Giovanna Bemporad
Giovanna Bemporad (Ferrara, 1928) è una poetessa e traduttrice italiana.
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[modifica] Biografia
Ragazza ebrea, figlia di un importante avvocato, fu studentessa del liceo "Galvani" di Bologna e allieva irregolare ma dichiarata di Leone Traverso, Carlo Izzo e Mario Praz, nonché amica di Camillo Sbarbaro, Cristina Campo, Paolo Mauri e Pier Paolo Pasolini (con il quale passò il periodo della guerra nei dintorni di Casarsa).
Ha esordito appena adolescente con una traduzione in endecasillabi dell'Eneide di Virgilio[1].
Durante il fascismo e la persecuzione degli ebrei, si firmò anche Giovanna Bembo (per esempio sulla rivista "Il setaccio"). Dopo la guerra, dichiaratasi provocatoriamente lesbica per motivi politici, per un periodo visse a Venezia.
I suoi versi furono raccolti per la prima volta nel 1948 nel volume Esercizi e ripubblicati, con numerose aggiunte[2], nel 1980 da Garzanti (con un risvolto di Giacinto Spagnoletti). Con questa opera vinse il Premio Vallombrosa, il Premio Stresa e il Premio Elea.
Negli anni precedenti aveva pubblicato presso Morcelliana l'Elegia di Marienbad di Goethe e gli Inni alla notte di Novalis (riproposti anch'essi da Garzanti nel 1986, insieme ai Canti spirituali). Presso Vallecchi era uscita l'Elettra di Hugo von Hofmannsthal (anch’essa ristampata in nuova stesura da Garzanti nel 1981 e rappresentata con successo al Teatro Olimpico di Vicenza).
Nel 1957 sposò Giulio Cesare Orlando (senatore nella IX legislatura), con Giuseppe Ungaretti come testimone di nozze e Giuseppe De Luca quale cerimoniere.
In due successive edizioni, nel 1968 e nel 1970, uscirono per le edizioni Eri i più bei canti dell'Odissea; nel 1983 Rusconi stampò un ampio florilegio dell'Eneide virgiliana. Nel 1990 la casa editrice fiorentina Le Lettere ha pubblicato (ristampandola nel 1992) l'opera a cui la Bemporad ha dedicato tutta la vita: la stesura definitiva in endecasillabi[3], non ancora completa, dell'Odissea con la quale ha vinto nel 1993 il Premio nazionale per la traduzione letteraria istituito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Un’edizione scolastica della stessa è uscita nel 2003 presso Einaudi[4]; una ristampa di Le lettere è poi uscita nel 2004.
Nel 2004 è stato pubblicato dalla piccola casa editrice milanese Archivi del '900, con il concorso della Scheiwiller Libri, il carteggio della Bemporad con Camillo Sbarbaro, Lettere di Camillo Sbarbaro e Giovanna Bemporad (1952-1964), con uno scritto di Gina Lagorio.
Enzo Siciliano, tra l'altro biografo di Pier Paolo Pasolini, prima della morte stava lavorando alla biografia dell'autrice.
L'ultima traduzione della Bemporad, il Cantico dei Cantici, è stata pubblicata dall'editore Morcelliana nel 2006, a cura della stessa autrice e con l'introduzione di Daniele Garrone.
Nel 2010 sono stati editi nuovamente, a cura di Andrea Cirolla, gli Esercizi vecchi e nuovi presso le Edizioni Archivio Dedalus di Milano; questa edizione ha la particolarità di comprendere, oltre alle poesie, anche una ricca antologia critica con testi di Pier Paolo Pasolini, Giacinto Spagnoletti, Andrea Zanzotto, Elio Pagliarani, Luciano Anceschi, Massimo Raffaeli ed Emanuele Trevi. La stessa raccolta di poesie, ancora riveduta e ampliata, è uscita, a cura di Valentina Russi, nel 2011 presso Luca Sossella Editore. Lo stesso anno le Edizioni Archivio Dedalus hanno pubblicato un dvd e un libro con una sua intervista a cura di Vincenzo Pezzella.
[modifica] Note
- ^ In parte ristampata nel 1983 in una Antologia dell’epica contenente anche brani dell'Iliade e dellOdissea.
- ^ Contengono un’ampia scelte di poesie: Diari, Disegni, Aforismi, Dediche ecc. e di traduzioni dagli antichissimi poemi indiani dei Veda, a Omero e Saffo, dai grandi simbolismi francesi (Charles Baudelaire, Paul Verlaine, Arthur Rimbaud, Stéphane Mallarmé, Paul Valéry) ai moderni lirici tedeschi (Friedrich Hölderlin, Rainer Maria Rilke, Stefan George).
- ^ Ha scritto Giovanni Raboni che è un lavoro "di infinito perfezionamento ritmico e sonoro, teso a restituire all’endecasillabo il suo diritto a esistere nella Poesia del Novecento con una pronuncia originale e moderna. È quasi impossibile, nel suo caso, fare distinzione fra testi originali e testi derivati: negli uni e negli altri circolano la stessa ansia di assolutezza formale, la stessa vitrea incandescenza, un’unica rarefatta ossessione".
- ^ con incisione a voce e commento di Vincenzo Cerami.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Il Cantico dei Cantici, pagina dell'ed. Morcelliana
- Edizioni Archivio Dedalus