Giuseppe Toma
| « Un lembo di "madre" terra immerso in un mare appena increspato che ospita nel grembo una copia in amore. La sintesi metafisica di un'isola "costruita" dove la terra è donna simbolo di fertilità. La dimora l'unione uomo-donna. Un luogo e un atto d'incanto solare con nuvole in amplesso veloce che sembrano svanire. Senso di solidità nel sogno. Leggerezza nelle nuvole. È in noi il desiderio di realizzare il grande amore "ideale" lasciando svanire l'amore "fugace". » | |
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(Giuseppe Toma, — Descrizione verbale de L'isola dei sogni[1])
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Giuseppe Toma (Novoli, 28 giugno 1935) è un pittore e scultore italiano.
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[modifica] Biografia
Dopo l'infanzia e la giovinezza trascorse nel natio Salento, Toma, nominato ufficiale dell'Esercito italiano, si è stabilito nel 1958 a Padova, città in cui è poi divenuto impiegato in un istituto di credito. L'esercizio di tali professioni si è svolto sempre in parallelo alla produzione artistica, seguendo un percorso espressivo che si è dipanato dalla più tenera età.
[modifica] L'attività artistica
Toma ha costantemente praticato varie forme di arti figurative, prediligendo tuttavia la pittura.
[modifica] Tecniche ed ambiti operativi
La maggior parte delle opere di questo autore può annoverarsi nella pittura ad olio su tela e nella litografia. Ha tuttavia realizzato alcuni pezzi di scultura in gesso.
[modifica] Periodi e poetica
Esordito nell'alveo di un più convenzionale realismo, verso gli anni ottanta la sua maturazione umana ed artistica lo portò ad imboccare quello che lui stesso definì "il nuovo sentiero".[2] Si è parlato — a giusto titolo — di una sorta di "animismo" nella rappresentazione di paesaggi, che assumono slancio vitale in modo naturale-magico, preludendo ad una fase ulteriore in cui l'antropomorfismo si fa più esplicito, la tendenza ad una poetica oscillante tra metafisica e simbolismo erompe con meridiana chiarezza. L'aspetto costante della sua produzione è un'inconfondibile ispirazione mediterranea, che rimanda alle mai dimenticate radici culturali ed esistenziali dell'artista.
I suoi esiti espressivi sono stati accostati a nomi quali De Chirico, Carrà, Rosai, Fiume e Sironi.[3]
[modifica] Opere principali
[modifica] Pittoriche
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[modifica] Plastiche
- Il castello dell'amore
- El Giza 2000
[modifica] Premi e riconoscimenti
- 1º premio internazionale Città di Taormina, 1979
- 1º premio internazionale Universale — Città di Firenze, 1980
- Medaglia d'oro per le belle arti Città di Salsomaggiore Terme, 1981
- Accademico benemerito delle belle arti dell'Accademia Toscana, Firenze 1981
- Accademico delle belle arti e del lavoro Salsomaggiore Terme, 1981
[modifica] Esposizioni
Toma ha tenuto esposizioni personali in città quali Padova, Ravenna, Lecce, Bassano del Grappa, Bibione, Piove di Sacco, Thiene, Monselice, Ferrara, Brescia, Parigi, Como, La Spezia, Treviso, Este, Vicenza, Selva di Val Gardena, Londra, Firenze, Abano Terme, Venezia, Camposampiero in un arco temporale intercorrente dal 1971 ai nostri giorni.[4]
Nel 2009, con altri sei artisti italiani, ha partecipato ad una mostra della durata di quattro mesi nella città polacca di Poznan.[5][6]
[modifica] Bibliografia
- Catalogo della mostra Giuseppe Toma, dal realismo al paesaggio antropomorfo — 1958 - 2002 (Padova, 24 settembre — 7 novembre 2004. Con il patrocinio del Comune di Padova)
[modifica] Note
- ^ Fonte: Giuseppe Toma, (1960 - 1995) 7 lustri di pittura
- ^ Giuseppe Toma, cit. in sezione "Bibliografia", presentazione di Paolo Rizzi, pag. 5
- ^ Ibidem, ut supra.
- ^ Toma e il suo astrattismo che non c'è ("Il Gazzettino", 20 agosto 2008)
- ^ L'arte italiana in Polonia
- ^ (PL) Sito dello spazio espositivo