Michele Boldrin

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Michele Boldrin al Festival dell'economia di Trento 2010

Michele Boldrin (Padova, 20 agosto 1956) è un economista italiano. Dal 12 maggio 2013 è leader del partito Fare per Fermare il Declino.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Padova, già responsabile della segreteria provinciale veneziana dei giovani comunisti italiani[1], nel 1982 si laurea in economia e commercio presso l'Università "Ca' Foscari" di Venezia[2]. Nel 1987 consegue il Ph.D. sotto la supervisione di Lionel W. McKenzie, all'Università di Rochester.

Ha lavorato all'Università di Chicago dal 1986 al 1987, all'UCLA (1987-1994), alla J.L. Kellogg Graduate School of Management (1990-1994), all'Università Carlos III di Madrid (19941999) e all'Università del Minnesota (19992006).

Dall'autunno del 2006 lavora presso la Facoltà di economia della Washington University in St. Louis e come ricercatore presso la Federal Reserve Bank di St. Louis.

È fellow della Econometric Society[3] e Research Fellow del Centre for Economic Policy Research di Londra[4].

È stato editor o editor associato di varie riviste internazionali, fra cui Econometrica, Review of Economic Dynamics e la International Economic Review. Dal 2006 al 2007 ha collaborato al blog di economisti Against Monopoly[5], e sempre dal 2006 è redattore di noiseFromAmeriKa[6], un blog di economia e politica creato da un gruppo di economisti italiani emigrati negli Stati Uniti.Nel 2008 ha collaborato anche con il sito italiano di economia lavoce.info[7]

Fervente seguace dell'economia neoclassica, il 9 gennaio 2009 è stato uno dei firmatari (insieme ai premi Nobel Vernon Smith, James M. Buchanan e Edward Prescott e a molti altri economisti) dell'appello, promosso dal Cato Institute, rivolto al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, per esprimere la propria contrarietà alle politiche neo-keynesiane promosse dalla nuova amministrazione[8]. L'appello è comparso nello spazio dedicato alle inserzioni a pagamento di diversi quotidiani americani (New York Times, Washington Post, ecc.).

Tra il 2009 e il 2012 ha partecipato più volte al talk show politico Ballarò su RaiTre[9][10][11]. Dal 2009 interviene frequentemente come commentatore economico al programma di Radio 2 Caterpillar.

Nel 2010, assieme ad Alberto Bisin, Sandro Brusco, Andrea Moro e Giulio Zanella, con i quali collabora sul blog noiseFromAmerika[12], ha pubblicato il libro Tremonti, Istruzioni per il disuso, che ha come intento quello di confutare le tesi del ministro dell'economia Giulio Tremonti, sia dal punto di vista metodologico, sia da quello puramente economico. Il 4 giugno 2010, quattro dei cinque autori, fra cui Boldrin, hanno presentato il libro al Festival dell'economia di Trento[13]; sempre durante il Festival dell'Economia di Trento, è avvenuta, nello stesso giorno, la presentazione di Against Intellectual Monopoly[14]. Dal 2011 è editorialista economico del quotidiano il Fatto Quotidiano.

Fonda, con Sandro Brusco, Andrea Moro, Luigi Zingales, Oscar Giannino, Carlo Stagnaro e Alessandro De Nicola, Fermare il declino, movimento che nasce dalla convergenza di idee economico-politiche comuni ai membri che vi partecipano da cui poi nasce il partito Fare per Fermare il Declino che si presentò alle elezioni politiche italiane del 24 e 25 febbraio 2013. Il 12 maggio 2013, durante il congresso nazionale del partito, viene eletto leader di FID[15]

Il 17 aprile 2014 viene ufficialmente candidato, alle Elezioni europee del 2014 (Italia) come capolista di Scelta Europea nella Circoscrizione Italia nord-orientale (che raccoglie i 14 collegi elettorali dell'Emilia Romagna, del Friuli-Venezia Giulia, del Trentino-Alto Adige e del Veneto).Com 6.929 preferenze e lo 0.7% di Scelta Europea non viene eletto.

Ricerche[modifica | modifica wikitesto]

I suoi studi si occupano di teoria della crescita economica, progresso tecnologico e macroeconomia più in generale.

In collaborazione con David K. Levine[16], ha esaminato il ruolo svolto dai mercati competitivi, rispetto quelli monopolistici. Sulla base di argomentazioni teoriche ed empiriche, Boldrin suggerisce che la soluzione corretta al problema della proprietà intellettuale sia non la sua protezione attraverso brevetti e diritto d'autore, bensì la spinta verso la concorrenza nella riproduzione, distribuzione e circolazione di qualsiasi opera dell’intelletto[17][18]; Boldrin non ritiene tuttavia efficiente un sistema in cui brevetti e copyright siano del tutto assenti[19], mentre ritiene siano necessarie regolamentazioni differenti da quelle attuali.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • General Equilibrium, Growth and Trade II: Essays in Honor of Lionel W. McKenzie (a cura di, con R. Becker, R. Jones e W. Thomson), New York, Academic Press, 1993.
  • Human Capital, Trade and Financial Development in Rapidly Growing Economies: From Theory to Empirics (a cura di, con Been-Lon Chen e Ping Wang), Kluwer Publ. Co., 2004
  • Against Intellectual Monopoly (con David K. Levine), Cambridge University Press, 2008.
  • Tremonti, Istruzioni per il disuso (con Alberto Bisin, Sandro Brusco, Andrea Moro e Giulio Zanella), Napoli, L'Ancora del Mediterraneo, 2010. ISBN 978-88-8325-263-1
  • Abolire la proprietà intellettuale, M. Boldrin e D.K.Levine, Bari, Gius. Laterza & Figli, prima edizione, 2012.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Corriere della sera Sette del 10.1.2014, pag. 32.
  2. ^ Autobiografia di Michele Boldrin
  3. ^ Fellows dell'Econometric Society
  4. ^ Michele Boldrin sul sito del CEPR
  5. ^ Against Monopoly.com
  6. ^ noiseFromAmerika.org
  7. ^ Lavoce.info - Chi siamo - Michele
  8. ^ Lista dei firmatari, Cato Institute
  9. ^ Michele Boldrin, "Non è caduta la linea...", noiseFromAmerika.org, 28 aprile 2009
  10. ^ Puntata del 20 aprile 2010 di Ballarò
  11. ^ Supergulp! Boldrin in tivvù su noiseFromAmerika.org
  12. ^ Tremonti, Istruzioni per il disuso su noiseFromAmerika.org
  13. ^ Tremonti, Istruzioni per il disuso. Festival dell'Economia 2010
  14. ^ I brevetti favoriscono l'innovazione? Festival dell'Economia 2010
  15. ^ Michele Boldrin eletto presidente, e nuova direzione nazionale
  16. ^ Michele Boldrin - David K. Levine, Intellectual Property, dal sito di Michele Boldrin, 11 novembre 2006
  17. ^ Michele Boldrin - David K. Levine, "The patent system: End it, don't mend it", The Christian Science Monitor, 8 dicembre 2009
  18. ^ Andrea Moro, Perché Napster aveva ragione, noisefromamerika.org, 10/1/2012
  19. ^ Working Camp: Brevetti, Copyright e startup: ne parliamo con Michele Boldrin

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente di Fermare il Declino Successore
Silvia Enrico 12 maggio 2013- -

Controllo di autorità VIAF: 62617755