Lactuca serriola

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Lattuga selvatica
L- serriola Raupe.jpg
Lactuca serriola
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Lactucinae
Genere Lactuca
Specie L. serriola
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Lactucinae
Nomenclatura binomiale
Lactuca serriola
L., 1756
Nomi comuni

Scarola
lattona
Erba bussola

La lattuga selvatica (nome scientifico Lactuca serriola L., 1756) è una specie di piante spermatofite dicotiledoni appartenenti alla famiglia Asteraceae.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome generico (lactuca) deriva dall'abbondanza di sacchi latticinosi contenuti in questa pianta (una linfa lattea nel gambo e nelle radici)[1]; quello specifico (serriola) viene usato in genere per l'insalata e potrebbe essere un vecchio nome popolare della cicoria oppure potrebbe derivare dal latino "serrula" in riferimento alle foglie finemente seghettate.[2]
Il binomio scientifico della pianta di questa voce è stato proposto da Carl von Linné (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione "Centuria II. Plantarum - 29" del 1756.[3]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Descrizione delle parti della pianta
Il portamento

Queste piante possono arrivare fino ad una altezza compresa tra i 3 e 12 dm. La forma biologica è emicriptofita bienne (H bienn), ossia sono piante erbacee, a ciclo biologico bienne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve; ma possono essere considerate anche terofite scapose (T scap), ossia piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme, sono inoltre munite di asse fiorale eretto e spesso privo di foglie.[1][4][5][6]

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Le radici sono dei fittoni sottili e ramificati.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

La parte aerea del fusto è ascendente e eretta; il colore è bianco-osseo e la superficie è glabra o quasi (possono essere presenti delle chiazze di setole subspinose). La ramosità è sviluppata soprattutto nella parte distale. Alla base il fusto può essere lignificato.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie

Le foglie hanno la lamina piuttosto rigida a contorno pennato-partito (con 3 - 6 copie di lobi), sono sessili e amplissicauli. Il colore è verde-glauco; la superficie è glabra; i bordi sono seghettati e setoloso-subspinosi (raramente sono lisci); anche il nervo mediano nella parte abassiale della lamina è setoloso. Alla base le foglie sono interrotte per formare due orecchiette. Le foglie superiori sono più piccole e con lamine a forma lanceolato-lineare. Le foglie in questa specie sono disposte con la lamina parallelamente ai raggi del sole per evitare di farsi ombra una con l'altra. Dimensioni della lamina: larghezza 3 – 5 cm; lunghezza 7 – 11 cm.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

Infiorescenza

Le infiorescenze sono composte da 15 - 25 e più capolini disposti in pannocchie piramidali. I peduncoli sono ingrossati (3 – 5 mm di diametro). I capolini sono formati da un involucro piriforme (o cilindrico) composto da brattee (o squame) disposte su 2 - 4 serie, all'interno delle quali un ricettacolo fa da base ai fiori (da 8 a 15) ligulati. Le squame esterne hanno una forma da ovata a lanceolata; l'apice è acuto e alla fruttificazione sono riflesse. Dimensione dell'involucro: larghezza 3 – 6 mm; lunghezza 11 – 13 mm. Diametro del capolino: 10 – 20 mm.

Fiore[modifica | modifica wikitesto]

I fiori ligulati del capolino

I fiori sono tutti del tipo ligulato[7] (il tipo tubuloso, i fiori del disco, presente nella maggioranza delle Asteraceae, qui è assente), sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). I fiori sono ermafroditi e zigomorfi.

  • Formula fiorale: per questa pianta viene indicata la seguente formula fiorale:
* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[8]
  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla: la corolla è colorata di giallo (a volte deliquescente). Lunghezza delle ligule: 8 – 10 mm.
  • Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi, mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo.[9] Le antere alla base sono acute.
  • Fioritura: da luglio a settembre.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

I frutti acheni con il becco e il pappo apicale

I frutti sono degli acheni compressi con una forma da ovoide a lanceolata, colorati di nero, setolosi nella parte alta e con la superficie solcata da 7 - 9 nervature per lato; sono inoltre provvisti di un becco filiforme, chiaro (biancastro) più lungo del corpo dell'achenio. Il pappo è formato di setole bianche caduche. Dimensione degli acheni: 3 mm. Lunghezza del becco: 3 – 4 mm. Dimensione del pappo: 3 mm.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento per merito del pappo – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale[10] – Distribuzione alpina[11])
  • Habitat: l'habitat tipico sono le aree incolte, le vigne e lungo le vie; ma anche gli ambienti ruderali, le cave di ghiaia e pietra e i margini erbacei dei boschi. Il substrato preferito è calcareo ma anche calcareo/siliceo con pH basico, medi valori nutrizionali del terreno che deve essere secco.[11]
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 800 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare e montano (oltre a quello planiziale – a livello del mare).

Fitosociologia[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa scheda appartiene alla seguente comunità vegetale:[11]

Formazione : delle comunità perenni nitrofile
Classe : Artemisietea vulgaris
Ordine : Onopordetalia acanthii

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di appartenenza di Lactuca serriola (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale e comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[13] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[14]). All'interno della famiglia il genere Lactuca fa parte della sottofamiglia Cichorioideae (una delle 12 sottofamiglie nella quale è stata suddivisa la famiglia Asteraceae); mentre Cichorieae è una delle 7 tribù della sottofamiglia, e la sottotribù Lactucinae è una dell'11 sottotribù di Cichorieae.[15][16] Il genere Lactuca comprende circa 150 specie, una dozzina delle quali sono presenti nella flora spontanea italiana.
Nell'ambito delle specie spontanee italiane la lattuga selvatica appartiene alla sezione "SCARIOLA" caratterizzata dall'involucro formato da 2 - 4 serie di squame disposte in modo embricato e da infiorescenze con 8 - 10 e più capolini (l'altra sezione si chiama "MYCELIS" con l'involucro uniseriato e infiorescenze con al massimo 5 capolini) e sottosezione "Xanthinae" caratterizzata da fiori gialli (l'altra sottosezione si chiama "Cyanicae" con fiori azzurri, porporini o bianchi). Queste distinzioni sono usate soprattutto nell'orticoltura per riconoscere le varie specie e non hanno valore tassonomico.[1]
Il numero cromosomico di L. serriola è: 2n = 18.[5][6]

Variabilità[modifica | modifica wikitesto]

La variabilità di questa pianta si manifesta soprattutto nella forma delle foglie cauline che a volte sono intere e senza spinule (in passato questa varietà era stata chiamata Lactuca augustana All.)[4] Da un punto di vista tassonomico sono riconosciute le seguenti varietà:[17]

  • Lactuca serriola var. integrata Farw., 1926 - Le foglie sono prive di lobi e le nervature sono prive di spine.
  • Lactuca serriola var. serriola
  • Lactuca serriola f. integrifolia (Gray) S.D.Prince & R.N.Carter, 2006 - Distribuzione: Australia
  • Lactuca serriola f. serriola - Distribuzione: Australia

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[12][17]

  • Lactuca albicaulis Boiss.
  • Lactuca altaica Fisch. & Mey.
  • Lactuca augustana All.
  • Lactuca coriacea Sch.Bip.
  • Lactuca dubia Jord.
  • Lactuca integrata (Gren. & Godr.) A.Nelson
  • Lactuca latifolia Gilib.
  • Lactuca saligna var. robusta Fisch. & C.A.Mey.
  • Lactuca scariola L.
  • Lactuca scariola L. subsp. augustana (All.) Arcang.
  • Lactuca scariola L. subsp. integrata (Gren. & Godr.) Piper
  • Lactuca scariola L. subsp. scariola
  • Lactuca scariola L. var. integrata Gren. & Godr.
  • Lactuca scariola L. var. integrifolia (Bogenh.) G. Beck
  • Lactuca scariola L. var. scariola
  • Lactuca serriola subsp. integrifolia (Gray) G.H.Loos
  • Lactuca serriola subsp. serriola
  • Lactuca serriola subvar. serriola
  • Lactuca scariola f. scariola
  • Lactuca sylvestris Lam.
  • Lactuca tephrocarpa K.Koch
  • Lactuca verticalis Gaterau
  • Lactuca virosa var. integrifolia Gray

Nomi obsoleti[modifica | modifica wikitesto]

L'elenco seguente indica alcuni nomi della specie di questa voce non ritenuti più validi:[17]

  • Lactuca serriola subvar. plicata
  • Lactuca serriola f. integrata Bogenhard

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

Le seguenti specie dello stesso genere, con distribuzione alpina, possono essere confuse con quella di questa voce:

  • Lactuca saligna L. - Lattuga salcigna: è alta al massimo 100 cm; le foglie cauline sono sempre intere; le infiorescenze sono formate da capolini sessili in spighe lineari.
  • Lactuca sativa L. - Lattuga coltivata: il fusto è lignificato e bianco alto al massimo 100 cm; i capolini sono grandi fino a 20 mm; le foglie sono molli.
  • Lactuca quercina L. - Lattuga saettona: il fusto raggiunge i 20 dm di altezza; le foglie sono molli ed erbacee; il becco dell'achenio è lungo 1/3 del corpo.

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Farmacia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la medicina popolare questa pianta ha le seguenti proprietà medicamentose:[18]

  • antipiretica (abbassa la temperatura corporea);
  • diuretica (facilita il rilascio dell'urina);
  • ipnotica (induce il sonno);
  • narcotica (induce il sonno, allevia il dolore è dà un senso di benessere);
  • sedativa (calma stati nervosi o dolorosi in eccesso).

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

La parte commestibile di questa pianta sono le giovani foglie cotte o crude; i germogli nella fase iniziale se cotti possono essere usati come gli asparagi; dal seme inoltre si può ottenere un olio.[18] Alcuni ebrei e la maggior parte dei samaritani ritengono che la lattuga selvatica sia l'erba da usarsi come maror (erba amara) la vigilia di Pesach.

Altre notizie[modifica | modifica wikitesto]

La lattuga selvatica in altre lingue è chiamata nei seguenti modi:

  • (DE) Wilder -Lattich oppure Kompass-Lattich
  • (FR) Laitue serriole oppure Laitue scariole
  • (EN) Prickly Lettuce

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Motta 1960, op. cit., Vol. 2 - pag. 608
  2. ^ Botanical names. URL consultato il 9 aprile 2013.
  3. ^ The International Plant Names Index. URL consultato il 9 aprile 2013.
  4. ^ a b Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 265
  5. ^ a b Cichorieae Portal, p. Lactuca serriola. URL consultato il 9 aprile 2013.
  6. ^ a b eFloras - Flora of North America. URL consultato il 9 aprile 2013.
  7. ^ Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 12
  8. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  9. ^ Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 1
  10. ^ Conti et al. 2005, op. cit., pag. 117
  11. ^ a b c d Aeschimann et al. 2004, op. cit., Vol. 2 - pag. 652
  12. ^ a b Global Compositae Checklist. URL consultato il 10 aprile 2013.
  13. ^ Judd 2007, op. cit., pag. 520
  14. ^ Strasburger 2007, op. cit., pag. 858
  15. ^ Funk & Susanna, op. cit., pag. 348
  16. ^ Cichorieae Portal , op. cit.
  17. ^ a b c Global Compositae Checklist. URL consultato il 10 aprile 2013.
  18. ^ a b Plants For A Future. URL consultato il 10 aprile 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume 3, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 265, ISBN 88-506-2449-2.
  • D. Aeschimann, K. Lauber, D.M. Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004, pag. 652.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  • Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • F. Conti, G. Abbate, A. Alessandrini, C. Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, pag. 117, ISBN 88-7621-458-5.
  • Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales. Pag 198, Berlin, Heidelberg, 2007, pag. 188.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]