Gaspare Tagliacozzi Trigambe

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Motivo: varie fonti riportano che il suo cognome fosse Tagliacozzi e la sua città natale Bologna. Segnalazione di --Fantomas 09:16, 28 set 2007 (CEST)

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Gaspare Tagliacozzi Trigambe (Tagliacozzo1546 – Bologna1599) è stato un medico italiano.

[modifica] Biografia

È l'inventore della plastica facciale e si è guadagnato l'appellativo di chirurgo dei miracoli. Era riuscito con gli anni ad acquisire una tecnica per rimettere la carne del braccio ai nasi, alle labbra, alle orecchie consumate dai cancri o mutilati. Così quel suo gusto per l'orrido divenne il buon gusto della bellezza, quella che sapeva restituire a chi l'aveva persa. Scrisse il suo metodo in Chirurgia nova de nasium, aurium, labiorumque defectu per insitionem cutis ex humero. Fu quindi un antesignano della chirurgia plastica e ricostruttiva. Dal 1570 tenne nello Studium di Bologna la cattedra di chirurgia, e nel 1590 anche di anatomia. Si chiamava, in realtà, Trigambe, ma per il suo paese di nascita un suo amico biografo lo chiamò Tagliacozzi.

[modifica] Etica professionale

Ma Trigambe non fu solo un grande precursore di una importante branca della medicina: fu anche un grande uomo perché dovette fare i conti con un credo religioso che, per i suoi esperimenti medici, lo additò come eretico. I suoi interventi, infatti, furono duramente condannati dalla Chiesa e da alcuni scienziati dell'epoca (Falloppio e Paracelsus). Nonostante ciò non mise mai fine alla sua voglia di conoscenza e mai arrestò il suo desiderio di sperimentare nuove cure per ricostruire i visi smembrati dei suoi pazienti. Dopo la sua morte, infatti, per 200 anni non si parlò più di chirurgia plastica. Si riteneva che un corpo, fatto a immagine e somiglianza di Dio, non potesse essere mutato. Le sue spoglie furono addirittura riesumate e bruciate. Ma le sue ragioni, da sole contro quelle del mondo di allora, ebbero la meglio e, come un delicato filo d'erba riesce a spuntare da sotto un potente strato di cemento, le sue idee e le sue pratiche mediche pian piano tornarono a indicare la giusta via da seguire nel campo della ricostruzione facciale. A Bologna il chirurgo tagliacozzano rivoluzionò, con un metodo tutto nuovo, il sistema per intervenire chirurgicamente sul viso. In quel periodo l'amputazione, anche del naso, era la pena per i numerosi adulteri, furti e tradimenti. Con il suo metodo riusciva a ricostruire nasi mutilati utilizzando lembi epidermici prelevati dagli arti superiori. Studiò un procedimento che consisteva nell'immobilizzare il braccio per molti giorni vicino al volto del paziente per consentire l'attecchimento del lembo nella nuova sede del naso. All'ingresso dell'archiginnasio di Bologna si osserva, oltre al busto in marmo del fondatore della città san Carlo Borromeo, quello del Trigambe. Nella sala anatomica in legno finemente intagliato c'è la sua statua con un naso in mano. A Tagliacozzo c'è una piazza dedicata al chirurgo.

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