pp. 152), il Complesso di Edipo (vd. Il bambino inascoltato,2004, pp. 151–202) e l'esistenza della pulsione di morte agente fin dai primi istanti di vita (critica al lattante crudele di M.Klein ibid.). Secondo Alice Miller tutti questi concetti svolgono una funzione di offuscamento della verità, in quanto impediscono ai pazienti di rivivere i sentimenti provati durante l'infanzia (unica strada per incontrare il proprio vero Sé) e al terapeuta di sentire empaticamente, nelle parole del suo assistito, il bambino sofferente.

Varie[modifica | modifica wikitesto]

Alice Miller, nel suo libro La persecuzione del bambino, afferma di avere documentato, tra le altre cose, i maltrattamenti psicofisici che avrebbe subito Adolf Hitler per mano del padre. Questi maltrattamenti, secondo la psicologa polacca, avrebbero motivato l'odio di Hitler nei confronti del genere umano.

La rivolta del corpo[modifica | modifica wikitesto]

Alice Miller autrice de "La rivolta del corpo" scrive questo libro per mettere all'attenzione di tutti le diverse problematiche che si sviluppano durante l'infanzia. Il tema centrale del suo testo sono i traumi infantili, in modo particolare si occuperà delle conseguenze che ha per il corpo la negazione delle nostre emozioni autentiche; negazione che ci viene richiesta dalla morale che ci porta a perdonare, giustificare ciò che fanno i nostri genitori e perché si crede che diano il giusto insegnamento, e dalla religione in quanto ci vengono tramandati dei valori come il quarto comandamento secondo il quale bisogna onorare e rispettare i propri genitori.

Il libro si suddivide in tre parti la prima intitolata "Dire e celare", la seconda "La morale tradizionale nelle terapie e il sapere del corpo" e la terza parte "Anoressia. Il desiderio di comunicazione autentica". Alice Miller svolge la sua prima parte del libro descrivendo autobiografie. L'aspetto in comune di tutti i protagonisti delle storie è il fatto che tutti loro hanno subito dei traumi psichici e fisici e hanno vissuto l'esperienza della Pedagogia nera; una violenza che condiziona l'età adulta, in modo particolare riguarda una violenza educativa che porta il bambino ad obbedire in quanto ha paura di ricevere una punizione, e non fare ciò che un genitore vuole comporta la perdita dell'amore. Nella seconda parte del libro si occupa di persone a noi contemporanee, che sono disponibili a confrontarsi con la verità della loro infanzia e a guardare i genitori alla luce della realtà. Nella terza parte l'autrice dimostra, sulla base di una malattia singolarmente eloquente, come il corpo si opponga al falso nutrimento e pretenda incondizionatamente la verità: finché essa non è riconosciuta e i veri sentimenti nei confronti dei genitori continuano a essere ignorati i sintomi perdurano. Ha voluto illustrare con parole semplici il dramma di una paziente affetta da disturbi alimentari insorti per mancanza di scambio emotivo.

In questo libro Alice Miller esprime la speranza che, approfondendo la conoscenza della psicologia, il potere del quarto comandamento della religione giudaico/cristiana (onora il padre e la madre) perda forza, consentendo di prestare ascolto ai bisogni biologici fondamentali del corpo, alla sua esigenza di verità e di fedeltà a se stesso, alle sue percezioni, sensazioni e conoscenze. L'autrice afferma che si possono ignorare i messaggi del corpo o prendercene gioco, ma vale sempre la pena di tenere nella giusta considerazione la rivolta che esso esprime, poiché la sua lingua è l'espressione autentica del nostro vero sé e della forza insita nel nostro essere in vita.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero sé, 1985
  • La persecuzione del bambino, 1987
  • Il bambino inascoltato, 1989
  • L'infanzia rimossa, 1990
  • La chiave accantonata, 1993
  • La fiducia tradita. Violenza e ipocrisie nell'educazione, 1995
  • Le vie della vita. Sette storie, 1998
  • Il risveglio di Eva. Come superare la cecità emotiva, 2002
  • La rivolta del corpo. Come superare i danni di un'educazione violenta, 2005
  • Riprendersi la vita. I traumi infantili e l'origine del male, 2009

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Martin Miller: Das wahre „Drama des begabten Kindes“. Die Tragödie Alice Millers. Freiburg im Breisgau 2013, ISBN 978-3-451-61168-1. p. 21, 26, 29

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 108150153 LCCN: n/80/151832