Olterra

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Olterra
Olterra (1961).jpg
Descrizione generale
Civil Ensign of Italy.svg
Tipo piroscafo cisterna
dal 1942 modificato come base per i SLC
Numero unità 1
Entrata in servizio 1940
Destino finale demolita 1961 a Vado Ligure
Caratteristiche generali
Autonomia NumeroMiglia mn a nodi NumeroNodi(Numerokm km a Velocità km/h)
Capacità di carico 4995 t
Armamento
Armamento 3 SLC
Note
Soprannome Olterra

[senza fonte]

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L'Olterra fu prima una nave da carico poi un piroscafo utilizzato nella seconda guerra mondiale in alcune operazioni italiane in Gibilterra, per sostituire il sommergibile Scirè affondato dagli inglesi. Venne demolita a Vado Ligure nel 1961.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'Olterra nacque come nave cisterna per commerciare tra Spagna e Italia, ma il 10 giugno 1940 quando attraccò al porto di Algesiras l'equipaggio fu informato che l'Italia era entrata in guerra perciò si decise di affondarla nei pressi del porto per non fornire in caso di cattura un mezzo efficiente ai nemici. Poco meno di 2 anni dopo fu deciso, l'idea venne a Antonio Ramognino un tecnico della Piaggio incorporato nella Xª Flottiglia MAS[1], di rimetterla in sesto per farla navigare di nuovo e riutilizzarla come base segreta dei militari italiani grazie all'appoggio inconsapevole dei militari spagnoli a cui si disse che la nave era semplicemente in riparazione, vista la posizione strategica vicino a Gibilterra così da prendere di sorpresa gli alleati inglesi[2]. Fu deciso che la Xª Flottiglia MAS lo riutilizzasse come base per gli attacchi alle navi nella rada e nel porto di Gibilterra, in quanto il trasporto con il sommergibile come mezzo avvicinatore era diventato troppo rischioso, questo a causa dell'aumentata sorveglianza della Royal Navy dopo le precedenti missioni dello Scirè . I primi componenti della nave vengono fatti arrivare in Spagna a Cadice, dove era presente la cisterna italiana "Fulgor" e poi da lì al piroscafo. Così a partire dal luglio 1942 a Gibilterra le operazioni partivano quindi sia dal piroscafo Olterra , sia dall'osservatorio Villa Carmela, basi segrete della Xª Flottiglia MAS in territorio spagnolo, neutrale. All'organizzazione delle due basi partecipava anche il SIM, con personale delle tre forze armate; tra questi il maggiore Ranieri di Campello, che dopo l'8 settembre 1943 partecipò alla campagna d'Italia nel Primo Raggruppamento Motorizzato[3].

Cronologia delle missioni effettuate dall' Olterra[modifica | modifica sorgente]

Alcune delle più importanti missioni del piroscafo:

  • 11 luglio 1942: la notte dei sommozzatori partirono dal piroscafo verso la spiaggia spagnola per armarsi e ricevere gli obbiettivi navali da colpire poi dalla spiaggia partirono con gli ordigni; la missione ebbe successo ma alcuni dei sommozzatori e degli ufficiali vennero scoperti e catturati (saranno rilasciati un paio di mesi dopo)[4]; nell'occasione vennero danneggiati 5 piroscafi;
  • 13-14 luglio 1942: vennero affondati 4 piroscafi per un totale di 10000 t[senza fonte];
  • 5 dicembre 1942[5]:partirono dei sommozzatori dal piroscafo per affondare le navi inglesi (presso porto di Gibilterra): Nelson, Formidable e la Furious; la missione fallì poiché i sommozzatori vennero scoperti e avvenne la reazione nemica con la conseguente morte di 3 militari italiani;
  • 8 maggio 1943: altro attacco a navi alleate presso il porto di Gibilterra: la Pat Harrison, la Mashud e la Camerata, tutte affondate;
  • 24 agosto 1943:attacco a navi alleate sempre in Gibilterra; navi affondate: petroliera Thorshøvdi, piroscafo Stanridge, piroscafo Harrison Gray Otis [6].

Struttura del piroscafo e reperto[modifica | modifica sorgente]

L' Olterra era una nave cisterna di 4995 t[7], da prima autoaffondata poi riutilizzata come base segreta. Per il riutilizzo della nave si effettuarono diverse modifiche non solo per fare in modo che galleggiasse di nuovo ma anche per costruire degli scomparti in cui immagazzinare e preparare per la missione i siluri pilotati[2]. In questi venivano tenuti normalmente 3 siluri SLC (ovvero siluri a lenta corsa), soprannominati maiali. Questo tipo di basi, dalle quali nuotatori e subacquei uscivano per attaccare le navi in rada, permisero a vari gruppi una serie di operazioni coronate da successo. Dopo il 1945 fu restituita al suo armatore. Demolita a Vado Ligure nei primi mesi di 1961.[8] Del piroscafo ci è pervenuto solo lo scafo che si trova al Museo Tecnico Navale di La Spezia[9].

Piano di attacco e equipaggio della missione[modifica | modifica sorgente]

L'Olterra viene utilizzato come base segreta da cui i sommozzatori attaccano le navi nei pressi di Gibilterra. L'equipaggio era costituito di due o tre ufficiali superiori che predisponevano gli obiettivi da colpire e venivano utilizzati nella missione da 6 a più sommozzatori: gli Assaltatori o Incursori e infine da tecnici col compito di riassemblare le parti dei siluri arrivati dall'Italia de-assemblati per superare i controlli spagnoli e successivamente immessi in una camera allagabile [10]. Tutti questi operatori componevano la Squadriglia dell'Orsa Maggiore. La nave stava ormeggiata nella baia di Algeciras. Esistevano due modi di attaccare le navi nemiche inglesi; primo: i subacquei partivano da Villa Carmela due per volta a intervalli regolari trasportando sott'acqua mine magnetiche, soprannominate mignatte[4], arrivati all'obiettivo attaccavano l'ordigno alla nave, la maggior parte delle volte allo scafo, da qui si allontanavano e ritornavano a terra e aspettavano che la mina deflagrasse; il secondo metodo prevedeva l'utilizzo dei siluri SLC che venivano modificati per utilizzarli come moto subacquee[11]; praticamente mai invece facevano un attacco diretto della nave con gli stessi siluri. Gli inglesi d'altra parte non capivano da dove partissero questi sommozzatori, ma una volta scoperto lo schema operativo, loro stessi riutilizzarono lo stesso schema, che garantiva una grande furtività, in altri teatri di guerra[4].

Le azioni degli incursori italiani ispirarono nel 1982 gli argentini che, durante la guerra delle Falkland, progettarono l'operazione Algeciras[12].

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Junio Valerio Borghese, Decima Flottiglia MAS, Milano, Garzanti, 1950.
  • Luigi Romersa, All'ultimo quarto di luna. Le imprese dei mezzi d'assalto, Milano, Mursia, 2005. ISBN 978-88-425-3439-6

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

A questo tipo di missioni con basi segrete e con l'azione dei sommozzatori per abbattere le navi nemiche sono dedicati vari lungometraggi; uno di questi è I sette dell'Orsa Maggiore, uscito nel 1953[13].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://it.novopress.info/6957/lolterra/
  2. ^ a b Nave Olterra
  3. ^ DAL DON A MONTELUNGO, IL MAGGIORE RANIERI CAMPELLO, URL consultato il 5 novembre 2009. , http://incursori.wordpress.com/2007/06/15/x%C2%AA-flottiglia-mas-breve-introduzione-2/, http://www.anaim.it/FEROLDI.HTM
  4. ^ a b c Rapp. Missione Feroldi
  5. ^ secondo:http://www.straulino.it/7maggio2002/gamma.htm sarebbe avvenuto il 7 dicembre 1942
  6. ^ Le azioni militari nel periodo 1916-1945
  7. ^ Trentoincina
  8. ^ Nave Olterra
  9. ^ Museo Tecnico Navale — Turismo Provincia La Spezia
  10. ^ Decima Flottiglia MAS
  11. ^ 3 siluri SLC
  12. ^ DAL DON A MONTELUNGO, IL MAGGIORE RANIERI CAMPELLO, URL consultato il 5 novembre 2009.
  13. ^ Intercard Srl - Manifesti Cinematografici Originali

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]