Poligono sperimentale e di addestramento interforze

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Poligono sperimentale e di addestramento interforze Salto di Quirra (PISQ)
Poligono Interforze del Salto di Quirra.svg
Stemma araldico del Poligono interforze del Salto di Quirra
Descrizione generale
Attiva dal 1º luglio 1956
Nazione Italia
Servizio Aeronautica militare
Tipo Brigata
Compiti Poligono interforze
Sede Perdasdefogu - Salto di Quirra
Comandanti
Comandante attuale Generale di brigata aerea Giorgio Francesco Russo

[senza fonte]

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Il Poligono sperimentale di addestramento interforze di Salto di Quirra, è un poligono delle Forze armate italiane, costituito nel 1956 che sorge in un territorio compreso tra le province di Cagliari e Ogliastra. È retto da un generale di brigata aerea dell'AMI, posto alle dirette dipendenze del comandante della 1ª divisione - Centro sperimentale di volo del Comando logistico. Comprende la base e il poligono "a terra" di Perdasdefogu e il distaccamento dell'Aeronautica militare di Capo San Lorenzo con il dipendente poligono "a mare".

Organizzazione[modifica | modifica sorgente]

Il personale che lavora presso il poligono proviene per il 50% dall'Aeronautica militare, il 35% dall'Esercito Italiano e il 15% dalla Marina militari. All'interno dell'ente opera la 672ª Squadriglia collegamenti, equipaggiata su elicotteri AB 212.

Il poligono attua le predisposizioni operative, tecniche e logistiche per la sperimentazione e la messa a punto di velivoli, missili, razzi e radiobersagli. Provvede inoltre all'addestramento del personale delle tre forze armate ed alle esigenze di molti enti scientifici nazionali e stranieri che ne usufruiscono per le loro ricerche (tra questi il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali dell'Università di Roma e l'Agenzia Spaziale Europea).

Il Poligono dispone di due stazioni telemetriche, una fissa e una mobile, ed è dotato di velivoli ad ala fissa e rotante: tre elicotteri AB-212 ed un velivolo Aermacchi MB-339[1].

Attività missilistiche e spaziali[modifica | modifica sorgente]

Fin dalla sua inaugurazione nel 1956 ha svolto un ruolo rilevante nella storia delle attività spaziali in Italia. Il poligono dipendeva infatti dal reparto studi e munizioni dell'Aeronautica militare, a capo del quale il generale Mario Pezzi aveva posto nel 1956 Luigi Broglio, padre dell'astronautica italiana.

Nel 1959 il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), e l'Aeronautica militare lanciarono un programma per ricerche nell'alta atmosfera mediante razzi sonda. Nel gennaio 1961 il CNR e la NASA erano pronti a iniziare una serie coordinata di lanci di nubi di litio-sodio, effettuati con missili americani Nike-Cajun, dalle basi di Wallops Island in Virginia e del Salto di Quirra in Sardegna. La misurazione delle correnti atmosferiche di alta quota era resa possibile dall'osservazione in contemporanea delle nubi di litio-sodio da varie stazioni di terra, sette delle quali erano italiane (cinque in Sardegna, una nel Poligono di Furbara e una a Borgo Piave). Il primo lancio del programma NASA-CNR fu effettuato il 12 gennaio 1961 con un razzo bistadio Nike-Cajun, caricato con una ventina di chili di polvere di sodio e litio, che venne rilasciata a 90 chilometri di quota. Seguirono altri cinque lanci, tutti riusciti. Broglio e la sua squadra misero a segno anche un record, effettuando il primo lancio triplo in 24 ore nella storia di questo tipo di esperimenti, la sera del 19 e la mattina e la sera del 20 aprile 1961.

Grazie al risalto dato dalla stampa agli esperimenti si diffuse così per la prima volta la notizia che anche l'Italia è impegnata nelle attività spaziali e che possedeva un poligono di lancio. Sempre grazie a questa "pubblicità" mediatica, la base di Salto di Quirra fu anche coinvolta in un gran numero di ricerche spaziali, in diversi settori di attività dell'ESRO (European Space Research Organization).

Nel 1962 l'ESRO decise di effettuare una prima serie di otto lanci nell'ambito di un programma scientifico per lo studio dell'alta atmosfera e della ionosfera. Questi lanci, che rappresentavano il primo esperimento del neonato ente europeo, furono effettuati con razzi francesi Centaure e britannici Skylark. La qualità del personale e delle attrezzature spinse l'organizzazione europea ad utilizzare il poligono fino al 1972, in base ad un accordo firmato nel 1967 a Parigi da Pierre Auger, capo dell'ESRO.

Nel 1985 la società Avio ha costruito a Salto di Quirra una struttura verticale per la verifica di funzionamento dei motori dei lanciatori europei Ariane 3 e Ariane 4 e poi per i test di quelli della famiglia Zefiro, dal prototipo tecnologico Zefiro 16 allo Zefiro 9, allo Zefiro 23, secondo e terzo stadio del nuovo vettore europeo di progettazione e prevalente partecipazione italiana Vega.

Oggi opera sia nel settore della sperimentazione a terra ed in volo di sistemi d'arma complessi, che in quello dell'addestramento all'impiego di ogni tipologia di armamento per l'uso aereo, navale e terrestre.

Organigramma e struttura[modifica | modifica sorgente]

Organigramma PISQ..png

Le accuse di inquinamento ed omicidio plurimo[modifica | modifica sorgente]

Nel gennaio 2011, su ordine della procura della Repubblica di Lanusei, la squadra mobile di Nuoro ha posto sotto sequestro dei bersagli ubicati nel poligono del Salto di Quirra, con l'ipotesi di omicidio plurimo[2] e di omissione di atti d'ufficio per mancati controlli sanitari, ma sui bersagli non sarà trovata alcuna traccia di uranio impoverito[3]. Le indagini epidemiologiche e sanitarie precedenti (sino al 1993) non rivelavano situazioni di allarme[4], e le notizie sull'insorgenza di tumori cominciano ad emergere a partire dall'anno 2000, con la pubblica denuncia dell'allora sindaco di Villaputzu[5]. Nell'agosto 2011, l'ematologo Giorgio Broccia, fondatore del Centro trapianti dell'ospedale Businco di Cagliari, ha inviato alla procura di Lanusei i risultati di una ricerca cominciata 30 anni fa e tuttora in corso, da cui emerge che dal 1974 al 2003 l'insorgenza di emopatie maligne nei comuni circostanti il salto di Quirra non è risultata significativamente differente da quella riscontrata nella restante popolazione sarda[6].

L'ipotesi di reato riguarda l'insorgenza in proporzioni insolite di linfomi, leucemia, malformazioni ed altre patologie tra i militari, i lavoratori civili della base, i pastori concessionari del pascolo nell'area del poligono ed i civili abitanti nei centri vicini, battezzata dalla stampa "Sindrome di Quirra"[7]. Anche uno dei comandanti della base sarebbe deceduto a causa di linfoma[8].

L'indagine condotta tra maggio e agosto 2011 dall'Istituto superiore della sanità, con l'Istituto zooprofilattico della Sardegna, l'Istituto zooprofilattico della Puglia e le ASL di Cagliari e Lanusei ha però smentito la presenza di agenti inquinanti esterni, rilevando che i valori del piombo, del cadmio e dello zinco presenti nei muscoli e nel fegato del bestiame macellato a Quirra non sono preoccupanti e che, per quanto riguarda la presunta presenza di uranio e torio «non è stata accertata, nella catena alimentare, nessuna radiocontaminazione provocata da fattori esterni». La ricerca ha invece confermato che nella zona c'è un'alta presenza di arsenico, il doppio del massimo consentito, causata dall'ex miniera di Baccu Locci[9].

Sul tema si è pronunciata anche la Commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio, che ha ascoltato 20 esperti ed effettuato visite nei poligoni di tiro in Sardegna, concludendo che non sono state trovate prove di presenza di uranio[10].

Inchieste in materia sono state condotte nel campo veterinario, a cura delle ASL di Lanusei e di Cagliari con risultati allarmanti, suggerendo una coincidenza statisticamente significativa tra malformazioni negli animali e tumori emolinfatici nei pastori stanziati presso determinati ovili, descritta, in termini tecnici, come un'antropo-zoonosi[11]. Fra le cause al vaglio degli inquirenti figura l'inquinamento da nanoparticelle e l'utilizzo, ipotizzato da testimonianza personale su un ordigno sparato a mare su una nave e non esploso insieme a delle analisi private su tracce infinitesimali nelle ossa di un agnello deforme[12][13], di proietti contenenti uranio impoverito durante la sperimentazione di armamenti esercitata nel poligono anche da imprese private, italiane e straniere[14].

Sono state altresì sequestrate diverse discariche di materiale bellico, ubicate sia a terra[15] sia (dopo il ritrovamento, nelle reti di un peschereccio, di un ordigno successivamente fatto brillare[16]) in mare. In particolare è stata sequestrata e quindi interdetta alla navigazione un'area di 100 ettari di fronte a Capo San Lorenzo, il cui fondale conserva un gran numero di residui bellici di varie dimensioni[17].

I civili sardi costituiscono poco meno del 20% delle persone che hanno richiesto il riconoscimento per l'esposizione a polveri di metalli pesanti[18] per causa di guerra o per vicinanza alle basi militari, secondo il decreto del Presidente della Repubblica 3 marzo 2009, n. 37[19]. Il numero dei civili facenti domanda è solo indicativo, giacché il decreto si applica solo ai presunti danneggiati residenti entro 1,5 km dai poligoni, e riguarda un gran numero di patologie.

Nel marzo 2012 il Procuratore di Lanusei ha indagato 20 persone in seguito alle risultanze delle analisi svolte dal professor Evandro Lodi Rizzini, fisico di Brescia e del Cern di Ginevra, che hanno portato alla luce dati allarmanti sul poligono. Su diciotto salme riesumate, sono stati ritrovati dati superiori alla norma in dodici casi, in particolare è stata riscontrata la presenza di torio radioattivo nei reperti analizzati.

Il 5 maggio 2012, il procuratore Fiordalisi ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti i 20 indagati, ma è subito stata eccepita la nullità della richiesta, per il mancato rispetto, dal parte del procuratore, dei diritti della difesa[20][21]. Crescono, dunque, i dubbi sulle anomalie dell'inchiesta ("Se mai questa indagine arriverà da qualche parte non è dato saperlo"[22]), dopo che il Procuratore ha prima chiuso le indagini, l'8 novembre 2011[23], poi le ha riaperte e poi, in maniera del tutto inconsueta, ha notificato un nuovo avviso di chiusura delle indagini a marzo 2012, modificando i capi d’accusa e il numero degli indagati.

Il 30 maggio 2012 la Commissione d'inchiesta del Senato ha approvato all’unanimità la relazione redatta dal democratico Gian Piero Scanu sulla chiusura dei poligoni di Capo Teulada (CA) e di Capo Frasca (OR) e sulla riconversione di Perdasdefogu-Salto di Quirra in polo di ricerca, anche per nuovi sistemi d'arma[24].

Patrimonio naturalistico ed esercitazioni[modifica | modifica sorgente]

Sotto l'area del poligono si trova un complesso di grotte tra i più sviluppati della Sardegna e dell'Italia, noto col nome di Is Angurtidorgius, di grande interesse scientifico anche per la presenza di specie animali endemiche, rare e/o minacciate quali il tritone sardo, il geotritone imperiale, il discoglosso sardo. La particolare tipologia del complesso speleologico la rende soggetta a dei frequenti[senza fonte] e sistematici crolli[senza fonte], dovuti all'infiltrazione d'acqua tra gli strati minerali che ne compongono le pareti[senza fonte].

Nell'anno 2009 la grotta ha subito importanti fenomeni di crollo, che sono stati attribuiti da gruppi ambientalisti al lancio di precisione[senza fonte] di proietti (con esplosivi, secondo alcuni gruppi antimilitaristi; con cemento e testate telemetriche, secondo gli operatori della base, militari e civili) sulla volta, avvenuto durante le esercitazioni militari[25].

In nome della difesa del patrimonio speleologico di Is Angurtidorgius alcuni gruppi politici, ambientalisti e antimilitaristi hanno scoraggiato[26] il progetto e la costruzione di una pista di atterraggio per lo sviluppo di aerei senza pilota[27], sviluppo che è quindi stato effettuato in Puglia[28].

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV:, Le attività spaziali italiane dal dopoguerra all'istituzione dell'Agenzia Spaziale Italiana, Agenzia Spaziale Europea.
  • Giorgio Di Bernardo, Nella nebbia in attesa del Sole, Di Renzo.
  • Aeronautica Militare.
  • Dedalonews, testata online di aerospazio e Difesa.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.awtideci.com/awtideci_ranges_pisq.asp
  2. ^ Articolo su La Nuova Sardegna, 22 gennaio 2010
  3. ^ Quirra, dissequestrati i carri armati Non c'è traccia di uranio impoverito articolo su Cronache dalla Sardegna dell'L'Unione Sarda
  4. ^ File sul forum Quirra,net
  5. ^ Quirra, crepe nel “muro di gomma" NekoNews (NekoPlanet.Wordpress.com)]
  6. ^ "Nessun tumore fuori norma" articolo su Regione, La Nuova Sardegna
  7. ^ Inchiesta di RaiNews24 sulla sindrome di Quirra, 2008: prima parte, seconda parte e terza parte su YouTube.com; Inchiesta della RSI - Radiotelevisione svizzera di lingua italiana, 2005; Inchiesta de "Le iene" di Italia 1, 2009, su YouTube.com; Trasmissione di Radio Radicale, 13/10/2011
  8. ^ Linfoma per l'ex comandante, articolo su L'Unione Sarda, Cronache, del 7 giugno 2011.
  9. ^ "Catena alimentare sanissima" - Regione autonoma della Sardegna
  10. ^ "Al momento - ha spiegato il presidente della Commissione, Giorgio Rosario Costa - non si può dichiarare che esistano tracce di uranio né in persone viventi e ammalate né nei corpi delle persone decedute". La Commissione continuerà «gli esami per valutare l'effetto congiunto dei vaccini, dello stress, delle polveri sottili": "Non si può stabilire un legame diretto tra l-uranio impoverito e i linfomi" - Regione - La Nuova Sardegna
  11. ^ “A Quirra animali deformi e allevatori morti di tumore”: ecco le conclusioni del documento ufficiale sul monitoraggio ambientale nella zona della base militare « vitobiolchini
  12. ^ http://www.regione.sardegna.it/j/v/491?s=164247&v=2&c=1489&t=1 LA NUOVA SARDEGNA - Ambiente e territorio : Quirra, acquisiti i documenti dell'Aeronautica
  13. ^ Gli esami sull'agnello deforme: a Quirra si usò uranio impoverito
  14. ^ http://mmedia.kataweb.it/video/29278575/quirra-il-missile-della-paura Ripresa di lancio di un missile tedesco "Kormoran", contenente uranio impoverito, contro un bersaglio navale nel poligono di Quirra - Capo San Lorenzo, 30 novembre 1988
  15. ^ http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2011/02/03/visualizza_new.html_1612505799.html ANSA, 3 febbraio 2011
  16. ^ http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/212788 L'Unione Sarda, 9 febbraio 2011
  17. ^ http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/mare/grubrica.asp?ID_blog=97&ID_articolo=2157&ID_sezione=271&sezione= Blog de "La Stampa", 11 febbraio 2011
  18. ^ http://www.difesa.it/approfondimenti/archivioapprofondimenti/relazione-finale-studio-geochimico Relazione finale sullo studio geochimico svolto nel poligono di Perdasdefogu
  19. ^ http://www.liberazione.it/news-file/Quirra--quel-poligono-che-uccide-uomo-e-fauna---LIBERAZIONE-IT.htm Liberazione, 04/01/2011
  20. ^ La società dei chimici indagati contesta: "Richiesta di rinvio a giudizio nulla" - Cronache dalla Sardegna - L'Unione Sarda
  21. ^ Uranio al poligono di Quirra, chiesti 20 rinvii a giudizio
  22. ^ ATOBIU dei gruppi autogestiti per lo smantellamento del PISQ: POLIGONO DI QUIRRA: COME NULLA FOSSE ACCADUTO
  23. ^ Quirra tumori e malformazioni chiuse indagini con 6 indagati - Regione - La Nuova Sardegna
  24. ^ Quirra, la commissione del Senato: “Chiudere e riconvertire il poligono” – Il Fatto Quotidiano
  25. ^ http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2009/mese/08/articolo/1343/ il manifesto, 28 agosto 2009
  26. ^ Interrogazione in Regione sulle grotte di Is Angurtidorgius - Regione Autonoma della Sardegna
  27. ^ http://malacologia.info/index.php?option=com_content&view=article&id=2765:vola-laereo-senza-pilota-di-ultima-generazione&catid=308:tecnologia-generale&Itemid=560
  28. ^ I.A.S. International Aviation Supply

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]