Lealtà

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Lealtà è parola che deriva dal latino legalitas e che indica una componente del carattere, per cui una persona obbedisce a particolari valori di correttezza e sincerità anche in situazioni difficili, mantenendo le promesse iniziali e comportandosi seguendo un codice prestabilito. In altri termini, si può intendere per lealtà il grado di coerenza tra un comportamento nella pratica e gli ideali a cui si attiene teoricamente una persona.

Esempi di comportamento leale sono per esempio non tradire o ingannare, non imbrogliare, non spiare, la coerenza nel comportamento anche quando provochi conseguenze sfavorevoli per se stessi, il richiamarsi a valori condivisi, la riservatezza, il dare concretamente e non solo a parole il buon esempio.

Sembrando caratteristica personale che si richiama spesso ai cosiddetti valori prestabiliti, ed essendo apparentemente più moderno ed apprezzato primeggiare destreggiandosi nella precarietà, l'agonismo esasperato o adattarsi alla vorticosa velocità delle trasformazioni culturali, la lealtà sembra attualmente una virtù personale antiquata e in declino, quali altre come la prudenza, il buon senso, l'onore o la correttezza.

Di esempi pratici di lealtà se ne possono trovare moltissimi nella storia e nell'arte: le figure per esempio di Orlando nella battaglia di Roncisvalle o degli Spartani nelle Termopili, Penelope nell'Odissea, Giobbe nella Bibbia, Socrate nel mondo classico.

Pur essendoci (come Ulisse) eroi che hanno ben poco di leale, la Lealtà è generalmente la caratteristica psicologica principale dell'eroe, tanto spesso ripetuta da venire per esempio parodiata nel personaggio di Don Chisciotte della Mancia dello spagnolo Miguel de Cervantes.

È virtù molto ben considerata e analizzata nell'arte teatrale: molti drammi di Shakespeare affrontano la lealtà quando è contrapposta ai sentimenti, altri come il regista inglese Alfred Hitchcock, per esempio nel film Io confesso, analizzano i frequenti dilemmi in una persona che vuole comportarsi lealmente.

Nello sport la lealtà sportiva è meglio conosciuta come fair play, e durante le Olimpiadi diventa requisito essenziale e apprezzato nello svolgimento delle gare. Non è caratteristica propria solo dell'atleta ma anche di talune tifoserie. Figure sportive modello di lealtà nel calcio sono state tra le tante Giacinto Facchetti e Gianfranco Zola. Nel Curling e nel Rugby il fair play è talmente connaturato nello spirito del gioco da avvenire spontaneamente, sia durante che dopo la partita.

Nella Psicoanalisi la lealtà è un comportamento etico suscitato dal Super-io, a sua volta introiezione delle figure parentali. È un elemento della personalità quindi molto radicato e antico, che si tuffa nell'inconscio e che affonda le sue origini nella prima educazione, intesa in senso ampio.

Nei vari codici professionali di Deontologia la lealtà è una virtù, perlomeno nominalmente, che nel professionista risiede sempre ai primissimi posti, al pari della competenza e dell'aggiornamento.

Si contrappone a ipocrisia, scorrettezza, infedeltà, meschinità, finzione, tradimento.

Cosa ha pensato nell’istante del trionfo? Mi sarebbe piaciuto che quel momento durasse più a lungo ma sono andato subito a complimentarmi con il mio avversario (Roger Federer)[citazione necessaria]

Quelli che hanno giudicato la mia carriera hanno detto che sono stato sempre in fair play, ciò mi rende più felice di tutti i goal che ho segnato (Pelè)[citazione necessaria]

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali