Masamune Shirow

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Masamune Shirow (士郎 正宗, Shirō Masamune; Kōbe, 23 novembre 1961) è un fumettista giapponese.

Il suo nome reale è Masanori Ota, il nome "Shirow Masamune" è uno pseudonimo basato sul nome del famoso armaiolo Masamune.

Anche se in occidente viene di norma chiamato "Masamune Shirow", in realtà ciò è improprio e si tratta di un errore: non trattandosi di nome e cognome ma di un unico pseudonimo l'ordine non può essere invertito.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato a Kōbe, capitale della prefettura di Hyogo, ha studiato pittura ad olio presso l'Università delle arti di Osaka. Mentre frequentava il college sviluppò un interesse per i manga che lo portò a creare la sua prima opera completa: Black Magic, che venne pubblicata nella fanzine di manga Atlas. Il suo lavoro catturò l'occhio del presidente della Seishinsha, Harumichi Aoki, che si offrì di pubblicarlo.

Il risultato fu Appleseed, un volume dalla trama densa ambientato in un futuro ambiguo. La storia fece sensazione e vinse nel 1986 il Premio Seiun per il miglior manga. Dopo una ristampa professionale di Black Magic ed un secondo volume di Appleseed, nel 1986 pubblicò il manga Dominion. Seguirono altri due volumi di Appleseed prima che iniziasse il lavoro su Ghost in the Shell.

Distribuzione in Italia[modifica | modifica sorgente]

In Italia le sue opere furono inizialmente pubblicate dalla fallita Granata Press (Black Magic e Dominion come monografici, Appleseed all'interno della rivista-contenitore Zero, mai completato). In seguito Star Comics pubblicò Ghost in the Shell all'interno della rivista-contenitore Kappa Magazine (rinominandola Squadra Speciale Ghost), Dai Gassaku, Exon Depot 3: ARMS e Appleseed in 4 volumi di piccolo formato. Appleseed è stato pubblicato in Italia da d/visual così come la maggior parte delle opere di Shirow, tranne il succitato Ghost in the Shell, ristampato e riadattato dalla Star Comics in tre volumi.

Fama[modifica | modifica sorgente]

Attualmente Masamune Shirow è uno dei creatori di manga più famosi nel mondo. Per un certo periodo fu addirittura più popolare all'estero che in Giappone. Fu tra i primi artisti ad essere pubblicato negli Stati Uniti grazie alla somiglianza tra il suo stile e quello dei fumetti tradizionali americani. Parte della sua popolarità è dovuta anche al film Ghost in the Shell che è tratto dall'omonimo manga di Masamune Shirow con la regia di Mamoru Oshii. In seguito all'enorme successo della pellicola ne venne creato un sequel, Ghost in the Shell: L'attacco dei Cyborg (イノセンス Inosensu?, letteralmente "Innocenza"), che prosegue la storia del primo film e del manga tramite un'avventura inedita scritta dallo stesso Oshii.

È noto anche per non aver mai completato per intero le storyline di alcune delle sue più note opere, quali Appleseed, Dominion, Black Magic M-66 e Ghost in the shell.

Eroine, eroine ed eroine[modifica | modifica sorgente]

Molte delle sue opere (Ghost in the Shell, Dominion: Tank Police, Appleseed) hanno in comune la presenza di una ufficiale della legge/guerriero di sesso femminile che combatte contro minacce esterne, mentre affronta difficoltà dovute a problemi di politica interna, in ambientazioni del vicino futuro con forte influenza cyberpunk.

Le sue protagoniste femminili (Motoko Kusanagi in Ghost in the Shell, Leona in Dominion Tank Police, Deunan in Appleseed e Seska in Orion) tendono ad essere simili, forse indistinguibili per i neofiti

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • 1983 - Black Magic
  • 1985 - Appleseed 1
  • 1985 - Appleseed 2
  • 1986 - Dominion
  • 1987 - Appleseed 3
  • 1989 - Appleseed 4
  • 1991 - Ghost in the Shell
  • 1991 - Orion: fumetto di argomento fantasy-mitologico e fantascientifico.
  • 1992 - Intron depot 1: artbook illustrato fantascientifico che colleziona le sue opere dal 1981 al 1991
  • 1995 - Dominion conflict 1 (No More Noise)
  • 1996 - Appleseed Hypernotes
  • 1998 - Intron Depot 2 - Blades: artbook illustrato fantasy che presenta illustrazioni di personaggi femminili con corazze e spade
  • 1999 - ARMS Calendar
  • 2001 - Ghost in the Shell 2: ManMachine Interface: secondo volume della popolarissima saga, in realtà è molto diverso dal suo predecessore (da qui la tendenza a riferirsi ad esso più semplicemente come a "ManMachine Interface", piuttosto che a "Ghost in the Shell 2"): sia sequel che spin-off, rappresenta una vera e propria evoluzione-reinterpretazione della tecnica narrativa di Shirow Masamune. La storia è incentrata in modo particolare sulla raffigurazione grafica di scontri fra intelligenze artificiali nel mondo della rete, e il continuo trasmigrare fra corpi e identità diverse da parte del maggiore Kusanagi Motoko (ora Aramaki Motoko, fra le molte sue identità) fusasi col Marionettista. La tecnica di "Shiromasa" (come viene soprannominato) qui si mostra per la prima volta in un suo manga nello splendore della colorazione digitale. Se da una parte si può provare una certa nostalgia per le tinte vibranti e acquarellate delle sue opere passate, che avevano l'irruenza del bozzetto e una grande immediatezza per l'occhio, è inutile negare come in un contesto narrativo così imbevuto di tecnologia e "virtualità", la scelta di realizzare un connubio fra immagini tradizionali e rendering 3d, associata a un uso estremamente dettagliato e spettacolare della colorazione digitale, sia più che mai azzeccata. Detto questo, l'incredibile mole di minuzie e particolari che abita le tavole (sia manga che artbook quindi) le rende pesanti alla lettura, e offre così una boccata d'aria la parte in bianco e nero tradizionale del volume (comunque piuttosto cospicua). Le molte critiche che Shirow ha ricevuto a causa di questo suo preminente desiderio di sperimentare lo ha probabilmente portato ad allontanarsi dal mondo del fumetto come autore completo: a parte l'aver elaborato soggetti per il mondo dell'animazione, in tutti questi anni ha solo scritto (e nel 2013) Koukaku no Pandora per le matite di Koshi Rikudo, già autore di Excel Saga.
  • 2002 - Galgrease Series 1st Posterbooks su "Uppers": serie di 12 posterbook di stampo erotico. È stata prodotta una omonima raccolta di Trading Cards. successivamente sono stati ristampati e raccolti in 3 volumi con l'aggiunta di un trading card pack e un coupon utilizzabile per acquistare il Multi Purpose Binder e dei box speciali di trading cards contenenti carte promozionali.
  • 2003 - Galgrease Series 2nd Posterbooks su "Uppers": seconda serie di 12 posterbook di stampo erotico. È stata prodotta una omonima raccolta di Trading Cards. successivamente sono stati ristampati e raccolti in 3 volumi con l'aggiunta di un trading card pack e un coupon utilizzabile per acquistare il Multi Purpose Binder e dei box speciali di trading cards contenenti carte promozionali.
  • 2003 - Intron Depot 3 - Ballistics: artbook illustrato di tema militare che presenta illustrazioni di personaggi femminili armate con armi da fuoco
  • 2003 - Ghost in the Shell 1.5: Human-Error Processer: capitoli che originariamente dovevano finire in Ghost in the Shell 2: ManMachine Interface, ma che successivamente vennero scartati per questione di spazio
  • 2004 - Galgrease EXTRA su "Uppers": 4 ulteriori posterbook pubblicati prima della chiusura definitiva di "Uppers"
  • 2004 - Intron Depot 4 - Bullets: Artbook illustrato a colori che colleziona le sue opere dal 1995 al 1999.
  • 2004 - TOGIHIME ZOHUSHI: portfolio/calendario con 12 stampe A3 di altissima qualità di stampo erotico/mitologico
  • 2004 - TOGIHIME ZOHUSHI KOBANG!: versione in mini book formato custodia CD di Togihime Zoushi. È presente una versione alternativa di ogni immagine (un cofanetto che racchiude 2 custodie CD contenenti le 12 stampe in 2 versioni)
  • 2006 - TOGIHIME ZOHUSHI NO NI: nuova uscita di togihime zoushi presentata questa volta in un particolare "concertina style"
  • 2009 - KOKIN TOGIHIME ZOHUSHI SHU: splendido artbook di togihime, offre nuovi artwork di una qualità mai vista prima. Pare che in origine fosse previsto come "Intron Depot 5 - Yamataiko"
  • 2009 - Pieces 1 - Premium Gallery
  • 2010 - Pieces 2 - PhantomCats
  • 2010 - Pieces 3 - Wild Wet Quest
  • 2010 - Pieces 4 - Hellhound - 01
  • 2011 - Pieces 5 - Hellhound - 02
  • 2011 - Pieces 6 - Hellcat
  • 2011 - Pieces 7 - Hellhound - 01&02作業雑記+α
  • 2012 - Pieces 8 - Wild Wet West
  • 2012 - W-Tails Cat 1 (Galhound+)
  • 2012 - Pieces 9
  • 2012 - Intron Depot 5 - Battalion
  • 2013 - W-Tails Cat 2 (Galhound+)
  • 2013 - Intron Depot 6 - Barbwire 01
  • 2013 - Intron Depot 7 - Barbwire 02
  • 2014 - Greaseberries 1

Adattamenti[modifica | modifica sorgente]

Film[modifica | modifica sorgente]

Home Video[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Videogiochi[modifica | modifica sorgente]

Altro[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 106971336 LCCN: n96105426

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