Gruppo Richemont

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Richemont
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Stato Svizzera Svizzera
Tipo Società anonima
Borse valori Borsa di ZurigoCFR
Fondazione 1988 a Ginevra, Svizzera
Sede principale Bellevue
Persone chiave Norbert Platt (direttore generale)
Settore Industria del lusso
Prodotti Orologi, gioielli
Fatturato Green Arrow Up.svg 6,89 miliardi EUR (2011)
Dipendenti 18.800 (2008)
Sito web richemont.com

Il gruppo Richemont è una holding finanziaria, quotata alla Borsa di Zurigo e con sede a Ginevra, che riunisce marchi del lusso di consolidata tradizione, i quali nel corso degli anni sono stati acquisiti in tutto o in parte dal gruppo, ed ora vengono gestiti in modo sistemico, con metodologie di management avanzate, secondo strategie di posizionamento e di crescita supportate dal gruppo stesso. Con cinque miliardi e trecento milioni di euro fatturati nel 2008 e 18.800 dipendenti, il gruppo Richemont, è uno dei principali attori nel mondo del lusso. L'identità di prodotto dei brand o maison è radicata prevalentemente nell'alta orologeria e nella gioielleria. La maison leader del gruppo è Cartier, maison gioielliera numero uno al mondo, che da sola realizza quasi la metà del fatturato dell'intero gruppo, seguita da Montblanc. Uno dei tratti distintivi del gruppo per lo sviluppo delle maisons, sta nel concedere una certa libertà ed autonomia ai marchi, consentendogli di seguire il sentiero di crescita più congeniale ai valori ed alle tradizioni del brand.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia del gruppo Richemont è legata a quella della famiglia Rupert, i maggiori promotori e finanziatori. Anton Rupert, originario del Sudafrica, era un imprenditore già negli anni 40, nel campo del tabacco e delle estrazioni minerarie. Nella sua prima fase imprenditoriale era l'azionista di maggioranza del gruppo Rembrandt, nel quale Rothmans International, rendeva i migliori profitti. L'approccio e la successiva strategia di acquisizione di maison del lusso, inizia negli anni Settanta, con progressive acquisizioni di Cartier Monde, in un periodo in cui la maison attraversava un problema di identità e di governance. A Cartier Monde, apparteneva anche Dunhill, detentrice a sua volta di quote in Montblanc ed in Chloé. Una delle prime operazioni per Cartier, fu il lancio della linea Must de Cartier, un successo che rinforzò lo storico marchio gioielliero parigino. Il gruppo Vendome, così era chiamato il primo nucleo del gruppo Richemont, nacque su solide basi finanziarie, anche perché la famiglia Rupert non abbandonò nel frattempo gli interessi nel campo del tabacco e delle miniere. Johann Rupert, figlio maggiore di Anton, è il prosecutore e il finalizzatore della strategia di acquisizione e di concentrazione iniziata dal padre. Johann si forma come banchiere negli Stati Uniti, presso la Chase Manhattan Bank (→ JP Morgan Chase), unendosi poi alla gestione familiare del gruppo Vendome. Nel 1988 Johann Rupert separa il business delle miniere e dei tabacchi da quello del lusso, pone la sede a Ginevra e diviene amministratore delegato del gruppo, ora Richemont, un nome inventato ma perfettamente in linea con il core business. Nel 1999, Rupert comprò il 60% dello storico gioielliere Van Cleef & Arpels, per 265 milioni di dollari, e nel 2002 pagò 1,86 miliardi di dollari per tre storici marchi orologieri: Jaeger le Coultre, Iwc e A.Langhe & Söhne. "Non si tratta solo di quello che compri - ha dichiarato alla stampa - ciò che conta è la possibilità di supportare i brand quando le cose si mettono male. Si crea maggior valore azionario costruendo una reputazione piuttosto che comprandola."[1] Johann Rupert è stato definito dalla stampa "Rupert l'orso", perché è molto cauto, riluttante a farsi intervistare, ed anche perché in una dichiarazione del 2006 predisse la crisi economica (l'orso di Wall Street) iniziata il 2008. Attualmente detiene circa il 9% del gruppo Richemont, una quota sufficiente a decretarlo azionista di maggioranza. A differenza degli altri gruppi del lusso, che spesso producono nelle stesse fabbriche e creano delle sinergie nella distribuzione e nella comunicazione, il gruppo Richemont mantiene le maisons indipendenti una dall'altra. "L'integrità del prodotto deve essere considerata più importante delle sinergie - spiega Rupert - il consumatore vuole avere la garanzia che gli orologi Piaget siano fatti nella fabbrica Piaget."[2]

I Brand[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo Richemont è diversificato in cinque aree di business: orologi, gioielli, pelletteria ed accessori, strumenti da scrittura e altre aree di business, in quest'ultima rientra l'area moda e fashion, che sta gradualmente crescendo di importanza all'interno del gruppo. Si tenga presente che la seguente classificazione è necessariamente arbitraria. Cartier, ad esempio, è anche una maison di orologi, discorso analogo per Montblanc.

Maisons gioielliere[modifica | modifica wikitesto]

Manifatture orologiere[modifica | modifica wikitesto]

Maisons di strumenti da scrittura[modifica | modifica wikitesto]

Maisons di pelletteria ed accessori[modifica | modifica wikitesto]

Altre aree d'affari[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Compagnie Financière Richemont SA - History, including Significant Investments and Divestments
  2. ^ Compagnie Financière Richemont SA - Press Releases

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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