Lightning Bolt (Pearl Jam)

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Lightning Bolt
Artista Pearl Jam
Tipo album Studio
Pubblicazione 15 ottobre 2013[1]
Durata 47 min : 06 s
Dischi 1
Tracce 12
Genere Alternative rock[1]
Hard rock[1]
Etichetta Monkeywrench Records
Republic Records
Produttore Brendan O'Brien
Pearl Jam - cronologia
Album precedente
(2009)
Album successivo
Singoli
  1. Mind Your Manners
    Pubblicato: 11 luglio 2013
  2. Sirens
    Pubblicato: 18 settembre 2013
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
Allmusic 4/5 stelle[1]

Lightning Bolt è il decimo album del gruppo statunitense Pearl Jam, pubblicato il 15 ottobre 2013.[1]

Un disco con il quale rafforzano la loro voglia a tornare alle prime sonorità, potrebbe essere paragonato all'album "Pearl Jam" del 2006, che segnò appunto il ritorno ai primi suoni.

Il disco si apre con Getaway, con un giro piuttosto tipico, ma non troppo, per una rincorsa punk piacevole ma sicuramente non quanto la seguente Mind your Manners, primo singolo, che toglie ogni dubbio a chi pensava che un ritorno ideale agli anni novanta fosse impossibile. Un riff potente, che ricorda la vecchia Spin the black circle e che si conclude con un urlo decisamente irripetibile dal vivo e che lascia senza parole.

My Father's son è la terza traccia basata su un potente riff di basso ideato da Jeff Ament in persona e con questa si conclude il primo filone di tracce. Lo stacco si sente infatti sin dal primo attacco di Sirens, la quarta traccia che riporta con i piedi per terra chi con le precedenti stava viaggiando mentalmente a 100 all'ora. Una bellissima canzone sostenuta da un riff di chitarra acustica a 12 corde. Più di 5 minuti di canzone, ma che passano velocissimi.

Segue la title track Lightning Bolt e qui si torna a viaggiare forte: un riff potente e allo stesso momento aperto, segue un assolo spiazzante, la ripresa del riff e una conclusione che dal vivo permette una breve improvvisazione al solista Mike McCready. Inaspettata è Infallible che tradisce sicuramente un po' quelle che sono le loro sonorità classiche. Pendulum è invece un richiamo alle sonorità dei Pink Floyd, basata su accordi cupi e freddi che chiudono così la prima metà del disco.

Si corre di nuovo veloce con la nuova traccia in puro stile Vedder "Swallowed Whole", un pezzo che alterna riff spinti a pezzi riflessivi, tuttavia un pezzo che già il titolo dice tutto e cioè ti ingoia pian piano. Segue Let the records play, una canzone che si ispira al blues e di cui il ritornello potrebbe ricordare le sonorità della conclusione di "Marker in the sand", accordi aperti e piacevoli per concludere la parte più corposa del disco.

Sleeping by myself, già inclusa in "Ukulele song", è una accurata rielaborazione dell'ennesima canzone di casa Vedder che anticipa la bellissima "Yellow moon", traccia che fa immaginare il sorgere della luna con il potere di una chitarra a 12 corde.

Conclude il tutto la ballad Future days, che rende la fine del disco simile alla precedente "The End", ultima traccia di Backspacer.

Tracce[modifica | modifica sorgente]

Testi di Eddie Vedder.

  1. Getaway – 3:26 (Eddie Vedder)
  2. Mind Your Manners – 2:38 (Mike McCready, Eddie Vedder)
  3. My Father's Son – 3:07 (Jeff Ament)
  4. Sirens – 5:41 (Mike McCready)
  5. Lightning Bolt – 4:13 (Eddie Vedder)
  6. Infallible – 5:22 (Jeff Ament, Stone Gossard)
  7. Pendulum – 3:44 (Jeff Ament, Stone Gossard)
  8. Swallowed Whole – 3:51 (Eddie Vedder)
  9. Let the Records Play – 3:46 (Stone Gossard)
  10. Sleeping by Myself – 3:04 (Eddie Vedder)
  11. Yellow Moon – 3:52 (Jeff Ament)
  12. Future Days – 4:22 (Eddie Vedder)

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Musicisti aggiunti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e (EN) Stephen Thomas Erlewine, Lightning Bolt in Allmusic, All Media Network. URL consultato il 15 ottobre 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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