Ghost in the Shell 2: ManMachine Interface
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| Titolo originale | Kōkaku Kidōtai 2: ManMachine Interface |
|---|---|
| Autore | Masamune Shirow |
| Editore | Kodansha |
| 1ª edizione | 1997 |
| 1ª edizione it. | 2004 |
| Tankōbon it. | unico |
| Genere | |
| Cronologia | |
|
|
| Kodansha | |
Kōkaku Kidōtai 2: ManMachine Interface (攻殻機動隊 : 2 ManMachine Interface Kōkaku Kidōtai 2: ManMachine Interface?) è un manga composto da undici capitoli scritto e disegnato da Masamune Shirow (士郎 正宗 Shirō Masamune?). La prima pubblicazione in patria risale al 1997 (su Young Magazine di Kodansha, numeri dal 30 al 38), quella italiana al 3 novembre 2004 (su Storie di Kappa 122 di Star Comics).
Sequel del manga Ghost in the Shell, GitS2 esplora un elevato numero di temi filosofici riguardanti la natura dell'identità umana e i limiti della nostra coscienza e conoscenza.
GitS2 deve molto alle convenzioni del genere cyberpunk e i suoi lettori abituali dovrebbero poter riconoscere immediatamente i problemi sollevati da Shirow. Ad esempio, l'indagine filosofica effettuata non è completamente innovativa e l'analisi potrebbe essere vista come rivisitazione di quanto già sperimentato nel prequel con, in aggiunta, complesse sequenze d'azione in computer grafica.
Indice |
[modifica] Trama
La storia ha un prologo in un tempio, dove alcuni uomini politici e funzionari d'altro livello, tra cui Aramaki, ascoltano una medium governativa che parla della nascita di una nuova forma di coscienza, e della sua "madre", che ha preso il nome di Motoko Aramaki.
La storia si sposta e cominciano le vicende di Motoko Kusanagi/Aramaki, nelle sue varie identità attraverso la rete e i corpi ad essa connessi, finché alla fine incontrerà letteralmente se stessa. Una se stessa con un diverso punto di vista.
[modifica] Personaggi
- Motoko Kusanagi/direttore Aramaki: la protagonista indiscussa e molteplice della storia. Lo pseudonimo Aramaki è preso dal nome del suo vecchio capo. Durante la storia utilizza diversi corpi artificiali e vari pseudonimi.
- Aramaki (solo nel prologo e nell'epilogo)
- Bato (solo nel prologo e nell'epilogo; cade addormentato durante le spiegazioni più complicate).
- dottor Rahampol: ideatore di una possibile forma di vita artificiale basata sul silicio.
- Tamaki, sensitiva dell'Ufficio Spirituale Giapponese. Quando si collega a Motoko Kusanagi assume l'aspetto di un'allucinazione.
- Grace: sottoposta del direttore Aramaki. Svolge il suo lavoro in tenuta estremamente disordinata, ma sul monitor trasmette immagini di se stessa in tenuta ordinata con aspetto superefficiente.
- Millennium: creatrice del cyberdome Stabat mater.
- Intelligenze artificiali di supporto: utilizzate in grande quantità da Motoko Kusanagi, sia come esploratori che durante operazioni di hacking. Hanno l'aspetto di ometti caricaturali e dispiegano personalità efficienti ma infantili.
[modifica] Numero di alias di Motoko Kusanagi/Aramaki
- Motoko Kusanagi (capelli scuri e a caschetto)
- Motoko Aramaki (capelli rossi e lunghi). I suoi documenti la indicano come un importante personaggio governativo e le attribuiscono un'improbabile età di 16 anni.
- corpo cyborg (femminile) senza nome
- Poliziotta (di cui controlla temporaneamente il corpo)
- Miss Croma
...
[modifica] Critiche
Il manga è stato aspramente criticato per aver focalizzato eccessivamente l'attenzione, pagina dopo pagina, sui problemi relativi al cyberbrain warfare in contrapposizione ai temi d'azione poliziesca del manga precedente. La trama è stata inoltre criticata poiché di troppo difficile comprensione, anche per i già complessi standard dell'autore. Ulteriore motivo di critica è stato il largo utilizzo del fan service: Motoko, ora chiamata Motoko Aramaki, e gli altri personaggi femminili godono di proporzioni eccessivamente generose, indossano costantemente vestiti esigui e sono spesso inquadrate in mezzo alle gambe.
Altri hanno affermato che quest'ultimo aspetto è proprio il lato migliore del manga, vedono il fan service come strumento atto a compensare l'assenza di una trama reale e coerente. Tuttavia, molti lettori si sono sentiti a disagio a causa dell'alta quantità di pagine a colori composte da personaggi disegnati a mano da Shirow ed integrati con sfondi in computer grafica.
manga: Ghost in the Shell 1.5: Human Error Processer ⋅ Ghost in the Shell 2: ManMachine Interface
serie tv: Stand Alone Complex (1ª stagione) ⋅ S.A.C. 2nd GiG (2ª stagione) ⋅ S.A.C. Solid State Society (Special TV)
lungometraggi d'animazione: Ghost in the Shell ⋅ Ghost in the Shell: L'attacco dei Cyborg (イノセンス Inosensu?)
videogiochi: Ghost in the Shell (PlayStation) ⋅ GitS: Stand Alone Complex (PlayStation 2, PSP)
personaggi: Daisuke Aramaki ⋅ Azuma ⋅ Batou ⋅ Boma ⋅ Fuchikoma ⋅ Kazundo Gouda ⋅ Ishikawa ⋅ Yoko Kayabuki ⋅ Motoko Kusanagi ⋅ Hideo Kuze ⋅ L'uomo che ride ⋅ Operatore ⋅ Pazu ⋅ Progetto 2501 ⋅ Proto ⋅ Saito ⋅ Tachikoma ⋅ Togusa ⋅ Yano
autori e aziende principali: Masamune Shirow ⋅ Mamoru Oshii ⋅ Kazunori Ito ⋅ Kenji Kawai ⋅ Kenji Kamiyama ⋅ Yoko Kanno ⋅ Origa ⋅ Kodansha ⋅ Production I.G

