Monte McKinley
| McKinley/Denali |
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|---|---|
Il monte McKinley. |
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| Stato | |
| Stato federato | Alaska |
| Contea | Denali |
| Altezza | 6.194 m s.l.m. |
| Catena | Catena dell'Alaska |
| Coordinate | 63°04′10″N 151°00′26″W / 63.069444°N 151.007222°O |
| Altri nomi e significati | Denali |
| Data prima ascensione | 7 giugno 1913 |
| Autore/i prima ascensione | Hudson Stuck e altri |
| Mappa di localizzazione | |
Coordinate: 63°04′10″N 151°00′26″W / 63.069444°N 151.007222°O
Il Monte McKinley (6.194 m s.l.m.[1]) o Denali è la vetta più elevata dell'America Settentrionale.
Per le sue caratteristiche è la terza montagna del mondo secondo la prominenza.
Fa parte della grande catena dell'Alaska, un arco montuoso di 960 km che si estende attraverso la parte sud-orientale dello stato. Questa catena è una delle grandi catene occidentali del continente, che si estendono dall'Alaska fino alle coste della California, e alla depressione della Valle della Morte.
Indice |
Aspetto[modifica]
Il monte McKinley ha un'ascesa più larga e graduale di quella dell'Everest. Infatti il Monte Everest, benché molto più alto in termini assoluti (8848 m sopra il livello del mare), si eleva al di sopra dell'altopiano tibetano, posto a circa 5200 m, sicché il dislivello tra la base e la vetta della montagna risulta pari a circa 3600 m. La base del McKinley al contrario poggia su un altopiano elevato in media 700 m, conferendo alla montagna un dislivello effettivo di 5400 m.
Tale caratteristica non deve però essere confusa con la prominenza topografica: la prominenza del McKinley è pari a 6138 m (quasi quanto la sua altezza), calcolata tra la vetta della montagna e l'istmo di Panamá (56 m). In base a questo criterio, la montagna è la terza vetta più prominente del pianeta, superata dall'Everest e dall'Aconcagua.
Toponimo[modifica]
Il monte veniva chiamato dai nativi Denali, "La grande montagna". Questo è ancora il nome riconosciuto ufficialmente dallo stato dell'Alaska. Fu poi in seguito ribattezzata dai colonizzatori come Monte McKinley nel 1896, in onore del presidente statunitense William McKinley.
Ascesa alla vetta[modifica]
La prima ascesa del McKinley risale al 7 giugno 1913, e fu compiuta da una spedizione guidata da Hudson Stuck. In precedenza, nel 1903, Frederick Cook aveva sostenuto di aver scalato per primo il monte, ma si scoprì in seguito che l'affermazione era falsa. Nel 1947, Barbara Washburn divenne la prima donna a raggiungerne la vetta.
L'impresa alpinistica considerata di maggior rilievo fu quella compiuta nel 1961 dalla spedizione italiana guidata da Riccardo Cassin, che riuscì a salire per la prima volta l'immensa parete sud della montagna[2][3].
Oggigiorno la montagna viene scalata regolarmente, anche se costituisce un'impresa ad alto rischio a causa delle bassissime temperature che vi si registrano (spesso al di sotto dei -40 °C), delle copiose nevicate e delle poche ore di luce giornaliere (data la vicinanza della montagna con il circolo polare artico) qualora l'ascesa venga effettuata in inverno.
Note[modifica]
- ^ (EN) Elevations and distances. URL consultato in data 28-04-09.
- ^ Riccardo Cassin - Capocordata, la mia vita di alpinista
- ^ Club Alpino Italiano - Alpinismo: 250 anni di storia e di cronache
Bibliografia[modifica]
- Colby Coombs, Denali's West Buttress (in inglese), Mountaineers Books, 1997. ISBN 9780898865165
- Riccardo Cassin, La Sud del McKinley, CDA & Vivalda, 2000. ISBN 9788885504691
Altri progetti[modifica]
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Collegamenti esterni[modifica]
