Prenanthes purpurea

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Lattuga montana
Prenanthes purpurea (8403750318).jpg
Prenanthes_purpurea
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Hypochaeridinae
Genere Prenanthes
Specie Prenanthes purpurea
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Hypochaeridinae
Nomenclatura binomiale
Prenanthes purpurea
L., 1753

La lattuga montana (nome scientifico Prenanthes purpurea L., 1753) è una specie di piante spermatofite dicotiledoni appartenenti alla famiglia Asteraceae.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome del genere (Prenanthes) deriva dall'unione di due parole greche: prenes ( = inclinato, prostrato, con la faccia o il capo rivolto verso il basso) e anthos ( = fiore) e fa riferimento al particolare portamento "pendente" dei fiori di questa specie[1]; il nome specifico (purpurea) fa ovviamente riferimento al colore delle sue corolle.
Il binomio scientifico della pianta di questa voce è stato proposto da Carl von Linné (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione "Species Plantarum - 2: 797" del 1753.[2]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Descrizione delle parti della pianta
Il portamento

Queste piante raggiungono un'altezza compresa tra 3 - 15 dm. La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia sono piante erbacee, a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e sono dotate di un asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Tutta la pianta è glabra ed ha una colorazione glauca.[3][4]

Radici[modifica | modifica sorgente]

Le radici sono dei rizomi sottili in parte lignificati.

Fusto[modifica | modifica sorgente]

La parte aerea del fusto è eretta a sezione cilindrica. I rami sono patenti.

Foglie[modifica | modifica sorgente]

La foglia

Le foglie si dividono in foglie inferiori e superiori; lungo il fusto sono disposte in modo alterno. Quelle inferiori hanno una lamina a contorno spatolato con 2 - 3 lobi distanziati per lato e un lobo apicale a forma di triangolo acuto. Le foglie superiori hanno una lamina lineare-lanceolata e sono più o meno intere o grossolanamente dentate. Le foglie sono sessili (o picciolate quelle maggiori) e amplissicauli; quelle superiori maggiori alla base hanno due orecchiette ( auricolate con picciolo alato); sono verdi di sopra e glauche di sotto. Dimensione delle foglie inferiori: larghezza 3 - 6 cm; lunghezza 8 - 15 cm. Dimensione dei lobi laterali delle foglie inferiori: larghezza 1 cm; lunghezza 3 cm. Dimensione del lobo apicale delle foglie inferiori: larghezza 5 cm; lunghezza 7 cm.

Infiorescenza[modifica | modifica sorgente]

Il capolino

Le infiorescenze sono composte da numerosi capolini penduli pauciflori disposti a pannocchia piramidale su lunghi rami (anche 20 - 35 cm di lunghezza). I capolini sono formati da un involucro cilindrico verde-olivastro composto da brattee (o squame) disposte su 2 - 4 serie in modo embricato, all'interno delle quali un ricettacolo fa da base ai fiori tutti ligulati. Le brattee hanno una forma oblungo-ovata (quelle esterne); quelle interne sono da due a tre volte più lunghe di quelle esterne e la forma va da lineare a oblungo-lanceolata; nella parte inferiore sono verdastre (più chiare all'apice); i bordi sono lievemente barbati. Il ricettacolo è nudo, ossia privo di pagliette a protezione della base dei fiori. Dimensione dell'involucro: larghezza 2 - 3 mm; lunghezza 10 - 15 mm. Dimensione del capolino: 15 - 20 mm.

Fiore[modifica | modifica sorgente]

I fiori, generalmente 4 (o 5), sono tutti del tipo ligulato[5] (il tipo tubuloso, i fiori del disco, presente nella maggioranza delle Asteraceae, qui è assente), sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). I fiori sono ermafroditi e zigomorfi.

  • Formula fiorale: per questa pianta viene indicata la seguente formula fiorale:
* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[6]
  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla: la corolla è colorata di purpureo con ligule patenti; la superficie è ricoperta da peli papilliformi. Lunghezza dei fiori: 20 mm; dimensione delle ligule: larghezza 2 mm; lunghezza 8 mm.
  • Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi, mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo.[7] Le antere alla base sono acute.
  • Fioritura: da giugno a settembre.

Frutti[modifica | modifica sorgente]

Achenio con pappo

I frutti sono degli acheni a forma oblungo-lineare, compressi alla base e costati lateralmente con superficie marrone scura e glabra. Il pappo è formato da setole semplici, fragili e bianche. Dimensione degli acheni: larghezza 1 mm; lunghezza 5 mm. Le setole sono lunghe 7,5 - 8 mm.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento per merito del pappo – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale[8] – Distribuzione alpina[9])
  • Distribuzione: in Italia è una specie relativamente rara e comunque si trova solamente sul continente. Si trova su tutto l'arco alpino e sugli altri rilievi europei. Oltre l'Europa, questa specie è presente nel Vicino oriente (in particolare Transcaucasia e Anatolia).[10]
  • Habitat: l'habitat tipico per questa specie sono i boschi montani come le faggete (sia nelle aree chiuse che nelle radure), oppure nelle vallette umide frequentate da alte erbe nitrofile; ma si trova anche nei tagli rasi forestali, nelle schiarite e nelle vie nella foresta, nei bordi dei ruscelli, nei megaforbieti e nei popolamenti a felci. Il substrato preferito è sia calcareo che siliceo con pH neutro, medi valori nutrizionali del terreno che deve essere mediamente umido. [9]
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare da 100 fino a 2000 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare, montano e subalpino.

Fitosociologia[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:[9]

Formazione : comunità forestali
Classe : Carpino-Fagetea
Ordine : Fagetalia sylvaticae

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

La famiglia di appartenenza di Prenanthes purpurea (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale e comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[11] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[12]). All'interno della famiglia il genere Prenanthes fa parte della sottofamiglia Cichorioideae (una delle 12 sottofamiglie nella quale è stata suddivisa la famiglia Asteraceae); mentre Cichorieae è una delle 7 tribù della sottofamiglia, e la sottotribù Hypochaeridinae è una dell 11 sottotribù di Cichorieae.[13][14] Il genere Prenanthes comprende poche specie, una delle quali (quella di questa voce) è presente nella flora spontanea italiana.
Il numero cromosomico di P. purpurea è: 2n = 18. [15]

Sinonimi[modifica | modifica sorgente]

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[10]

  • Chondrilla purpurea (L.) Lam.
  • Chondrilla tenuifolia (L.) Lam.
  • Prenanthes purpurea subsp. purpurea
  • Prenanthes purpurea subsp. tenuifolia (L.) Arcang.
  • Prenanthes schlosseri Heuff.
  • Prenanthes tenuifolia L.
  • Prenanthes transsilvanica Schur
  • Prenanthes wolfiana Schur

Altre notizie[modifica | modifica sorgente]

La lattuga montana in altre lingue è chiamata nei seguenti modi:

  • (DE) Hasenlattich, Purpurlattich
  • (FR) Prénanthe pourpre
  • (EN) Purple Rattlesnake-root

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Botanical names. URL consultato il 29 aprile 2013.
  2. ^ The International Plant Names Index. URL consultato il 29 aprile 2013.
  3. ^ Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 282
  4. ^ Cichorieae Portal, p. Prenanthes purpurea. URL consultato il 29 aprile 2013.
  5. ^ Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 12
  6. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  7. ^ Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 1
  8. ^ Conti et al. 2005, op. cit., pag. 147
  9. ^ a b c Aeschimann et al. 2004, op. cit., Vol. 2 - pag. 656
  10. ^ a b Global Compositae Checklist. URL consultato il 29 aprile 2013.
  11. ^ Judd 2007, op. cit., pag. 520
  12. ^ Strasburger 2007, op. cit., pag. 858
  13. ^ Funk & Susanna, op. cit., pag. 348
  14. ^ Cichorieae Portal , op. cit.
  15. ^ Tropicos Database. URL consultato il 29 aprile 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Pag. 343-383 V.A. Funk, A. Susanna, T.F. Steussy & R.J. Bayer, Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume 3, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 282, ISBN 88-506-2449-2.
  • D. Aeschimann, K. Lauber, D.M. Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004, pag. 656.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  • Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • F. Conti, G. Abbate, A. Alessandrini, C. Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, pag. 147, ISBN 88-7621-458-5.
  • Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales. Pag 198, Berlin, Heidelberg, 2007, pag. 189.
  • Cichorieae Portal, p. Prenanthes_purpurea. URL consultato il 29 aprile 2013.

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