Gordola
| Gordola comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Cantone | |||||
| Distretto | Locarno | ||||
| Lingue ufficiali | Italiano | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 46°10′45″N 8°52′05″E / 46.17917°N 8.86806°ECoordinate: 46°10′45″N 8°52′05″E / 46.17917°N 8.86806°E | ||||
| Altitudine | 225 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 7,25 km² | ||||
| Abitanti | 4 450 (2011) | ||||
| Densità | 613,79 ab./km² | ||||
| Frazioni | Burio, Gaggiole, Scalate, Gordemo, Monti di Motti, Rongia, Sant'Antonio | ||||
| Comuni confinanti | Cugnasco-Gerra, Lavertezzo, Locarno, Mergoscia, Tenero-Contra, Vogorno | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 6596 | ||||
| Prefisso | 091 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice BFS | 5108 | ||||
| Targa | TI | ||||
| Nome abitanti | gordolesi | ||||
| Circolo | Navegna | ||||
| Localizzazione | |||||
Gordola[1] è un comune svizzero del Canton Ticino all'imbocco della Valle Verzasca. Nel territorio comunale è compresa una parte del Lago di Vogorno.
Indice |
[modifica] Il patriziato
Il comune patriziale denominato Corporazione patrizi gordolesi comprende tutte le famiglie anticamente originarie del luogo che amministrano i beni indivisi della comunità quali i boschi, i pascoli, i monti, gli alpi.
Dalla seconda metà del secolo XX vi possono far parte anche i figli di una patrizia sposata con un non patrizio e le mogli patrizie sposate con un non patrizio[2].
Corporazione patrizi gordolesi via San Gottardo 85 telefono: 091 745 34 04
[modifica] Storia
Situato sulla sponda sinistra del fiume Verzasca; registrato nei documenti: Gordora (1200), (1219): Gordolla/e). Nel 1920 gli fu attribuita una parte delle Terricciole (126 abitanti nel 1930), territorio promiscuo amministrato fino a quel momento dai Comune di Locarno, Mergoscia e Minusio. Popolazione 150 abitanti nel 1596, 400 nel 1741 (con la frazione Mondacce, comune di Minusio), 290 nel 1850, 866 nel 1880, 550 nel 1900, 1419 nel 1950, 3878 nel 2000. In epoche passate Gordola si trovava sull'asse di importanti traffici.
Nel Medioevo il nucleo abitato era ubicato sui monti, poiché il piano era paludoso; il lago arrivava fino alle mura del castello (dell'XI/XII secolo, scomparso nel XIV secolo) dei feudatari del vescovo di Como. I Capitanei di Locarno possedevano a Gordola beni e diritti feudali. La vicinia di Gordola era l'unica tra quelle che costituivano la Comunità di Locarno a poter eleggere direttamente il proprio parroco; il comune aveva inoltre diritto alla nomina di un membro del consiglio della pieve. L'antica chiesa parrocchiale dei santi Pietro e Vincenzo si trovava sul territorio di Tenero e costituiva una sorta di enclave; solo nel 1898 la prepositura venne trasferita nella chiesa di sant'Antonio abate, già esistente nel XVI secolo, ma distrutta nel 1829 da un'alluvione e poi riedificata.
L'oratorio delle Grazie, che risale al XV secolo, è di particolare pregio. A Gordola vi era il convento di Santa Maria dell'ordine misto degli umiliati, fondato intorno al XII secolo e soppresso alla fine del XV secolo. Fin dal XIV secolo Gordola conobbe una forte immigrazione di abitanti della Verzasca che passavano la stagione invernale sul piano di Magadino; il loro trasferimento sul piano, inizialmente stagionale, divenne poi spesso definitivo. Dal 1695 la vicinia si suddivise in due squadre: quella dei vicini "autentici" e quella dei "nuovi" vicini, che si alternavano nella gestione del comune.
Nei secoli scorsi gli abitanti di Gordola erano tutti agricoltori e allevatori; il 14 agosto 1874 avvennero inondazioni che portarono rovina a Gordola, Magadino e causarono enormi danni ai lavori ferroviari della linea del San Gottardo[3]. nel 2000 invece il settore primario assorbiva soltanto una piccola parte della popolazione attiva. Circa un terzo dei residenti era attivo nel comune, dove sono sorti diversi stabilimenti legati alle attività del settore secondario e del terziario. Il quartiere di Motto-Rongia è nucleo protetto.
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Armando Züllig dal 10/04/2005
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Edilizia religiosa
- La Chiesa di Sant'Antonio abate (Gordola)[4].
- L'oratorio della Beata Vergine delle Grazie, nel centro del borgo, è una piccola aula quadrata coperta con una volta a botte, con coro quadrangolare e campanile a vela, eretta forse nel biennio 1671-1672 inglobando l'originaria cappella della Vergine dei Miracoli attestata nel 1670. All'interno conserva un frammento d'affresco della Madonna col Bambino della fine del XV secolo proveniente dalla cappella primitiva.
- La cappella detta del Vescovo nella località di Selvatica, poco dopo la diga, sopra la strada cantonale, è un'edicola votiva costruita nel 1889 che conserva un affresco col Crocifisso.
- L'antico monastero di Santa Maria situato ai piedi dell'attuale frazione Rongia fino al 1344 fu abitato dai frati e dalla monache del secondo ordine degli Umiliati[5] oggi è scomparso.
[modifica] Edilizia civile
- Nei nuclei storici si conservano diverse case, esempio di architettura rurale, in parte d'origine medievale, con numerosi dipinti murali in facciata.
- Le Scuole comunali in via Scuole, progettate da Augusto Jäggli (1911-1999) e Marco Bernasconi, erette da quest'ultimo nel 1971; il complesso, comprendente anche una nuova mensa e una piscina, è articolato a pettine su un asse centrale, con i corpi delle aule digradanti sul pendio.
- La casa comunale del 1890 in via San Gottardo è una costruzione a tre piani dalle proporzioni armoniche; bell'esempio di architettura pubblica di fine Ottocento.
- La casa unifamiliare in via Montecucco, costruita nel 1997 da Sergio Cattaneo su un terreno scosceso, presenta un volume che si sviluppa su quattro livelli sfruttando appieno le risorse panoramiche.
- La scuola media in via Roviscaglie, eretta nel 1981 da Vittorio Pedrocchi, situata a sud del villaggio al margine dei nuovi insediamenti, si compone di tre blocchi di cemento armato a vista destinati all'insegnamento, allo sport e alle attività comunitarie.
- La casa unifamiliare a Gordemo in via Gordemo fu costruita nel 1995 da Gustavo Groisman e Sabina Snozzi Groisman al posto di una vecchia casa rustica il cui materiale di demolizione venne riutillizzato per lo zoccolo della casa.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Note
- ^ Gordola sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Patriziati affiliati all'ALPA
- ^ Motta, 1991, 70 .
- ^ Gilardoni, 1967, 367-368.
- ^ Borrani, 1896, 367.
[modifica] Bibliografia
- Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 116.
- Siro Borrani, Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana raccolte dal sacerdote Siro Borrani prevosto di Losone, Tip. e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, Lugano 1896.
- Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 3236, 328, 367-368.
- Guglielmo Buetti, Note Storiche Religiose delle Chiese e Parrocchie della Pieve di Locarno, (1902), e della Verzasca, Gambarogno, Valle Maggia e Ascona (1906), II edizione, Pedrazzini Edizioni, Locarno 1969.
- Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 144-145.
- Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
- Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
- Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003, 23, 234, 236, 249, 342, 404.
- AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 151, 162, 229.
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