Motoko Kusanagi

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« Vi sono innumerevoli elementi che formano il corpo e la mente degli esseri umani come innumerevoli sono i componenti che fanno di me un individuo, con la mia propria personalità. Certo, ho una faccia e una voce che mi distinguono da tutti gli altri, ma i miei pensieri e i miei ricordi appartengono unicamente a me e ho consapevolezza del mio destino. Ognuna di queste cose non è che una piccola parte del tutto. Io raccolgo dati che uso a modo mio e questo crea un miscuglio che mi dà forma come individuo e da cui emerge la mia coscienza. Mi sento prigioniera, libera di espandermi solo entro confini prestabiliti. »
(Motoko Kusanagi nel film Ghost in the Shell)
Motoko Kusanagi
Il maggiore Motoko Kusanagi nel primo film di Ghost in the Shell
Il maggiore Motoko Kusanagi nel primo film di Ghost in the Shell
Universo Ghost in the Shell
Nome orig. 草薙 素子 (Kusanagi Motoko)
Lingua orig. Giapponese
Autore Masamune Shirow

Motoko Kusanagi (草薙 素子 Kusanagi Motoko?) è un personaggio immaginario, creato da Shirow Masamune; è il principale personaggio del media franchise Ghost in the Shell e la protagonista dell'omonimo film. A causa di un non specificato incidente nel suo passato, per garantirle la sopravvivenza è stata trasformata in un cyborg completamente artificiale e, in virtù delle caratteristiche corporee così acquisite, impiegata, con il grado di maggiore, nella Sezione di Sicurezza Pubblica numero 9 (公安9課 Kōan Kyūka?), una divisione immaginaria del Ministero degli interni giapponese. Il suo cognome deriva dall'omonima spada mitologica.

Il personaggio è ritratto in tutte le varie opere del franchise in modi molto differenti. Essendo quasi tutti questi spin-off l'uno dell'altro, le caratteristiche di Motoko sono, secondo la storia seguita, molto diverse, ma sono costruite per dare risalto ai principali temi trattati dal franchise: l'intelligenza artificiale, l'ipotesi del fantasma nella macchina, il problema della definizione di vita e di intelligenza.

Apparizioni[modifica | modifica sorgente]

Manga[modifica | modifica sorgente]

Motoko è ritratta inizialmente come un soldato esemplare, è una presenza incombente in servizio per la sezione 9: leader indiscussa della propria squadra che non compie errori, ma talvolta poco responsabile e non equilibrata. Fuori dal lavoro, va cercando esperienze dense di sensazioni che fanno sentire il suo essere totalmente artificiale in contatto con la sua parte naturale perduta: fa immersioni subacquee di profondità, fa esperienze lesbiche di sesso di gruppo mentre è fidanzata con un ragazzo. Cominciando il caso del "Signore dei Pupazzi", da cui trae spunto la trama del film, inizia a cambiare; mostrando molta riflessione interiore, il maggiore si interroga sul significato dell'esistenza e si domanda come si possa stabilire davvero cosa sia o non sia vita intelligente. Alla fine, il "Signore dei Pupazzi", che vuole un'identità umana, convince Kusanagi, che all'inizio è scettica, a fondersi con la sua coscienza, offrendogli dunque il proprio corpo.

Nel secondo volume, Ghost in the Shell 2: ManMachine Interface, una persona nota come Motoko Aramaki compare come protagonista. Si scopre che dentro di sé sono contenuti degli "elementi" di Motoko Kusanagi, insieme ad elementi del Signore dei Pupazzi. È identificata come "Motoko 11" lasciando intendere che vi siano molti più ibridi di quelli che appaiono nella storia. Il manga continua trattando di come lei incontra altri ibridi, scoprendo le identità dentro sé stessa.

Nel primo film[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ghost in the Shell (film).

Nei due film di Mamoru Oshii, Motoko presenta alcune differenze sostanziali con il personaggio del manga, dovute anche ad una impostazione generale più introspettiva di quest'opera. Diversamente dalla controparte del manga, il maggiore appare quasi priva di relazioni personali fuori dal lavoro, a cui si dedica con devozione, ha un volto vagamente androgino che raramente mostra emozioni, mentre ha un comportamento più contemplativo e taciturno. La storia del film segue i capitoli del manga dove si investiga attorno ad un misterioso e geniale hacker noto come il Signore dei Pupazzi. Mentre si svolge questa indagine, ella, pur essendo un cyborg dal corpo perfetto, mostra tutta la sua inquietudine: poiché Motoko ha un corpo totalmente cybernetico, non è certa che la sua coscienza (il suo "ghost") mantenga una qualche umanità, si interroga sul significato dell'esistenza e specula sulla possibilità che sia stata creata interamente sintetica, con memorie generate artificialmente per farla mantenere nel suo stato di servizio per il Governo. Lungo il film, ella cerca risposte alle sue domande incontrando finalmente il Signore dei Pupazzi, una IA impazzita divenuta senziente che cerca anch'essa le stesse risposte. Nell'acme dell'opera, Kusanagi e il Signore dei Pupazzi uniscono le loro memorie per formare una nuova entità che esiste libera da confini fisici e si propaga attraverso i corpi dei cyborg connessi alla rete, dando inizio ad una forma di vita completamente nuova.

Ghost in the Shell: L'attacco dei Cyborg[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ghost in the Shell: L'attacco dei Cyborg.

Ghost in the Shell: Stand Alone Complex[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ghost in the Shell: Stand Alone Complex.

Videogiochi[modifica | modifica sorgente]

Critica[modifica | modifica sorgente]

Il personaggio fu ben ricevuto dai media e dalla critica e rimane stabilmente un termine di confronto per il character design e per l'analisi e la critica degli anime[1], con pubblicazioni dedicate interamente o quasi all'analisi di questo personaggio[2].

Per quanto riguarda l'accoglienza nei media, fu molto forte sia in Giappone, sia soprattutto negli Stati Uniti. Nel 1996, The San Francisco Chronicle nota che, nonostante sia stata spesso disegnata con molto fanservice, è un personaggio dai connotati profondi[3]. Nel 2008, UGO Networks ha incluso questa "perfetta bambola cibernetica" fra le 75 "Top Animated Hotties", e l'ha anche inclusa nelle "Hot Girls We Wish Were Real" alla nona posizione[4]. Nel 2009, Motoko è classificata tredicesima nella lista di IGN dei principali personaggi degli anime di tutti i tempi, commentando che seguire le sue avventure non fu mai meno che affascinante[5].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Napier, op. cit., passim
  2. ^ Schaub, op. cit., passim
  3. ^ (EN) Cyberbabe Takes On Tokyo in `Ghost' / Tough, topless cartoon heroine, SFGate. URL consultato il 26 ottobre 2013.
  4. ^ (EN) Thor Jensen, Mokoto Kusanagi - 50 Hot Girls We Wish Were Real, UGO Networks, 9 febbraio 2011. URL consultato il 26 ottobre 2013.
  5. ^ (EN) Top 25 Anime Characters of All Time, IGN. URL consultato il 26 ottobre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Jay Scott Chipman, So Where Do I Go from Here? Ghost in the Shell and Imagining Cyborg Mythology for the New Millennium in Millennial Mythmaking: Essays on the power of science fiction and fantasy literature, films and games, Jefferson, McFarland & Company, 2010, pp. 167–192, ISBN 978-0-7864-4562-2.
  • (EN) Dan Dinello, Cyborg Goddess in Anime and Philosophy: Wide Eyed Wonder, Chicago, Open Court Publishing Company, 2010, ISBN 978-0-8126-9670-7.
  • (EN) Angus McBlane, Just a Ghost in a Shell? in Anime and Philosophy: Wide Eyed Wonder, Chicago, Open Court Publishing Company, 2010, ISBN 978-0-8126-9670-7.
  • (EN) Helen McCarthy, 500 Manga Heroes & Villains, Londra, Collins & Brown, 2006, p. 114, ISBN 978-1-84340-234-3.
  • (EN) Susan J. Napier, Doll Parts: Technology and the Body in Ghost in the Shell in Anime from Akira to Princess Mononoke: Experiencing Contemporary Japanese Animation, 1ª ed., New York, Palgrave Macmillan, 2001, pp. 103–120, ISBN 978-0-312-23863-6.
  • (EN) Joseph Christopher Schaub, Kusanagi's body: Gender and technology in mecha-anime in Asian Journal of Communication, vol. 11, nº 2, 2001, pp. pp. 79-100, DOI:10.1080/01292980109364805.