Panerai

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Officine Panerai
Stato Italia Italia
Fondazione 1860 a Firenze
Fondata da Giovanni Panerai
Sede principale Milano
Gruppo Richemont
Settore Orologeria
Sito web www.panerai.com

L'Orologeria G. Panerai & C. è una delle più importanti società di orologeria del mondo con sede a Milano: specializzata nella produzione di orologi subacquei, originariamente da palombaro, contraddistinti dalla elevata e classica raffinatezza tecnologica.

La caratteristica distintiva dei modelli Panerai è il fatto di riprodurre gli stessi orologi di cui si serviva la marina militare italiana (e non solo) negli anni Trenta, Quaranta e oltre, del XX secolo. Data fondamentale per la casa produttrice è il 1997, quando la proprietà passa alla holding finanziaria svizzera Richemont[1] portando la produzione da poche centinaia di pezzi annuali alle decine di migliaia attuali.

I possessori e appassionati di questa firma sono chiamati Paneristi: esistono loro circoli in tutto il mondo. Dal 1972 la denominazione di azienda è Officine Panerai: decisione presa da Dino Zei, amministratore e direttore dell'epoca.

Giovanni Panerai di fronte al suo negozio di orologi nel 1860

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Venne fondata nel 1860 a Firenze da Giovanni Panerai (1825-1897) che aprì sul Ponte delle Grazie una piccola attività di lavorazioni meccaniche di alta precisione e di orologeria. Negli anni seguenti, con la scomparsa di Giovanni Panerai, il nipote Guido (1873-1934) figlio di Leon Francesco primogenito di Giovanni, prese in mano le redini dell'azienda. Dopo diversi traslochi si trasferì nella sede "storica" per eccellenza in Piazza S. Giovanni di fronte al Battistero, nel palazzo Arcivescovile. L'orologeria Svizzera (nome attribuito a Guido) diventa concessionaria delle più importanti marche svizzere di orologi, prima fra tutte Rolex con la quale si creò un rapporto esclusivo e privilegiato che aiutò a costruire i primi orologi Panerai. Guido Panerai era un uomo ricco di inventiva, frequentò l'accademia delle belle arti ed era anche un pittore di talento, costituì un'altra attività la "Guido Panerai officina meccanica". Ebbe 2 figli. Maria e Giuseppe, con quest'ultimo nel 1925 aprì la Guido Panerai & Figlio con ragione sociale di commercio di utensili di precisione e forniture d'orologeria" Giuseppe era una persona geniale, un uomo appassionato del proprio lavoro, inventò e brevettò le più disparate cose, ma l'invenzione della "svolta" fu quella del Radiomir. Era un procedimento per rendere autoluminosi quadranti di strumenti, congegni di mira e reticoli per cannocchiali. Il procedimento ottenuto impiegando una miscela di fosforo e materiale radioattivo in pasta, veniva introdotta in alveoli ricavati nel materiale costituente il quadrante dello strumento o il reticolo del cannocchiale, oppure in tubetti di materiale trasparente. Il Radiomir portò l'attenzione della Regia Marina verso questa azienda, celebri i traguardi autoluminosi dei MAS ed i sistemi di puntamento per cannoni. Negli anni seguenti le attività dell'azienda divennero totalmente condizionate dalle necessità della Regia Marina.

Evoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1936 il primo gruppo sommergibili della Regia Marina richiede alle officine Panerai un orologio da polso in grado di affrontare le immersioni in mare e che offra visibilità in acque profonde e non limpide, nacque l'orologio Radiomir. Vennero approntati ovviamente dei prototipi, con quadrante con indici a barretta e punti con varie tipologie di quadrante incluso quadrante d'ispirazione Rolex california dial, ovvero la metà superiore con numeri romani e la metà inferiore con numeri arabi.

Radiomir del 1936 con cifre romane ed arabe

Poi, con il quadrante con cifre arabe ai punti cardinali e indici a barretta, in uno dei primi prototipi con quadrante composito in bachelite, fissato al fondo in ottone tramite 2 rivetti al centro del quadrante stesso.

Radiomir quadrante con cifre arabe ai punti cardinali

Nel 1938 iniziarono le prime forniture alla Regia Marina. Il quadrante era a sandwich oppure detto anche modello Parigi (nome del suo inventore) cioè composto da due parti, la parte inferiore era uno "scatolino" che conteneva la miscela al radio (contenuta da un velo di plexi) e la parte superiore con i numeri e gli indici traforati. La cassa è in acciaio a forma di cuscino 47mm, con anse saldate a filo, corona a vite con inciso la corona Rolex.

Il fondello a vite di forgia personalizzata con apertura tramite una chiave speciale sfaccettata di fornitura Rolex. All'interno del fondello i punzoni di Rolex, i numeri seriali e di referenza. Il calibro è il Rolex 618 di derivazione Cortebert, a carica manuale 16 linee e 1/2 e 15 rubini, in seguito a 17 rubini con maggiori rifiniture.

Il vetro è una specie di plexi, chiamato Perspex di circa 4 mm di spessore. Questi orologi sono al polso, durante la seconda guerra mondiale, dei Marinai dei mezzi d'assalto della Xª Flottiglia MAS e del gruppo Gamma, sono parte dell'equipaggiamento individuale insieme a bussole e profondimetri, erano al polso di Luigi Durand De La Penne Medaglia d'Oro al Valor Militare ed al suo secondo MOVM Emilio Bianchi, una delle 3 coppie di assaltatori della Xª MAS della Regia Marina che a bordo del famigerato Maiale (SLC Siluro a Lenta Corsa) nel dicembre del 1941 sferrarono un attacco alla marina britannica nel munito porto di Alessandria d'Egitto affondando le 2 navi ammiraglie della flotta Inglese nel Mediterraneo. Erano al polso del presidente dell'Ass. combattenti Xª Flottiglia MAS e MOVM Luigi Ferraro mentre da solo nella primavera del 1943 affondava 4 navi al largo del porto di Alessandretta (Turchia). Erano al polso di Licio Visentini, altra Medaglia d'Oro della Xª MAS, mentre dal ventre della Nave Olterra usciva con il suo SLC all'attacco del porto di Gibilterra.

Radiomir senza dicitura sul quadrante

Sono stati assegnati anche a soldati di altre nazioni, i Kampfschwimmer tedeschi della KM, che si addestrarono dai Gamma della Xª Flottiglia MAS durante il periodo della RSI in Italia. Questi orologi erano privi di dicitura sul quadrante, anonimi, ma di sicura fabbricazione Panerai.

Tutti i cinturini montati sui Panerai erano in pelle fustellata e di lunghe dimensioni per essere indossati sopra la muta, con una fibbia ad ardiglione opportunamente dimensionata. Oltre agli orologi la Panerai fornisce altri oggetti da polso quali bussole e profondimetri con varie scale per diversi usi, questi oggetti avevano un diametro di circa 70 mm, ora sono molto ricercati dai collezionisti.

Bussola

Durante il conflitto, le "officine meccaniche G.Panerai & figlio" intensificarono i progetti per la Regia Marina, alcuni commercializzati o meglio venduti alla Marina stessa ed altri rimasti allo stato di prototipo, questo è il caso del cronografo Mare Nostrum. Orologio realizzato in un paio di esemplari destinato agli ufficiali della Marina, vedrà la commercializzazione solo in un futuro lontano.

Prototipo di Mare Nostrum

Sempre durante il conflitto venne evoluto soprattutto il progetto Radiomir, l'esperienza e l'utilizzo prolungato in ambienti ostili evidenziarono dove intervenire per migliorare: per prima cosa le anse a filo vennero abbandonate in quanto tendevano a dissaldarsi, piegarsi ed anche a strapparsi, così nacque la ref 6152, 47mm di diametro escluso corona e anse le quali erano direttamente integrate alla cassa, quest'ultima maggiorata nelle dimensioni dello spessore della carrure, mantenendo però sempre la corona ed il fondello a vite di fornitura Rolex.

A volte però l'uso prolungato della corona (il vecchio calibro Rolex 618 a carica manuale costringeva l'operatore a ricaricare l'orologio quotidianamente) usurava la guarnizione di tenuta della stessa e non garantiva quell'impermeabilità necessaria all'orologio che si allagava, questo inconveniente venne risolto con un brevetto che oggi è il marchio di fabbrica dei Panerai, ossia il ponte proteggi corona: una mezzaluna in acciaio con una leva eccentrica che serra la corona sempre alla stessa posizione e quindi non pressa in maniera diversa la guarnizione di tenuta della corona stessa. Brevetto semplice ma efficace, il suo disegno rende l'orologio inconfondibile (la tenuta stagna dell'orologio è di 20 atm pari a 200 m). Questo dispositivo verrà brevettato solo nella seconda metà degli anni cinquanta, ma il suo utilizzo era in opera già da oltre un decennio.

Dettaglio del ponte proteggicorona

Altro intervento fu nella meccanica. Fu affiancato al Rolex 618 un movimento Angelus240, 16 linee e 15 rubini, questo aveva una riserva di carica di 8 giorni, così facendo la corona di carica veniva svitata solamente una volta a settimana e la relativa guarnizione di tenuta era meno sollecitata a pressioni. Il quadrante venne modificato, fu inserito un contasecondi ad ore 9.

Nel dopoguerra la collaborazione tra la Panerai e la neonata Marina Militare Italiana continuò. Vennero richieste nuove forniture da affidare ai propri reparti speciali, oltre a orologi, bussole, profondimetri, torce e coltelli, qui fotografate insieme al coltello Galeazzi costruito su specifiche del neonato Comsubin.

Orologio, bussola, profondimetro, torcia insieme al coltello Galeazzi costruito su specifiche del Comsubin

Tuttavia un elemento distintivo degli orologi Panerai non poteva più essere usato perché considerato nocivo, il Radiomir, venne così studiata una miscela a base di trizio che venne chiamata LUMINOR che sostituì anche la dicitura sui quadranti stessi. Il Luminor è l'orologio Panerai del dopoguerra, anche se ci saranno altre forniture con quadranti al Radiomir, casse con corona e movimento Rolex.

Uno dei primi Luminor

I quadranti di questo periodo potevano avere diverse diciture: Luminor Panerai, Marina Militare, oppure entrambe le diciture.

Anni cinquanta[modifica | modifica wikitesto]

Non solo la Marina Militare italiana si servì di Panerai, nella prima metà degli anni cinquanta, fu l'Egitto con la sua Marina a chiedere una fornitura speciale di orologi e di strumenti da polso (questo perché le due Marine erano a stretto contatto tra loro). Panerai crea la ref.6154, simile al 6152 ma di spessore inferiore ed inferiore anche l'impermeabilita'10 atm/100m, questo modello utilizzava solo il movimento Rolex ed il quadrante al Radiomir. Vennero prodotti circa 30 esemplari, i collezionisti lo ribattezzano Egiziano piccolo.

Radiomir10.jpg

Nel 1956, sempre la Marina Egiziana richiede un'altra fornitura alla Panerai con specifiche di tenuta maggiori rispetto alla precedente, l'utilizzo del ponte proteggicorona e l'aggiunta di una ghiera girevole con scatti di 5 min in 5 min (brevettata) per il calcolo dei tempi di immersione, le sue dimensioni erano a dir poco mastodontiche 60mm di diametro senza contare le anse e il ponte proteggi corona, il fondello era serrato alla lunetta interna alla ghiera girevole da 6viti antimagnetiche (prodotte in Panerai) che erano passanti alla carrure, il calibro scelto era l'Angelus 240 8gg ris di carica ed il quadrante al Radiomir. Nacque così la referenza GPF 2/56, prodotto in una cinquantina di esemplari più svariati prototipi.

Egiziano-panerai.jpg

Il vetro plexi dell'egiziano grosso (questo è il nome che comunemente gli appassionati e collezionisti chiamano il GPF2-56) è particolare, presenta un dente che pressa la guarnizione di tenuta ed il tutto è racchiuso dalla ghiera/lunetta fissata dal fondello tramite le 6 viti passanti alla cassa stessa.

Anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni sessanta anche la Marina Israeliana chiede forniture alla Panerai (ricordiamo che i due paesi erano ai ferri corti tra di loro e che reparti speciali di entrambi si addestravano presso gli incursori Italiani utilizzando le stesse tecniche e forniture, logicamente in tempi diversi). Venne studiato per gli Israeliani un prototipo a doppio ponte, dove il secondo ponte a mezzaluna serve a bloccare la ghiera girevole tramite una levetta. Il calibro era il Rolex 618. Tale progetto rimane solo sotto forma di prototipo, se ne conoscono un paio di esemplari.

Doppioponte.jpg

Il metodo di costruzione dell'Israeliano è simile a quello dell'Egiziano, 6 viti che dal fondello si stringono alla ghiera passando attraverso la carrure, il tutto logicamente con delle guarnizioni di tenuta tra i singoli elementi.

La referenza 6152 1 poteva avere il ponte proteggi corona oppure no, poteva montare angelus o Rolex, avere il quadrante al Radiomir o Luminor, insomma non c'è una regola precisa che identifichi un singolo modello ed inoltre questa referenza è rimasta invariata per decenni, dalla seconda metà degli anni 50 fino ai 70 e forse anche agli inizi degli 80.

Radiomir12.jpg

Una cosa da segnalare è la presenza del numero seriale dell'orologio tra le anse e a volte il fondello inciso con la sigla di reparto.

Pontepanerai2.jpg

Come detto furono forniti, oltre agli orologi, bussole di diversi modelli. Questo prototipo di bussola risale ai primi anni dopo il conflitto e presenta il corpo in plexi, al suo interno la rosa dei venti è piana con la dicitura dell'ovest in Inglese (W), il cinturino è in pelle con fibbia ad ardiglione, la sua forma sarà poi ripresa ed evoluta nei modelli tipici assegnati alla Marina Militare.

Anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1972 muore Giuseppe Panerai e la denominazione diventa Officine Panerai Srl, l'azienda che prima era conduzione famigliare cambia ragione sociale e il suo neo direttore è un giovane ufficiale della Marina Militare Italiana, l'ing. Dino Zei (che gestirà l'azienda per alcuni decenni) proviene dal reparto del COMSUBIN ed ha lavorato a stretto contatto con Giuseppe e da lui ha imparato a condurre l'azienda e sarà proprio il volere di Giuseppe a portarlo alla guida delle Officine Panerai. In questi primi anni settanta le forniture alla Marina Militare proseguono copiose e si studiano nuovi prodotti che rispondono positivamente alle esigenze di un reparto così particolare qual è il raggruppamento Teseo Tesei (nome che viene dal progettista del SLC e Ufficiale della Xª MAS morto in azione nel luglio del 41 a Malta e medaglia d'oro alla memoria). Qui lo studio della bussola da polso si evolve, ed eccola con una rosa dei venti su un quadrante troncoconico che permette la lettura anche se la bussola non è perfettamente in asse, gli indici e le lettere che indicano i 4 punti cardinali sono trattati al luminor. Il corpo è in alluminio e la calotta in plexi con una linea di fede, c'è anche una ghiera girevole con 2 indici luminescenti applicati. il cinturino è in nylon/seta con una grossa fibbia marchiata GPF Mod. Dep., la bussola ha una sua referenza BSP851.

...l'evoluzione della specie, alla bussola BSP851 postata in precedenza segue la BSP852 con la calotta nera con solo una finestra aperta sulla rosa dei venti troncoconica (dalla quale è possibile leggere un settore pari a 45 gradi), gli indici e le lettere che indicano i punti cardinali, trattati al trizio ma sono anche illuminati da un tubetto inserito sotto la calotta stessa, questa novità era ancora un nuovo brevetto di autoluminescenza chiamato TRASER, erano delle micro ampolle contenenti del gas di trizio. Per la realizzazione del TRASER i tecnici Panerai si ispirarono al loro primo famoso brevetto: il Radiomir, allora nelle ampolle c'era la miscela di radio, ora gas di trizio. Le indicazioni della bussola sono sfasate di 180 gradi per l'utilizzo a traguardo.

Nella seconda serie di bussole, del periodo a cavallo degli anni settanta-ottanta, la ghiera girevole non viene più usata ma il principio di funzionamento cosiddetto "a traguardo" è lo stesso ed anzi questa bussola viene anche utilizzata su dispositivi quali trascinatori individuali.

Anche i profondimetri avranno delle modifiche, dal sistema a "Bourdon" (nome derivante dal suo inventore) si passerà al sistema a membrana, qui potete ammirare un profondimetro con indici e numeri al luminor con la possibilità di spostarli all'interno del quadrante ad ogni manutenzione, il suo funzionamento era a "Bourdon", la base è in acciaio inox amagnetico, calotta in metacrilico trasparente con valvola laterale di equilibrio della pressione mentre alla base del corpo era presente un elemento di filtraggio che era collegato al sensore manometrico, siamo negli anni 50/60 e si useranno diverse scale di misurazione di profondità, dai 15 metri fino anche ai 60 metri.

Profondimetro1.jpg

Ed ecco un "vecchio profondimetro" al Radiomir a quadrante fisso, qui siamo negli anni cinquanta ed anche la sua indicazione è a 50m, è un profondimetro Bourdon da "difesa" o meglio per Palombari abituati a profondità maggiori rispetto agli operatori di SLC o ai gamma che utilizzano il sistema di respirazione ARO, dove il circuito chiuso e l'utilizzo dell'ossigeno puro a grandi profondità è praticamente letale.

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Ed ecco un "vecchio profondimetro" a membrana con indicazione a lancetta e quadrante al luminor fisso, siamo negli anni settanta e le novità non sono finite perché seguiranno altri modelli con referenza PSP861 con indicazione fissa al traser e quadrante mobile con scala incisa al trizio, qui vediamo un modello che appartiene al museo Panerai curato dal Ing. Ugo Pancani, il suo cinturino è in Nylon e seta intrecciato e presenta il fibbione GPF Mod.Dep.

Profondimetro3.jpg

Profondimetro a membrana con indicazione a lancetta e quadrante al fisso degli anni settanta, la scala è a 15 metri e fa parte degli oggetti adatti agli operatori di SLC o SSB o ai gamma per le missioni di attacco.

Comunque in questi anni oltre agli oggetti da polso vi sono anche le torce per l'utilizzo subacqueo, qui un esemplare con testa cambia colori, ricordo che vi era un dispositivo di compensazione manometrica che impediva di accendersi o spegnersi al cambiare della pressione subacquea.

Torcia-panerai.jpg

Qui abbiamo due torce di forma classica, dove un modello ha una lampadina come fonte di luce e l'altra utilizza un brevetto Panerai di nome Elux, dove la classica lampadina è sostituita da un disco elettroluminescente alimentato a bassa tensione ma a frequenza molto alta, il disco si illumina ed emette una luce biancastra. Il corpo della torcia è ricoperto di gomma antiscivolo ed il dispositivo di accensione ha la possibilità di essere bloccato per non subire la pressione delle profondità marine.

Torcia-panerai2.jpg

Dagli anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda metà degli anni ottanta fu progettato un orologio per le grandi profondità, impermeabile a 1000 m, in titanio con movimento ETA automatico e indicazioni ore, minuti e secondi, il quadrante era trattato al trizio e presentava i classici numeri arabi al 3, 6, 9 e 12 ed oltre agli indici a barretta aveva anche la minuteria sull'esterno del quadrante, ed il marchio OP faceva la sua comparsa per la prima volta su un segnatempo della casa, mentre le lancette delle ore e dei minuti avevano i Traser al posto del classico trizio, questo orologio rimarrà solo allo stato di prototipo.

Nel 1997 la Officine Panerai è stata acquisita da un'azienda svizzera e ha spostato la sua sede a Neuchatel trasferendo il marchio e le officine di lavorazione.

Negli anni duemila l'azienda ha costruito il suo primo movimento, mentre in passato aveva sempre utilizzato movimenti di altri marchi (Rolex, Jaeger LeCoultre).

Prototipo-panerai.jpg

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Richemont in a Rut - Businessweek

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