L'uomo senza qualità

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L'uomo senza qualità
Titolo originale Der Mann ohne Eigenschaften
Autore Robert Musil
1ª ed. originale 1930-1942
Genere romanzo
Lingua originale tedesco

L'uomo senza qualità (Der Mann ohne Eigenschaften) è un vastissimo romanzo incompiuto suddiviso in tre parti dello scrittore austriaco Robert Musil; i primi due volumi vengono pubblicati a Berlino rispettivamente nel 1930 e 1933. Si tratta di un'opera monumentale, il lavoro di un'intera vita, come lo è stata Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust e, almeno in parte l'Ulisse di James Joyce.

Inizialmente pensato come grande romanzo autobiografico, seppur scritto in terza persona, nei primi anni del secolo. Non portato a termine dall'autore, che ci lavora fino agli ultimi momenti della sua vita; ha un'originalissima struttura in quanto contiene ampi stralci di tipo saggistico a temi storico-filosofici. In Italia è stato tradotto prima da Anita Rho per la Giulio Einaudi Editore e in seguito da Ada Vigliani e da Irene Castiglia.

Ambientato in quella ch'è a tutti gli effetti Vienna, capitale di un grande impero pluri-etnico detto "Kakania", la storia narra la vicenda esistenziale e spirituale di Ulrich: una specie di "uomo ideale" che, riassumendo in sé tutte le qualità o, meglio, le "non-qualità" del secolo appena iniziato, il Novecento, vive parzialmente alienato dal "mondo reale" e del tutto privo di autentici interessi.
Immerso com'è in un anti umanismo filosofico di stampo nietzschiano (l'influenza del pensiero di Friedrich Nietzsche è amplissima all'interno dell'opera) il protagonista stesso descrive questa sua situazione come una vera e propria malattia della volontà. Quando ad esempio Ulrich "desidera" salvare il criminale Moosbrugger è guidato da una filosofia prima che da un senso della realtà, totalmente alienato dal senso comune.

Il particolare atteggiamento narrativo di Musil che lui stesso definisce del "Saggismo" contribuisce a rendere questo mostruoso e straordinario libro una vera e propria bibbia del Decadentismo, esattamente alla maniera di Thomas Mann.

Trama[modifica | modifica sorgente]

L'azione si svolge poco prima dell'inizio della Grande Guerra, presumibilmente quindi nel 1913. Ulrich è un appassionato studioso di fisica matematica e algebra; ha 32 anni, ma si trova ancora alla ricerca di un personale senso da dare alla vita e alla realtà in generale: purtroppo ha molta difficoltà a trovarlo. L'incertezza ed ambivalenza che sente nei confronti della morale, sia etica laica che religiosa, nonché la profonda indifferenza verso la sua stessa esistenza, lo portano a considerasi un "uomo senza qualità", incapace com'è di formare il proprio carattere amalgamandosi e adattandosi al mondo esterno.

Ulrich si è sempre stranamente dimostrato del tutto insensibile alle proprie capacità e qualità individuali; le sue caratteristiche principali, che sembrano contraddistinguere anche ogni rapporto con gli altri, sono la sentita mancanza di qualsiasi significato profondo associato ad un'ambiguità generale di giudizio etico-morale. Egli si ritrova pertanto ad esser tanto ricco intellettualmente quanto privo di qualsiasi passione esteriore: ironico e corrosivo, discuterà via via coi vari personaggi di nazionalismo, pangermanesimo, psicoanalisi, positivismo, espressionismo e irrazionalismo.

Poco dopo incontriamo un assassino accusato di ripetuti atti di libidine violenta di nome Moosbrugger: condannato per lo stupro e conseguente omicidio di una prostituta è stato in seguito internato in un ospedale psichiatrico. Appaiono quindi la "malata di sesso" Bonadea, la nevrotica Clarisse e Walter, un ragazzo dal carattere fragile.

Al principio del 2° libro Ulrich entra a far parte della cosiddetta "Azione parallela", associazione freneticamente impegnata nei preparativi per le celebrazioni in onore dei 70 anni di regno dell'imperatore, che cadono nel 1918 (il 2 dicembre). Ma in quello stesso anno vi sarebbe stato anche il trentennale dell'imperatore tedesco (Guglielmo II): questa coincidenza - da qui il nome di "parallela" - fa venire la smania a tutti i patrioti austriaci e facendoli entrare in azione per dimostrare l'indubitabile supremazia politica, culturale e filosofica della loro nazione.
La grande festa che stanno preparando dovrà catturare non solo la mente, ma anche e soprattutto l'anima dei sudditi: molte brillantissime idee e visioni sono discusse a tale proposito dal comitato dell'Azione parallela. Entra presto a far parte di questo gruppo anche Diotima, il cui recondito obiettivo è quello di diventare la musa viennese della filosofia, ispirando tutti quelli che incrocerà nel proprio cammino; riuscirà ad attrarre sia Ulrich che Arnheim.

Il massimo responsabile della campagna di sensibilizzazione delle prossime celebrazione è il nobile vecchio conte conservatore Leinsdorf; mentre la maggior parte dei partecipanti (e Diotima più febbrilmente di tutti) tentano d'associar il regno del loro imperatore con vaghe e fumose idee di umanità, progresso, tradizione e felicità, ecco che i seguaci della più spietata Realpolitik scorgono la possibilità di sfruttar la situazione.
Bordwehr vuole ottener un aumento d'influenza dell'esercito nell'apparato statale, nonché maggiori finanziamenti; Arnheim da parte sua ha in programma di acquisire i ricchi giacimenti petroliferi scoperti in una delle province più orientali dell'impero.

Il terzo e ultimo libro invece si concentra sul rapporto tra Ulrich e Agatha (la quale irrompe nel romanzo proprio alla fine della 2ª parte); subito dopo essersi incontrati, dopo una lontananza durata molti anni, sperimentano un risveglio mistico incestuoso: si vedono come "anime gemelle" o "fratelli siamesi". Musil muore prima di concludere il proprio capolavoro mentre nel romanzo Ulrich abbandonava il comitato dell'"Azione Parallela" e, chiuso in casa con una sorella improvvisamente comparsa dal nulla, cominciava esistenziali discorsi sull'Amore ed il Sentimento, il tutto all'ombra di grandi suggestioni come l'ermafroditismo e il viaggio mistico.

L'opera si conclude con un'ampia sezione di bozze preparatorie, appunti frammentari, note e versioni alternative sul probabile finale. Il flusso del romanzo sembrava ormai approdato alla palude di una spettacolare immobilità, il tempo era trascorso nel mondo di Musil e dalla Finis Austriae negli ultimi anni di composizione erano già apparsi sulla scena il Nazismo con la sua ideologia di un nuovo "Regno Millenario". Questo Regno millenario che per Ulrich è stasi, "mentalità delle vacanze", paura del vuoto, della morte, distruzione di ogni forma di comunicazione.

Composizione[modifica | modifica sorgente]

  • Parte I. Una specie di introduzione - (19 capitoli)
  • Parte II. Niente di nuovo sotto il sole - (104 capitoli)
  • Parte III. Verso il Regno Millenario (I criminali) - (38 capitoli)
  • Postumo:
  1. Venti capitoli composti in bozze e successivamente ritirati (1937-38)
  2. Sei capitoli in bella copia corretta (rielaborazione dei capitoli in bozze; 1940-42)
  3. Altri abbozzi degli ultimi anni (1939-41)
  4. Tentativi di continuazione dei capitoli in bozze (1938 e oltre)
  5. Pagine risalenti presumibilmente al 1936
  6. Riflessioni riprese all'inizio del 1936 e nuovi spunti
  7. Tre abbozzi risalenti presumibilmente al 1934
  8. Quattro abbozzi risalenti presumibilmente al 1932
  9. Abbozzi degli anni 1930-31 e 1933-34 che in parte rielaborano testi risalenti agli anni venti
  10. Abbozzi per il primo gruppo di capitoli destinati alla seconda parte e risalenti ai tardi anni venti
  11. Pagine risalenti alla metà degli anni venti
  12. Abbozzi su Clarisse risalenti alla metà degli anni venti
  13. Appunti per i primi abbozzi su Clarisse

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

Ulrich Anders
Il protagonista della storia, ha studiato ingegneria e proviene da una buona famiglia molto rispettata in società. Si considera un uomo "senza qualità", ma non per il fatto d'esser privo di doti caratteriali, ne è anzi ampiamente dotato, ma perché non riesce a metterle in pratica, integrarle cioè nella propria realtà vissuta. Sempre sofferente nel non riuscire a superare le proprie intime contraddizioni si prenderà "un anno di vacanza dalla vita"; il suo atteggiamento più tipico è una sorta di passività acutamente analitica.
Agathe
Sorella gemella di Ulrich. Si incontrano dopo anni di separazione - è giunta per assistere ai funerali del padre - ed instaurano subito uno strettissimo rapporto ai limiti dell'incestuoso: assieme cercheranno di creare il "Regno Millenario", consistente in una perfezione assoluta dello spirito (e sarà propriamente per fondere le loro anime che intraprenderanno senza esitare la via dell'incesto).
Odia con furore qualsiasi ideale manifestato dalla "vita borghese", innanzi tutto matrimonio e famiglia, ed il miserabile benessere materiale; le piace 'giocare' sempre al limite dell'onestà; manifesta forti istinti suicidi.
Walter
Amico d'infanzia di Ulrich, è un giovane artista mancato, molle ed insicuro: è lui che conia il termine "uomo senza qualità" per definire spregiativamente il protagonista, vedendolo perennemente insoddisfatto davanti a qualsiasi costruzione ideologica e di pensiero. Il suo reciso rifiuto di andar avanti con la solita esistenza banale che lo ha sempre contraddistinto lo condurrà diritto alla pazzia.
Clarisse
Efebica amica di gioventù di Ulrich e giovane moglie di Walter, a cui però nega qualsiasi soddisfazione ed appagamento sessuale. Seguace appassionata di Nietzsche, è un'artista affetta da leggera isteria, una pianista per la precisione: per studiare la follia da vicino instaura una relazione col criminale Moosbrugger, di cui è infatuata intellettualmente. Verso la fine desidererà avere un figlio da Ulrich.
Moosbrugger
Un pericoloso delinquente sessuale internato in manicomio. La giustizia non riesce a decidere se sia sano, pazzo o solo in parte responsabile delle proprie azioni; Ulrich discetterà molto a questo riguardo sull'effettivo libero arbitrio di cui sarebbero dotati gli esseri umani.
Diotima
Nome d'arte di Hermine Tuzzi. Parente alla lontana di Ulrich nonché moglie di un funzionario pubblico che lavora al consolato. Socia dell'Azione Parallela, attiva ed impegnata animatrice di salotti. Una gran signora, alla fine un'anima bella: la sua ingenuità è pari solo alla sua bellezza.
Capo sezione Tuzzi
Marito di Diotima, un alto funzionario del governo.
Gerda Fischel
Giovane ragazza di religione ebraica figlia di un avvocato liberale; ex amante e seguace di Ulrich. Ad un certo punto, abbandona tutto (casa, ricchezza, famiglia) per diventare adepta di un gruppo mistico cristiano di vaghe ascendenze pre-naziste in quanto influenzato dalla propaganda antisemita.
Hans Sepp
Impegnato propugnatore dell'antisemitismo, ha una visione mitica della realtà.
Leo Fischel
Padre di Gerda, è un banchiere ebreo immischiato in affari con Arnheim.
Bonadea
Una delle amanti di Ulrich, è donna ninfomane; tanto ampi e vasti sono i suoi desideri istintivi quanto basso il suo senso della moralità.
Leona
Un'altra delle tante amanti di Ulrich.
Paul Arnheim
Un conte prussiano nonché uomo politico, influente industriale ed intellettuale milionario; possiede una villa a Berlino. Ammiratore di Diotima, rimane affascinato dalla combinazione di bellezza esteriore e nobiltà d'animo che la contraddistinguono: nonostante ciò non sente alcun desiderio di sposarla. Manterrà sempre uno stretto ma platonico rapporto d'amore con la donna.
Stumm von Bordwehr
Un allegro generale dell'esercito imperiale, è abbastanza impopolare. Ammiratore segreto di Diotima.
Gottlieb Hagauer
Professore e riformatore dell'apparato educativo nazionale, sposerà Agathe.
August Lindner
Collega di Hagauer che vuole convertire Agathe alla vita ascetica.
Leinsdorf
Un uomo del tutto incapace, non solo di decidere, ma anche di non decidere.
Schmeisser
Militante socialista radicale.

Temi e riferimenti[modifica | modifica sorgente]

L'opera, che restituisce le vene emersoniane che percorrono l'opera dell'autore[senza fonte], afferma l'importanza del senso della possibilità, arrivando a sostenere che nel futuro le azioni si svolgeranno sempre di più nel pensiero piuttosto che "nella vita pratica".

Lontano da Oblomov, altro celebre svogliato letterario protagonista dell'omonimo romanzo di Ivan Goncharov, Ulrich rappresenta una critica a tutte le filosofie dei suoi compagni nella vita-romanzo, uomini archetipi del nuovo secolo, che a giudizio di Musil cercano di fuggire dal mondo; è certo che fa parte (in quanto personaggio) del "gruppo degli inetti", che ha come esponenti nella letteratura italiana ad esempio Zeno (protagonista de La coscienza di Zeno di Italo Svevo) o nei personaggi di Federigo Tozzi.

Il romanzo vede l'autore non rinunciare mai alla propria onniscienza o inseguire sperimentalismi come quelli provati negli stessi anni dall'irlandese James Joyce; Musil dubita della capacità e del senso di una narrazione: l'inizio del romanzo da lui giudicato arbitrario (trattandosi in effetti di un romanzo del Nulla) lo definisce una specie d'Introduzione così come il finale sarebbe stato una specie di Conclusione.[senza fonte]

Per festeggiare l'anniversario della salita al trono dell'imperatore (Francesco Giuseppe) si viene a costituire una specie di comitato politico chiamato "Azione parallela": Ulrich, intellettuale raffinato che ha compiuti approfonditi studi scientifici, ne è unico segretario. Insoddisfatto di tutto, accetta tutto sempre molto supinamente, Ulrich è qui un nichilista innocuo; ma quando scoppia la guerra il comitato si scioglie.
Palese è l'intima vuotezza di tutto questo: un grande comitato deve decidere con anni di anticipo quel qualcosa di grandioso che l'impero dovrà realizzare per celebrare un suo importante anniversario, che non potrà però mai concretizzarsi; questo perché la data attesa cade dopo la prima guerra mondiale e dunque quindi della dissoluzione dell'impero stesso (Musil inizia a scrivere il romanzo nell'immediato dopoguerra nell'ambito della Finis Austriae) col crollo di una civiltà e una cultura. L'Azione parallela è anche la trama esteriore del romanzo che è un accumulo di gesti velleitari e inconcludenti.

I 10 caratteri e la Kakania[modifica | modifica sorgente]

Nel romanzo l'Impero austro-ungarico governato dagli asburgo viene con affettuosa ironia definito come "Kakania", la terra dove ogni attività statale, ogni documento, ogni proclama era sempre "Imperial-Regio" ("kaiserlich-Königlich" e dunque K-K che in tedesco appunto si legge Ka-Ka). Molto più di una semplice nazione diviene per Musil quel perduto impero che specie nei suoi ultimi giorni si trasforma in categoria dello Spirito, in simbolo dell'Occidente, della sua Storia e forse in un profeta.

Se dunque una Nazione è Spirito e se lo Spirito agisce (non nella realtà ma sulla persona), occorre descrivere i legami che tale manifestazione spirituale intreccia coi suoi abitanti. Musil definisce per ogni individuo nove caratteri impressionabili e modificabili dall'ambiente circostante: sono ruscelli che riempiono, ognuno col proprio contributo, quella conca che è la persona ("carattere professionale, nazionale, statale, di classe, geografico, sessuale, conscio, inconscio e, forse, anche privato").

Oltre a questi rivoli immissari esiste però anche un defluire, uno svuotamento dell'Io dovuto al decimo carattere inquadrato dall'autore come "la fantasia degli spazi non riempiti". Esso impedisce agli altri nove caratteri di essere presi sul serio, cioè permette all'uomo di essere completamente svuotato, di perdere di vista il valore della realtà affermando che non c'è ragione per cui questo valore esista, per cui l'esistenza sia sufficiente o tanto meno necessaria.

L'Avvenuto vede drasticamente ridotta la propria importanza. Gli eventi si spogliano della loro fondamentale rilevanza acquistando la leggerezza e la consistenza di una nuvola. La libertà di agire si tramuta in libertà negativa la quale non pensa a ciò che potrebbe fare, ma pensa a ciò che potrebbe pensare di poter fare, inserendo un ulteriore strato di riflessione.

Ovviamente il risultato di un prevalere del decimo carattere conduce a passività, ma ad una "passività attiva" (come la definisce Musil, ispirato in questo dal "nichilismo di forza" pensato da Nietzsche) ben diversa quindi da una "passività passiva" (nichilismo della debolezza). Ulrich-Musil prende dunque le distanze dalla narcisistica fiacchezza che sembrava affliggere la cultura del secolo superando la generazione letteraria degli "inetti".

Proprio in Kakania questo decimo carattere si percepiva particolarmente forte e drenava più velocemente di quanto gli altri riempissero; perciò l'Austria-Ungheria era "una nazione di geni", "lo stato più progredito del mondo", ma anche e soprattutto per questo, scrive Musil nostalgicamente, era destinato ad andare in rovina.

Il senso della Possibilità[modifica | modifica sorgente]

Concetto chiave nella comprensione del romanzo è il "senso della possibilità", il passaggio che permette al libro di trascendere se stesso proiettando il protagonista dalle verbose quanto impalpabili sedute del comitato per l'Azione Parallela a quel tentativo di mistica, quasi incestuosa unione con la sorella Agathe.

L'uomo senza qualità è in effetti una sconfinata ontologia del possibile, una Bibbia del condizionale contrapposta al senso della realtà anche se con esso non in perenne conflitto. Il protagonista critica il mondo impedendosi di far sua, di possedere in toto una qualsiasi parte dell'esistente ("Eigenschaften", termine tedesco ormai tradizionalmente tradotto in italiano e inglese con "qualità", significa anche "proprietà").

Nella mente di Ulrich domina dunque la possibilità: ciò che è potrebbe benissimo non essere, o essere diversamente da come è; la realtà non ha nulla di necessario né tantomeno di definitivo ma è solo il concreto quanto momentaneo cristallizzarsi degli infiniti possibili che prima furono e che poi saranno. Da qui il non dare maggior peso a ciò che è rispetto a ciò che potrebbe essere e l'espansa "riflessione orizzontale" che caratterizza la saggistica del romanzo: Ulrich vede il mondo sorpassare se stesso nell'attimo stesso in cui tenta di giudicarlo, rapito dall'indefinibile indeterminatezza del reale, del suo tramutarsi in possibile.

Colui che sia afflitto dal senso della possibilità è uomo non pratico, imprevedibile nelle relazioni umane e, vedendo anche se stesso nel possibile, è senza proprietà, non può riconoscersi qualità reali: diviene un uomo senza qualità. Tutto ora è come è, ma tutto potrebbe diventare o essere diventato ugualmente diverso: ecco il motivo per cui la Kakania è "la nazione più progredita del mondo", ecco perché l'Azione Parallela non può giungere a conclusione, non è in grado di costruire nulla. Allo stesso tempo, ecco la ragione che spinge Ulrich verso quel "Regno Millenario" di compenetrazione mistica con la sorella.

Caso e Statistica. Genio e Mediocrità[modifica | modifica sorgente]

Fra gli innumerevoli temi toccati dal romanzo nelle sue migliaia di pagine si presenta con frequenza la distinzione fra mediocrità e genialità, la loro definizione, le colpe e i meriti che ad essi si assegnano.

Musil spesso utilizza paragoni scientifici, tratti dal mondo fisico e matematico; egli fu un ingegnere (affascinato dalle teorie di Ernst Mach, per i suoi ragionamenti); in questo caso, rifacendosi alla teoria cinetica dei gas, paragona l'individuo e le sue idee ad una particella in moto casuale nel mondo. Così come il fisico è in grado di dare informazioni su pressione, temperatura ecc. di un gas semplicemente mediando l'imprevedibilità dei movimenti delle particelle, allo stesso modo per il mondo le informazioni significative giungono da medie. Dunque il Progresso, la situazione storica, le idee dominanti non sono che valori mediati in lento movimento, così come i parametri termodinamici in una trasformazione quasi-statica.

Quello che appare è allora l'inutilità del moto personale: esso può essere secondo o contro corrente, verso l'alto o verso il basso, teso al futuro o rivolto al passato. Lo stato di un atomo in un gas è assolutamente ininfluente, in una popolazione così numerosa, sul comportamento del valore medio e "Dio e il mondo badano soltanto a lui e non a noi" afferma l'autore. La Storia del mondo è allora Storia della mediocrità e questo è per Musil non senza scopo: tale configurazione permette di pesare gli alti e i bassi, la presenza di progressi e regressi, le forze e le debolezze, i diritti concessi e quelli strappati, in una parola l'"inafferrabilità spirituale" della vita giungendo a preservarne uno stato medio.

La Storia è la media di milioni di storie, per definizione, e ad Ulrich pare assurdo ed infantile accusare il mondo di mediocrità: non è possibile rinfacciare ad una media la sua mediocrità. Ulrich vede in tutto ciò non solo un ibrido compromesso di cui accontentarsi, ma una via di salvezza dell'umanità che per conservarsi deve guardarsi tanto dall'intraprendenza del genio quanto dalla stupidità (valori limite ugualmente pericolosi).

Tuttavia a distanza di centinaia di pagine Ulrich afferma con convinzione che il genio è "l'unico valore umano assoluto, anzi, l'unico valore umano e basta". Non è infrequente trovare apparenti incongruenze e contraddizioni interne nel romanzo. Il perno della questione è nello scoprire cosa sia la genialità e nella capacità di distinguerla dalle sue "imitazioni senz'anima".

A tale quesito Ulrich non è in grado di rispondere e il suo ragionare, pur invogliato a penetrare il problema, si invischia nelle definizioni che man mano uomini celebri, filosofi e sapienti hanno dato del genio. Il punto di arrivo vede Ulrich paragonare le sue domande ad una meteorologia che non solo ignora che tempo farà domani, ma nemmeno sa quello che è successo ieri. Il giudizio della genialità è allora figlio dei tempi e vincolato al loro mutare: non siamo in grado di dire se qualcuno sarà genio o se qualcun altro in passato lo sia stato sebbene sia innegabile coglierne l'ombra ogni volta che si fanno strada nel mondo idee nuove.

Tuttavia, nota il protagonista, non è affatto detto che la genialità sia espressione di grandezza d'animo e mente anzi, lo sperpero di energie e ambizioni spese nel tentativo di conquistarne la reputazione è da considerare più come uno scompenso dello spirito.[senza fonte]

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

Edizioni originali
  • Der Mann ohne Eigenschaften, 1930-1933.
  • Der Mann ohne Eigenschaften, edizione critica a cura di Adolf Frisé, 1978.
Traduzioni italiane
  • L'uomo senza qualità, traduzione di Anita Rho, introduzione di Cesare Cases, Torino: Einaudi, 1956; 1962 (coll."Gli Struzzi"); 1962 (coll. "I Millenni").
  • L'uomo senza qualità, nuova edizione italiana a cura di Adolf Frisé, traduzione di Anita Rho, Gabriella Benedetti e Laura Castoldi, introduzione di Bianca Cetti Marinoni, Torino: Einaudi, 1996 (coll. "NUE"); 1997, 2005 (coll. "ET", ISBN 88-06-17382-0).
  • L'uomo senza qualità. Pagine inedite, traduzione e cura di Claudia Sonino, Milano: Il saggiatore, 1983 (coll. "Biblioteca delle Silerchie").
  • L'uomo senza qualità e scritti inediti, edizione e presentazione di Adolf Frisé, traduzione, note e bibliografia di Ada Vigliani, prefazione di Giorgio Cusatelli, Milano: Mondadori, 1998, 2001 (ISBN 88-04-41972-5).
  • L'uomo senza qualità, versione integrale dell'edizione originale, traduzione di Irene Castiglia, introduzione e cura di Micaela Latini, Roma: Newton Compton, 2013 (ISBN 978-88-541-4675-4),

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