Solamente nero

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Solamente nero
Solamente nero.jpg
Titoli di testa
Titolo originale Solamente nero
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1978
Durata 109 min
Colore colore
Audio mono
Rapporto 1,85 : 1
Genere orrore, mystery, thriller
Regia Antonio Bido
Soggetto Antonio Bido, Domenico Malan
Sceneggiatura Marisa Andalò, Antonio Bido, Domenico Malan
Casa di produzione Produzioni Atlas Consorziate, Webi di Erwin Wetzl e Antonio Bido
Fotografia Mario Vulpiani
Montaggio Amedeo Giomini
Musiche Stelvio Cipriani (eseguite dai Goblin)
Costumi Ferroni
Trucco Massimo Giustini
Interpreti e personaggi

Solamente nero è un film del 1978 diretto da Antonio Bido.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Stefano, professore universitario affetto da una gravissima forma di esaurimento nervoso, si reca dal fratello Don Paolo, parroco presso una piccola isola della laguna veneziana. Il parroco informa il fratello che, negli ultimi anni, una serie di individui stanno minando la tranquillità del paese. La principale responsabile è una medium che è solita celebrare macabre sedute spiritiche insieme ad altri abitanti della zona. Presso l'abitazione della medium sovente si riuniscono il conte Mariani (ricco nobile pedofilo e omosessuale), il dottor Aloisi (medico condotto del luogo) e la sig.ra Nardi ostetrica abortista che nasconde in casa un figlio affetto da schizofrenia. La notte dell'arrivo di Stefano, Don Paolo, viene svegliato da alcune grida provenienti dalla piazza del paese, poco distante dalla canonica. Affacciatosi alla finestra, sotto la pioggia scrosciante, intravede una figura coperta da un impermiabile nero, atta a strangolare una donna. Il fratello Stefano, nel frattempo non è in casa e, il sacerdote, teme che sia proprio lui la figura nera che ha intravisto... Il giorno successivo il cadavere della medium viene rinvenuto da alcuni lavoratori del luogo. La donna è stata strangolata nella notte. Da quel giorno, Don Paolo, viene minacciato sempre più costantemente: mediante lettere anonime e mediante veri e propri agguati (di cui uno nei pressi del cimitero). Stefano, coadiuvato da Sandra, ragazza del luogo, cerca di fare luce sugli avvenimenti. Di lì a poco, però, altri personaggi vengono barbaramente assassinati: dapprima il conte Mariani, poi il dott. Aloisi. Anche la matrigna di Sandra viene uccisa. Stefano, infine, scopre che l'autrice dei messaggi intimidatori a suo fratello è proprio la sig.ra Nardi ma, recatosi a casa della donna, la trova assassinata. La verità, infatti, è molto più complessa di quanto possa apparire. Attraverso un flashback, Stefano, riesce a comprendere il significato di un sogno che lo tormentava da tempo: l'omicidio della giovane Andreani, ragazza trovata morta, molti anni prima, con in mano alcune pagine di un breviario. La persona che uccise la sig.na Andreani è proprio suo fratello: Don Paolo (allora ancora seminarista). Messo alle strette Don Paolo confessa: è stato lui ad uccidere il dottore, il conte, la matrigna di Sandra e anche la sig.ra Nardi. La medium, invece, era stata uccisa dalla sig.ra Nardi che, convinta di essere stata intravista dal prete, aveva preso a ricattarlo, conoscendo la verità sull'antico delitto da lui compiuto. Era la Nardi che inviava le lettere anonime al sacerdote e sempre lei era l'autrice degli agguati. Don Paolo, non sapendo chi fosse la persona che lo ricattava, aveva agito a caso, sterminando tutti coloro che potevano conoscere la verità. Il breviario con le pagine strappate (di sua proprietà) era custodito dalla medium e, pertanto, solo uno degli abituali visitatori della medium poteva esserne entrato in possesso. La sig.ra Nardi, invece, aveva ucciso la medium per via di alcuni ricatti di quest'ultima che, venuta a conoscenza di alcuni aborti clandestini praticati dalla signora Nardi, stava ricattando la donna. Dopo aver confessato, Don Paolo, si suicida gettandosi nel vuoto

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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