Gordola

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Gordola
comune
Gordola – Stemma
Case di Gordola con l'oratorio della Fraccia sullo sfondo
Case di Gordola con l'oratorio della Fraccia sullo sfondo
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Wappen Tessin matt.svg Ticino
Distretto Locarno
Amministrazione
Lingue ufficiali Italiano
Territorio
Coordinate 46°10′45″N 8°52′05″E / 46.179167°N 8.868056°E46.179167; 8.868056 (Gordola)Coordinate: 46°10′45″N 8°52′05″E / 46.179167°N 8.868056°E46.179167; 8.868056 (Gordola)
Altitudine 225 m s.l.m.
Superficie 7,25 km²
Abitanti 4 480[1] (31-12-2013)
Densità 617,93 ab./km²
Frazioni Burio, Gaggiole, Scalate, Gordemo, Monti di Motti, Rongia, Sant'Antonio
Comuni confinanti Cugnasco-Gerra, Lavertezzo, Locarno, Mergoscia, Tenero-Contra, Vogorno
Altre informazioni
Cod. postale 6596
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice OFS 5108
Targa TI
Nome abitanti gordolesi
Circolo Navegna
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Gordola
Gordola – Mappa
Sito istituzionale

Gordola è un comune svizzero del Canton Ticino all'imbocco della Valle Verzasca. Nel territorio comunale è compresa una parte del Lago di Vogorno.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Situato all'imbocco della valle Verzasca, sulla sponda sinistra del fiume; registrato nei documenti: Gordora (1200), (1219): Gordolla/e). Nel 1920 gli fu attribuita una parte delle Terricciole (126 abitanti nel 1930), territorio promiscuo amministrato fino a quel momento dai Comune di Locarno, Mergoscia e Minusio. Popolazione 150 abitanti nel 1596, 400 nel 1741 (con la frazione Mondacce, comune di Minusio), 290 nel 1850, 866 nel 1880, 550 nel 1900, 1419 nel 1950, 3878 nel 2000. In epoche passate Gordola si trovava sull'asse di importanti traffici.

Nel Medioevo il nucleo abitato era ubicato sui monti, poiché il piano era paludoso; il lago arrivava fino alle mura del castello (dell'XI/XII secolo, scomparso nel XIV secolo) dei feudatari del vescovo di Como. I Capitanei di Locarno possedevano a Gordola beni e diritti feudali. La vicinia di Gordola era l'unica tra quelle che costituivano la Comunità di Locarno a poter eleggere direttamente il proprio parroco; il comune aveva inoltre diritto alla nomina di un membro del consiglio della pieve. L'antica chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Vincenzo si trovava sul territorio di Tenero e costituiva una sorta di enclave; solo nel 1898 la prepositura venne trasferita nella chiesa di Sant'Antonio abate, già esistente nel XVI secolo, ma distrutta nel 1829 da un'alluvione e poi riedificata.

L'oratorio delle Grazie, che risale al XV secolo, è di particolare pregio. A Gordola vi era un convento dell'ordine misto degli umiliati (Santa Maria), fondato intorno al XII secolo e soppresso alla fine del XV secolo. Fin dal XIV secolo Gordola conobbe una forte immigrazione di abitanti della Verzasca che passavano la stagione invernale sul piano di Magadino; il loro trasferimento sul piano, inizialmente stagionale, divenne poi spesso definitivo. Dal 1695 la vicinia si suddivise in due squadre: quella dei vicini "autentici" e quella dei "nuovi" vicini, che si alternavano nella gestione del comune.

Nei secoli scorsi gli abitanti di Gordola erano tutti agricoltori e allevatori; il 14 agosto 1874 avvennero inondazioni che portarono rovina a Gordola, Magadino e causarono enormi danni ai lavori ferroviari della linea del San Gottardo[2]. nel 2000 invece il settore primario assorbiva soltanto una piccola parte della popolazione attiva. Circa un terzo dei residenti era attivo nel comune, dove sono sorti diversi stabilimenti legati alle attività del settore secondario e del terziario. Il quartiere di Motto-Rongia è nucleo protetto.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Statistica Svizzera - STAT-TAB: Popolazione residente permanente e temporanea per regione, sesso, nazionalità ed età
  2. ^ Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991, 70 .

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 116.
  • Siro Borrani, Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana raccolte dal sacerdote Siro Borrani prevosto di Losone, Tip. e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, Lugano 1896.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 3236, 328, 367-368.
  • Guglielmo Buetti, Note Storiche Religiose delle Chiese e Parrocchie della Pieve di Locarno, (1902), e della Verzasca, Gambarogno, Valle Maggia e Ascona (1906), II edizione, Pedrazzini Edizioni, Locarno 1969.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 144-145.
  • Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003, 23, 234, 236, 249, 342, 404.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 151, 162, 229.
  • Giovanni Lombardi, Gli impianti idroelettrici in Ticino, in «Arte&Storia», Il Ticino dell'acqua. Dalla formazione geologica del Cantone alle attività economiche, Edizioni Ticino Management, anno 12, numero 54, aprile-luglio 2012. Lugano 2012.

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