Olio di lino

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Olio di lino alimentare

L'olio di lino è un olio che si ottiene dalla spremitura di semi di lino precedentemente essiccati o tostati. Viene usato nell'alimentazione umana e animale se spremuto dal seme crudo per non alterare il contenuto di omega3 e omega6. Deve essere mantenuto al riparo dalla luce diretta e in luogo fresco al fine di diminuire il normale processo di ossidazione a cui può andare incontro. Oltre ad essere usato come condimento (in nord Europa condisce il formaggio quark), è un eccellente integratore; già gli antichi greci utilizzavano anche i semi direttamente come aggiunta alimentare per mantenere una buona salute. Nella pittura ad olio costituisce uno degli elementi atti a legare i pigmenti di colore e tra tutti gli olii si distingue per una spiccata siccatività. Trova impiego negli stucchi.

Come alimento[modifica | modifica sorgente]

Lavorazione dell'olio di lino[modifica | modifica sorgente]

Dopo la spremitura dei semi l'olio "grezzo" subisce alcuni procedimenti di chiarificazione e di filtraggio, tra cui il più comune è la semplice esposizione ai raggi solari, in vasi di cristallo ermeticamente chiusi.

Nell'antichità si dedicavano particolari cure alla chiarificazione e al filtraggio di quest'olio (pulendolo ad esempio con l'azione di polvere di silice) per limitarne il principale difetto, l'ingiallimento. Da un manuale professionale svizzero del 1943 descrive un procedimento di filtraggio con il passaggio attraverso l'argilla a cui faceva seguito una fase di scoloritura mediante esposizione al sole. Nella fase susscessiva lo si faceva passare attraverso un filtro a pressione per ottenere così l'olio di lino crudo.

D'altra parte, va ricordato che fino al secolo XVIII gli artisti, all'olio di lino, preferirono generalmente l'olio di noce o di papavero, che all'uso pittorico presentano minori difetti; spesso l'olio di lino veniva utilizzato, in miscela con altri elementi, per la sola imprimitura. Solo successivamente, e in relazione a una sostanziale semplificazione delle tecniche pittoriche, l'olio di lino è divenuto il più comunemente utilizzato nella pratica artistica.

Olio di lino cotto[modifica | modifica sorgente]

Pannello in legno verniciato nella parte sinistra con una mano di olio di lino cotto.
Semi di lino

L'olio di lino cotto è utilizzato come legante per vernici o, da solo, per la finitura di superfici in legno. Col riscaldamento, l'olio di lino subisce una polimerizzazione e una ossidazione, diventando meno viscoso e con un tempo di essiccazione minore.

Attualmente (2010) la maggior parte dei prodotti etichettati "Olio di lino cotto" sono in realtà costituiti da una combinazione di olio di lino, solventi derivati dal petrolio ed essiccanti metallici (come i sali di cobalto, ferro, manganese, zirconio, piombo, ecc.). L'uso di essiccanti metallici rende questo tipo di olio inadatto per la finitura di oggetti destinati all'uso durante le preparazioni alimentari (come taglieri, piani di lavoro, recipienti, mestoli) e inutilizzabile per la finitura di superfici di oggetti che possono essere portati a contatto della bocca da parte di bambini molto piccoli.

Sono disponibili alcuni prodotti che contengono esclusivamente olio di lino cotto mediante trattamento termico in assenza di ossigeno. L'olio di lino cotto col solo trattamento termico è più viscoso e secca molto lentamente. Questi olii sono di solito commercializzati con la definizione "polimerizzato", "standolio", o "stand-oil", sebbene alcuni possano essere semplicemente definiti "cotti".

Avvertenze speciali[modifica | modifica sorgente]

Stracci di cotone imbevuti d'olio di lino ed esposti ai raggi solari possono provocare autocombustione con i conseguenti pericoli d'incendio.

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