Poligono Sperimentale e di Addestramento Interforze

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Poligono Sperimentale e di Addestramento Interforze Salto di Quirra (PISQ)
Poligono Interforze del Salto di Quirra.svg
Stemma araldico del Poligono Interforze del Salto di Quirra
Descrizione generale
Attiva dal 1º luglio 1956
Nazione Italia
Servizio Aeronautica Militare
Tipo Brigata
Compiti Poligono Interforze
Sede Perdasdefogu - Salto di Quirra
Comandanti
Comandante corrente Generale di brigata aerea Roberto Quattrociocchi

[senza fonte]

Voci di unità militari presenti su Wikipedia

Il Poligono Sperimentale di Addestramento Interforze del Salto di Quirra, retto da un Generale di brigata aerea posto alle dirette dipendenze del Comandante della 1ª Divisione - Centro Sperimentale di Volo del Comando Logistico, comprende la base e il poligono a terra di Perdasdefogu e il distaccamento A.M. di Capo San Lorenzo con il dipendente poligono a mare. Il Poligono è composto da personale proveniente per il 50% dall'Aeronautica Militare, il 35% dall'Esercito Italiano e il 15% dalla Marina Militare, il poligono attua le predisposizioni operative, tecniche e logistiche per la sperimentazione e la messa a punto di velivoli, missili, razzi e radiobersagli.

All'interno dell'Ente opera la 672ª Squadriglia collegamenti, equipaggiata su elicotteri AB 212. Il Poligono, costituito nel 1956, è l'unico del genere in Italia e provvede, oltre che alla sperimentazione di missili e razzi, all'addestramento del personale delle tre FF.AA. ed alle esigenze di molti Enti Scientifici Nazionali e Stranieri che ne usufruiscono per le loro ricerche (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali dell'Università di Roma, Agenzia Spaziale Europea, ecc.).


Indice

[modifica] Attività missilistiche e spaziali

Fin dalla sua inaugurazione il Poligono di Salto di Quirra ha svolto un ruolo rilevante nella storia delle attività spaziali in Italia. Il poligono dipendeva infatti dal Reparto Studi e Munizioni dell'Aeronautica Militare, a capo del quale il generale Mario Pezzi aveva posto nel 1956 Luigi Broglio, padre dell'astronautica italiana. Nel 1959 il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), e l'Aeronautica Militare lanciarono un programma per ricerche nell'alta atmosfera mediante razzi sonda. Nel gennaio 1961 il CNR e la NASA erano pronti a iniziare una serie coordinata di lanci di nubi di litio-sodio, effettuati con missili americani Nike-Cajun, dalle basi di Wallops Island in Virginia e del Salto di Quirra in Sardegna. La misurazione delle correnti atmosferiche di alta quota era resa possibile dall'osservazione in contemporanea delle nubi di litio-sodio da varie stazioni di terra, sette delle quali erano italiane (cinque in Sardegna, una nel Poligono di Furbara e una a Borgo Piave). Il primo lancio del programma NASA-CNR fu effettuato il 12 gennaio 1961 con un razzo bistadio Nike-Cajun, caricato con una ventina di chili di polvere di sodio e litio, che venne rilasciata a 90 chilometri di quota. Seguirono altri cinque lanci, tutti riusciti. Broglio e la sua squadra misero a segno anche un record, effettuando il primo lancio triplo in 24 ore nella storia di questo tipo di esperimenti, la sera del 19 e la mattina e la sera del 20 aprile 1961.

Grazie al risalto dato dalla stampa agli esperimenti si diffuse così per la prima volta la notizia che anche l'Italia è impegnata nelle attività spaziali e che possedeva un poligono di lancio. Sempre grazie a questa "pubblicità" mediatica, la base di Salto di Quirra fu anche coinvolta in un gran numero di ricerche spaziali, in diversi settori di attività dell'ESRO (European Space Research Organization). Nel 1962 l'ESRO decise di effettuare una prima serie di otto lanci nell'ambito di un programma scientifico per lo studio dell'alta atmosfera e della ionosfera. Questi lanci, che rappresentavano tra l'altro il primo esperimento del neonato ente europeo, furono effettuati con razzi francesi Centaure e britannici Skylark. La qualità del personale e delle attrezzature spinse l'organizzazione europea ad utilizzare il poligono fino al 1972, in base ad un accordo firmato nel 1967 a Parigi da Pierre Auger, capo dell'ESRO.

Nel 1985 la società Avio ha costruito a Salto di Quirra una struttura verticale per la verifica di funzionamento dei motori dei lanciatori europei Ariane 3 e Ariane 4 e poi per i test di quelli della famiglia Zefiro, dal prototipo tecnologico Zefiro 16 allo Zefiro 9, allo Zefiro 23, secondo e terzo stadio del nuovo vettore Europeo di progettazione e prevalente partecipazione italiana Vega.


[modifica] Organigramma e struttura

Organigramma PISQ..png

[modifica] Le accuse di inquinamento ed omicidio plurimo

Nel gennaio 2011, su ordine della Procura della Repubblica di Lanusei, la Squadra mobile di Nuoro ha posto sotto sequestro dei bersagli ubicati nel poligono del Salto di Quirra, con l'ipotesi di omicidio plurimo[1] e di omissione di atti d'ufficio per mancati controlli sanitari. Le indagini epidemiologiche e sanitarie precedenti (sino al 1993) non rivelavano situazioni di allarme[2], e le notizie sull'insorgenza di tumori cominciano ad emergere a partire dall'anno 2000, con la pubblica denuncia dell'allora sindaco di Villaputzu[3].

L'ipotesi di reato riguarda l'insorgenza in proporzioni insolite di linfomi, leucemia, malformazioni ed altre patologie tra i militari, i lavoratori civili della base, i pastori concessionari del pascolo nell'area del poligono ed i civili abitanti nei centri vicini, battezzata dalla stampa come Sindrome di Quirra[4][5][6][7][8][9]. Anche uno dei comandanti della base sarebbe deceduto a causa di linfoma[10].

Inchieste in materia sono state condotte nel campo veterinario, a cura delle ASL di Lanusei e di Cagliari con risultati allarmanti, suggerendo una coincidenza statisticamente significativa tra malformazioni negli animali e tumori emolinfatici nei pastori stanziati presso determinati ovili, descritta, in termini tecnici, come un'antropo-zoonosi [11]. Fra le cause al vaglio degli inquirenti figura l'inquinamento da nanoparticelle e l'utilizzo, ipotizzato da testimonianza personale su un ordigno sparato a mare su una nave e non esploso insieme a delle analisi private su tracce infinitesimali nelle ossa di un agnello deforme[12][13], di proietti contenenti uranio impoverito durante la sperimentazione di armamenti esercitata nel poligono anche da imprese private, italiane e straniere[14].

Sono state altresì sequestrate diverse discariche di materiale bellico, ubicate sia a terra [15] sia (dopo il ritrovamento, nelle reti di un peschereccio, di un ordigno successivamente fatto brillare[16]) in mare. In particolare è stata sequestrata e quindi interdetta alla navigazione un'area di 100 ettari di fronte a Capo San Lorenzo, il cui fondale conserva un gran numero di residui bellici di varie dimensioni[17].

I civili sardi costituiscono poco meno del 20% delle persone che hanno richiesto il riconoscimento per l'esposizione a polveri di metalli pesanti[18] per causa di guerra o per vicinanza alle basi militari, secondo il decreto del Presidente della Repubblica 3 marzo 2009, n. 37[19]. Il numero dei civili facenti domanda è solo indicativo, giacché il decreto si applica solo ai presunti danneggiati residenti entro 1,5 km dai poligoni, e riguarda un gran numero di patologie.

[modifica] Patrimonio naturalistico ed esercitazioni

Sotto l'area del poligono si trova un complesso di grotte tra i più sviluppati della Sardegna e dell'Italia, noto col nome di Is Angurtidorgius, di grande interesse scientifico anche per la presenza di specie animali endemiche, rare e/o minacciate quali il tritone sardo, il geotritone imperiale, il discoglosso sardo. La particolare tipologia del complesso speleologico la rende soggetta a dei frequenti[senza fonte] e sistematici crolli[senza fonte] dovuti all'infiltrazione d'acqua tra gli strati minerali che ne compongono le pareti[senza fonte].

Nell'anno 2009 la grotta ha subito importanti fenomeni di crollo, che sono stati attribuiti da gruppi ambientalisti al lancio di precisione[senza fonte] di proietti (con esplosivi, secondo alcuni gruppi antimilitaristi; con cemento e testate telemetriche, secondo gli operatori della base, militari e civili) sulla volta, avvenuto durante le esercitazioni militari[20].

In nome della difesa del patrimonio speleologico di Is Angurtidorgius alcuni gruppi politici, ambientalisti e antimilitaristi hanno scoraggiato[21] il progetto e la costruzione di una pista di atteraggio per lo sviluppo di aerei senza pilota[22], sviluppo che è quindi stato effettuato in Puglia[23].

[modifica] Bibliografia

  • AA.VV:, Le attività spaziali italiane dal dopoguerra all'istituzione dell'Agenzia Spaziale Italiana, Agenzia Spaziale Europea.
  • Giorgio Di Bernardo, Nella nebbia in attesa del Sole, Di Renzo.
  • Aeronautica Militare.
  • Dedalonews, testata online di aerospazio e Difesa.

[modifica] Note

  1. ^ http://lanuovasardegna.gelocal.it/dettaglio/quirra-si-indaga-per-omicidio-plurimo-la-procura-blocca-i-bombardamenti/3242261 La Nuova Sardegna, 22 gennaio 2010
  2. ^ http://www.quirra.net/forum/download/file.php?id=15
  3. ^ Quirra, crepe nel “muro di gomma” « NekoNews
  4. ^ http://www.youtube.com/watch?v=RLqYKpgI09M Inchiesta di RaiNews24 sulla Sindrome di Quirra, 2008, prima parte
  5. ^ http://www.youtube.com/watch?v=XKxmCKboyWQ Inchiesta di RaiNews24 sulla Sindrome di Quirra, seconda parte
  6. ^ http://www.youtube.com/watch?v=r33igm1NjRM Inchiesta di RaiNews24 sulla Sindrome di Quirra, terza parte
  7. ^ http://la1.rsi.ch/falo/welcome.cfm?idg=0&ids=955&idc=5625 Inchiesta della RSI - Radiotelevisione svizzera di lingua italiana, 2005
  8. ^ http://www.youtube.com/watch?v=ZQ3GQXTs_mM Inchiesta de "Le iene" di Italia 1, 2009
  9. ^ http://www.radioradicale.it/scheda/319175?format=32 Trasmissione di Radio Radicale, 13/10/2011
  10. ^ http://www.regione.sardegna.it/j/v/491?s=168034&v=2&c=1489&t=1 L'Unione Sarda, Cronache: Linfoma per l'ex comandante (07.06.2011)
  11. ^ “A Quirra animali deformi e allevatori morti di tumore”: ecco le conclusioni del documento ufficiale sul monitoraggio ambientale nella zona della base militare « vitobiolchini
  12. ^ http://www.regione.sardegna.it/j/v/491?s=164247&v=2&c=1489&t=1 LA NUOVA SARDEGNA - Ambiente e territorio : Quirra, acquisiti i documenti dell'Aeronautica
  13. ^ Gli esami sull'agnello deforme: a Quirra si usò uranio impoverito
  14. ^ http://mmedia.kataweb.it/video/29278575/quirra-il-missile-della-paura Ripresa di lancio di un missile tedesco "Kormoran", contenente uranio impoverito, contro un bersaglio navale nel poligono di Quirra - Capo San Lorenzo, 30 novembre 1988
  15. ^ http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2011/02/03/visualizza_new.html_1612505799.html ANSA, 3 febbraio 2011
  16. ^ http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/212788 L'Unione Sarda, 9 febbraio 2011
  17. ^ http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/mare/grubrica.asp?ID_blog=97&ID_articolo=2157&ID_sezione=271&sezione= Blog de "La Stampa", 11 febbraio 2011
  18. ^ http://www.difesa.it/approfondimenti/archivioapprofondimenti/relazione-finale-studio-geochimico Relazione finale sullo studio geochimico svolto nel poligono di Perdasdefogu
  19. ^ http://www.liberazione.it/news-file/Quirra--quel-poligono-che-uccide-uomo-e-fauna---LIBERAZIONE-IT.htm Liberazione, 04/01/2011
  20. ^ http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2009/mese/08/articolo/1343/ il Manifesto, 28 agosto 2009
  21. ^ Interrogazione in Regione sulle grotte di Is Angurtidorgius - Regione Autonoma della Sardegna
  22. ^ http://malacologia.info/index.php?option=com_content&view=article&id=2765:vola-laereo-senza-pilota-di-ultima-generazione&catid=308:tecnologia-generale&Itemid=560
  23. ^ I.A.S. International Aviation Supply

[modifica] Voci correlate

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue