Mario Vulpiani

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Mario Vulpiani (Roma, 15 febbraio 1927) è un direttore della fotografia italiano.

Nel periodo migliore della sua carriera, tra la fine degli anni sessanta e i primi settanta,[1] ha collaborato regolarmente con il regista Marco Ferreri, curando la fotografia di film quali Dillinger è morto (1969), L'udienza (1971) e La grande abbuffata (1973).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Mario Vulpiani inizia la propria formazione professionale a fianco dell'operatore Enrico Chroscisky. Nel corso degli anni cinquanta lavora nell'ambito del documentario, sia d'autore che industriale, ricoprendo anche il ruolo di regista.[1]

È proprio Chroscisky, in veste di produttore,[1] a chiamarlo nel 1965 per curare la fotografia di uno degli episodi del film Marcia nuziale, diretto da Marco Ferreri, regista con il quale Vulpiani collabora stabilmente dal 1969 al 1973, per cinque film: Dillinger è morto, Il seme dell'uomo, L'udienza, La cagna e La grande abbuffata. I due si ritroveranno poi un'ultima volta, a distanza di vent'anni, per il penultimo film di Ferreri, Diario di un vizio (1993).

In quegli stessi anni affianca l'artista Mario Schifano nelle sue esperienze cinematografiche (Satellite del 1968, Umano non umano e Trapianto consunzione e morte di Franco Brocani del 1969),[1] fotografa il manifesto del cinema militante[1] Vento dell'est e l'unico lungometraggio diretto dal critico Adriano Aprà, Olimpia agli amici (1970).

Lavora anche con Valentino Orsini (L'amante dell'Orsa Maggiore del 1972), Damiano Damiani (Il sorriso del grande tentatore del 1974 e Perché si uccide un magistrato del 1976), Mario Monicelli (Un borghese piccolo piccolo del 1977) e Carlo Lizzani (Fontamara del 1977).

Nella fase successiva della sua carriera, lontana dal cinema di primo piano,[2] spiccano le collaborazioni con Gabriele Lavia: Scandalosa Gilda (1985), Sensi (1986) e La lupa (1996), che nel 1997 gli vale il Premio Gianni Di Venanzo per la miglior fotografia italiana.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Stefano Masi, Dizionario mondiale dei direttori della fotografia, Vol. L-Z, p. 607
  2. ^ Stefano Masi, op. cit., p. 608

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Stefano Masi, Dizionario mondiale dei direttori della fotografia, Recco, Le Mani, 2007. ISBN 88-8012-387-4 Vol. L-Z, pp. 607-608

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]