Pierino da Vinci

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Giovane fiume, marmo scolpito da Pierino da Vinci, Museo del Louvre

Pierino da Vinci, nato come Pier Francesco di Bartolomeo (Vinci, 1530 circa – Pisa, 1553), è stato uno scultore italiano, nipote di Leonardo da Vinci, figlio cioè di suo fratello minore Bartolomeo.

Le note strettamente biografiche su questo artista provengono quasi esclusivamente da Le Vite di Giorgio Vasari, il quale riporta una commistione di fatti reali e leggenda, difficilmente districabile in mancanza di altre fonti.

Si formò alla bottega di Baccio Bandinelli, già amico dello zio Leonardo, ma è soprattutto con il Tribolo che sviluppò il suo talento: con lui collaborò alla creazione della decorazione scultorea dei più bei giardini all'italiana, come quelli della Villa di Castello o della Villa La Petraia (1545-1548). Dopo questi lavori egli entrò nell'ambito delle commissioni granducali grazie a un privilegiato rapporto con uomini di cultura assai vicini alla corte come Benedetto Varchi e Luca Martini.

I suoi rilievi e sculture mostrano una certa influenza verso la maniera di Michelangelo, tanto che alcune sue opere furono in passato attribuite allo scalpello di Michelangelo. Anche l'eleganza di Benvenuto Cellini e la purezza di Andrea Sansovino lo influenzarono, ma ben presto iniziò a sviluppare uno stile personale dotato di incisività e forza espressiva.

Lavorò molto anche a Pisa: in piazza della Berlina si trova ancora una sua Pietà, mentre per il provveditore alle galee Luca Martini scolpì un poderoso gruppo di Sansone e il Filisteo (1551-52, oggi al Palazzo Vecchio di Firenze), un Dio fluviale (scolpita nel 1548 quando aveva meno di diciotto anni, oggi al Louvre) e un bassorilievo con la Morte del conte Ugolino, del quale ci è pervenuta solo una copia in terracotta oggi al Bargello. Un'altra importante opera allegorica è il gruppo di Cosimo I fonda l'Università di Pisa, oggi ai Musei Vaticani, nella Pinacoteca. È presente un'altra sua scultura presso il Palazzo Barberini (Sala dei Raffelleschi), una statua di Eros e Anteros, che era parte di una fontana.

Morì a soli ventitré anni per una febbre malarica (1553). Non poté esprimere appieno il suo potenziale artistico, che già i contemporanei definirono di altissimo livello.

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