Prunella (botanica)

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Prunella
Prunella grandiflora 090907.jpg
Prunella delle Alpi
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteride
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Genere Prunella L. (1753)
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi I
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Specie
(Vedi testo)

Prunella (nome scientifico Prunella L. (1753)) è un genere di piante Spermatofite Dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Lamiaceae dall’aspetto di piccole erbacee perenni.

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

Del genere Prunella nei vari elenchi di sistematica sono indicate molte specie diverse ma sono perlopiù sinonimi, ibridi o varianti, di sicuro solo 4 sono le specie spontanee della flora italiana. Mentre nel resto del mondo alcuni autori indicano a 7, altri a 15, e altri ancora più numerose le specie autonome.
Nelle classificazioni più vecchie la famiglia del genere Prunella è chiamata Labiatae. La moderna classificazione APG ha inoltre “aggiornato” i livelli superiori secondo la più moderna tassonomia cladistica (vedi box a destra).

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

L’etimologia del nome del genere (Prunella) è incerta. Alcuni la fanno derivare da una antica voce tedesca “Breune” oppure “Braune” che significa “angina” o “tonsillite”, patologie curate anticamente da questa pianta. Ma alcuni filologi la fanno derivare dal vocabolo “pruno” (o da “brunella”) per il colore bruniccio che i suoi fiori assumono quando l’infiorescenza appassisce.
Comunque sia tale nome (“Brunella”) fu usato per primo dal Tournefort (1656-1708) e forse ancora prima da Dodoens (1518-1585), e così rimase fino a che Linneo stranamente lo cambiò in “Prunella”. Questo spiega l’uso alterno dei due nomi indicati nei vari trattati botanici.

Morfologia del genere[modifica | modifica wikitesto]

La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap) : quindi sono piante perennanti tramite gemme poste sul suolo (emicriptofita), con asse florale lungo e scarso di foglie (scaposo).

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Radichette secondarie generate da rizoma.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

Il fusto può essere eretto (non più alto di 40 cm) o prostrato. Presenta una sezione quadrangolare.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie sono intere, crenate o pennatosette. Sono verdi sulle due facce e di forma ovale o ovato - allungata. Quelle radicali formano una rosetta basale; quelle cauline sono opposte a copie.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

L’infiorescenza è una densa spiga apicale con circa sei fiori riuniti in verticilli. Delle brattee sono presenti alla base di ogni verticillo floreale.

Fiori[modifica | modifica wikitesto]

I fiori sono ermafroditi, zigomorfi, tetraciclici (fiore a 4 verticilli : calice – corolla – androceo - gineceo).

  • Calice: il calice è sub - campanulato e bilabiato con 10 venature irregolari. Questa parte del fiore è persistente.
  • Corolla: il colore della corolla può essere blu, porpora, rosso, giallo o bianco ed è formata da un largo tubo ascendente. Dei peli formano un anello all’interno del tubo. Questo poi si allarga in due labbri : quello superiore è concavo, intero e bilobo; mentre quello inferiore è lievemente pendulo, espanso e trilobo (con il lobo centrale maggiore di quelli laterali).
  • Androceo: gli stami sono 4 (tutti fertili) ; gli anteriori sono più lunghi e lievemente sporgenti dal tubo corallino.
  • Gineceo: i carpelli sono 2 con ovario supero tetraloculare (con 4 locucli per i semi); stilo con stimma bifido (diviso in due parti).
  • Impollinazione : tramite ditteri, imenotteri ma anche lepidotteri. Alcune specie sono mellifere e quindi attirano le api da miele.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

Il frutto è un poliachenio (generalmente tetrachenio).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

  • Diffusione : l’area di origine del genere deve porsi in un lontanissimo passato nel bacino mediterraneo. Ma poi le varie specie si sono disperse in tutto il mondo. La maggior parte delle specie sono quindi native dell’Europa, ma anche dell’Asia, dell’Africa del Nord e dell’America del Nord. Delle specie naturalizzate si trovano nel Cile e in Argentina.
  • Habitat: allo stato spontaneo (nei nostri territori) si trovano a tutte le quote (fino a 2000 m s.l.m.) in terreni calcarei, ben drenati, leggeri e soleggiati; ma anche nei pascoli, siepi e al limite delle boscaglie.

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Farmacia[modifica | modifica wikitesto]

Sono piante che nella medicina popolare sono molto usate per diversi trattamenti di lievi disturbi come intossicazione alimentare, bolle cutanee, tagli e infiammazioni in genere. In Cina alcune piante della specie sono usate come bevande a base di erbe per il trattamento di lievi disturbi corporei.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie primaticce della Prunella vulgaris sono usate come insalata anche se hanno un leggero sapore amarognolo.

Giardinaggio[modifica | modifica wikitesto]

L’impiego più importante delle specie di questo genere è nel giardinaggio. Con successo, specialmente la Prunella grandiflora grazie ai suoi grandi fiori, si adattano bene a formare aiuole, bordure, ma anche ad ornare i giardini rocciosi.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Le piante della specie Prunella sono il cibo preferito di larve di alcuni lepidotteri della specie Coleophora albitarsella.

Specie del genere[modifica | modifica wikitesto]

Elenco specie[modifica | modifica wikitesto]

Il genere presenta diversi ibridi e varianti per cui il numero delle specie per questo genere varia secondo i metodi di classificazione dei vari autori. Quindi in questa sede viene dato un elenco parziale e provvisorio delle specie del genere Prunella :

A

B

C

D

E

F

G

H

J

L

M

O

P

R

S

T

V

(Le varietà più diffuse della specie Prunella vulgaris sono elencate nella scheda della specie)
W

Ibridi[modifica | modifica wikitesto]

Anche per gli ibridi vale lo stesso discorso (ancora più valido !) che per le specie (anche qui è da notare che per certi autori alcuni di questi ibridi sono considerate varietà) :



Specie spontanee della flora italiana[modifica | modifica wikitesto]

Per meglio comprendere ed individuare le 4 specie del genere (solamente per le specie spontanee della nostra flora) l’elenco che segue utilizza il sistema delle chiavi analitiche:


  • Gruppo 1A : foglie larghe da 10 a 25 mm con evidenti nervi secondari;
  • Gruppo 2A : la base dell’infiorescenza è avvolta da due foglie; corolla di dimensioni medie da 12 a 17 mm;
Prunella laciniata (L.) – Prunella gialla : tutta la pianta è densamente villosa con peli eretti; si trova in quasi tutta la nostra Penisola fino a 1400 m s.l.m..
Prunella vulgaris (L.) – Prunella comune o Brunella : comune su tutto il territorio dal piano fino a 2000 m s.l.m..
  • Gruppo 2B : infiorescenza libera da foglie avvolgenti (sono presenti solo le due brattee alla base dell’infiorescenza); corolla lunga da 24 a 26 mm;
Prunella grandiflora (L.) Scholler – Prunella delle Alpi : i fiori sono i più grandi della specie; si trova solo sui pascoli subalpini del Nord Italia fino a 2400 m s.l.m..
  • Gruppo 1B : larghezza delle foglie minore di 10 mm e uninervie;
Prunella hyssopifolia L. – Prunella a foglie strette : fiori di colore violetto (a volte anche pallido); è presente solamente in Liguria fino agli 800 m s.l.m..

Galleria di foto[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ingrid e Peter Schonfelder, Guida alle piante medicinali, Ricca editore, Roma, 2013, pagine 448 ISBN 978-88-6694-001-2
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume primo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, p. 355.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume secondo, Bologna, Edagricole, 1982, p. 474, ISBN 88-506-2449-2.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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