Esecuzione di Gesù secondo i Testimoni di Geova

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Un esempio di stauròs secondo l'interpretazione dei Testimoni di Geova (disegno del XVII secolo)

Secondo i Vangeli[1] Gesù di Nazareth fu messo a morte su di una struttura definita con la parola greca σταυρός (stauròs).

I Testimoni di Geova sostengono che con tale termine gli evangelisti designassero un palo e la Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture, edita da questa confessione religiosa, rende σταυρός come "palo di tortura": Gesù non sarebbe dunque morto su una croce tradizionale. La tesi è contrastata da studiosi appartenenti ad altre confessioni religiose.

Elementi portati a sostegno dai Testimoni di Geova[modifica | modifica sorgente]

La Croce è considerata dai Testimoni di Geova un simbolo di origine pagana, in base al fatto che sarebbe stata ampiamente usata come simbolo religioso e come ornamento anche in epoca precedente[2].

Alla parola greca stauros viene attribuito il significato di un palo verticale, o di un elemento di una palizzata, a cui appendere qualsiasi cosa, o che si poteva usare per recintare un appezzamento di terra. Il cambiamento di significato si sarebbe verificato su influenza dei Romani, in seguito al loro dominio sul territorio in cui si parlava la lingua greca. Anche il termine latino crux avrebbe indicato in origine un palo verticale, e solo successivamente il significato sarebbe stato espanso in quello attuale[3]. Sono documentate presso i Romani anche forme di esecuzione in cui i condannati a morte erano appesi a dei pali senza alcun braccio trasversale[4].

Testimonianza negli scritti sacri cristiani in greco[modifica | modifica sorgente]

Per indicare lo strumento della morte di Cristo, Giovanni, che nel Vangelo è indicato come presente alla morte di Gesù[5] si servì della parola greca staurós[6], termine che secondo i Testimoni di Geova nel greco classico indicherebbe principalmente un palo diritto senza bracci trasversali[7].

I Testimoni di Geova si appoggiano ad una serie di studi che hanno esaminato la questione: secondo John Denham Parsons, nel libro The Non-Christian Cross[8] nessuna frase del Nuovo Testamento indicherebbe in qualche modo che lo stauros usato per mettere a morte Gesù avesse la forma di una croce. Anche secondo Hermann Fulda, nel libro The Cross and Crucifixion[9], Gesù sarebbe morto su un semplice palo di tortura, poiché questo sarebbe stato il mezzo di esecuzione utilizzato a quel tempo in Oriente e così sarebbe stato descritto nella storia della sua morte e in molte espressioni dei primi padri della Chiesa.

Testimonianze negli scritti sacri ebraici[modifica | modifica sorgente]

Secondo i Testimoni di Geova, costituirebbero prove dell'effettivo significato di stauros come palo verticale anche alcune citazioni bibliche: nel Deuteronomio si fa menzione di mettere al "palo" il cadavere di un condannato a morte[10].

In lingua ebraica non esisterebbe una parola corrispondente al termine italiano "croce": per designare tale oggetto si utilizzava la locuzione "trama e ordito", alludendo ai fili su un telaio. Nel passo biblico del Deuteronomio, il termine ebraico tradotto "palo" è `ets, che significa principalmente albero o legno, precisamente un palo di legno[11]. La pena di morte descritta nella Bibbia presso gli Ebrei avveniva per lapidazione. La parola aramaica ’a‘, corrispondente al termine ebraico `ets, compare in Esdra[12], dove riguardo ai violatori del decreto del re persiano vien detto: "Sarà tolta una trave dalla sua casa ed egli vi sarà messo al palo".

Nel tradurre i passi biblici del Deuteronomio e di Esdra, i traduttori della Versione dei Settanta usarono la parola greca xylon, lo stesso termine usato da Paolo nella Lettera ai Galati[13] e da Pietro[14]. Il termine xylon è usato diverse altre volte in riferimento al "legno" su cui fu appeso Gesù[15].

Critiche alla tesi dei Testimoni di Geova[modifica | modifica sorgente]

Studi da parte di appartenenti ad altre confessioni cristiane contestano le conclusioni dei Testimoni di Geova sul significato del termine stauròs: mancherebbe infatti qualsiasi certezza sulla forma dello stauròs, che fosse conformato a palo oppure a croce e la seconda ipotesi viene considerata più attendibile. Secondo Carpenter e Comfort[16], l'iscrizione posta sulla Croce di cui parla il Vangelo secondo Matteo: "al di sopra della sua testa (di Gesù) posero la scritta dell'accusa contro di lui: Questo è Gesù, il re dei giudei"[17], indicherebbe che lo stauròs fosse fatto a forma di croce, perché se fosse stato un palo l'iscrizione sarebbe stata sopra le mani. La parola epano, che significa al di sopra di, viene usata qui come in Matteo 2:9 ("si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino"), Luca 11:44 ("la gente vi passa sopra senza saperlo") e Giovanni 3:31 ("Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti"). Secondo i Testimoni di Geova, Matteo avrebbe voluto indicare semplicemente che la scritta era posta al di sopra di Gesù, considerando la testa un riferimento più importante delle mani.[18] Secondo Piccirilli[19] la forma dello stauròs fu diversa nelle diverse epoche. Ritengono che, nel caso dell'esecuzione di Gesù, lo stauròs indicasse effettivamente un palo con braccio trasversale Davies[20] e Isbouts[21] e lo stesso Picirilli[19].

Alcune fonti antiche pagane che descrivono il supplizio della crocifissione nel periodo in cui si scrivevano i Vangeli, descrivono la posizione del condannato con le braccia aperte.[22]

Lo "stauròs" è stato considerato legato alla lettera tau (T)[23], e questo accostamento compare anche, in relazione allo "stauròs" specifico di Gesù in fonti cristiane delle origini[24]. Un'altra prefigurazione del simbolo della Croce era stata ritenuta dai primi cristiani la posizione di preghiera di Mosè durante il combattimento contro Amalec[25]. Nella Lettera di Barnaba si dice: "Lo Spirito parla al cuore di Mosè di rappresentare la figura della croce (σταυρός) e di chi avrebbe dovuto patire (su di essa), per significare che se non crederanno in Lui saranno in guerra eterna": lettera di Barnaba, 12. La croce. Giustino di Nablus (100-165) paragona la croce a come veniva cotto l'agnello pasquale ebraico ovvero che si infilzava in verticale e poi sul dorso si metteva un pezzo di legno di traverso all'altezza del dorso per attaccarci gli arti[26] e ancora parla della posizione di Mosè come imitante la croce [27]. Nel II secolo i cristiani attribuivano allo strumento della morte di Gesù forma di croce.[28] Ireneo di Lione, padre della Chiesa vissuto nella seconda metà del II secolo scrive: "È per opera del Verbo di Dio che tutte le cose quaggiù sono state disposte e strutturate; per questo la crocifissione del Figlio di Dio si è compiuta anche lungo tutte quattro queste dimensioni, quando egli ha tracciato sull'universo il segno della sua croce"[29]; e la Lettera di Barnaba, ancora più antica, dice che Mosè, quando distese le braccia, rappresentava la forma della croce[30].

Esistono due papiri: il Papiro 66 e il Papiro 75 datati 200 d.C. dove il termine stauròs si presenta in una strana forma dove la T e la R sono unite proprio per formare una croce[31]

Tra le testimonianze archeologiche, che avallano la tesi della morte in croce e non su un palo, si menzionano lo scheletro, trovato nel 1968, di un uomo crocifisso vicino a Gerusalemme nello stesso secolo in cui è morto Gesù, e il graffito di Alessameno, un graffito blasfemo dove un uomo con la testa d'asino è posto su una croce e sotto delle scritte in greco, mentre a Ercolano (città colpita dall'Eruzione del Vesuvio del 79 d.C.) è stato trovato un inginocchiatoio a muro dove è presente incastonato il segno di una croce.[32]

La casa editrice Le Monnier ha protestato contro il modo di agire dei Testimoni di Geova nel citare il dizionario Liddell-Scott con omissioni che ne altererebbero la sostanza: si tratta della soppressione del termine "la Croce", riportato nel dizionario fra le accezioni possibili della parola greca ξύλον, e omesso nella citazione dei Testimoni di Geova.[33] Tale incomprensione è stata comunque risolta inserendo e correggendo la citazione nelle versioni posteriori al 1985.

Anche la citazione delle voci "σταυρός" e "crux" da The Imperial Bible-Dictionary del 1866 omette la parte nella quale si sostiene che quando questi termini sono stati per la prima volta usati in relazione a Gesù, il significato usuale non sarebbe più stato quello primitivo[34].

Chi contrasta la tesi dei Testimoni di Geova ritiene che essa venga smontata dallo stesso Vangelo:

« Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dissero allora gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò». »   (Giovanni 20,24-25)

«dei chiodi» ("Tòn èlon" - originale greco) dice l'apostolo Tommaso, non «del chiodo», come avrebbe dovuto esprimersi se il Maestro fosse stato appeso al palo con le mani sovrapposte.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Per esempio, Vangelo secondo Giovanni 19:17 e 19:25
  2. ^ L'Encyclopædia Britannica (Undicesima Edizione, Vol. VII, p. 506) riferisce infatti che "nella sua forma più semplice, la croce è stata usata sia come simbolo religioso che come ornamento, dagli albori della civiltà umana. Sono stati trovati vari oggetti, che risalgono a periodi molto anteriori all’èra cristiana, contrassegnati da croci di diverse forme, quasi in ogni parte del vecchio mondo”..
  3. ^ Patrick Fairbairn, The Imperial Bible-Dictionary, I, London 1866, pp.376-377 ([1] su Books.Google.it).
  4. ^ Hermann Fulda, Das Kreuz und die Kreuzigung, eine antiquarische Untersuchung. Zugleich vier Excurse über verwandte Gegenstände, Breslau 1878[senza fonte] (edizione integrale originale su Books.Google.it)
  5. ^ Vangelo secondo Giovanni, 19:25-30.
  6. ^ Vangelo secondo Giovanni, 19:17, 19, 25.
  7. ^ [Henry George Liddell, Robert Scott, An Intermediate Greek-English Lexicon, Oxford 1889, s.v. σταυρός (voce on-line su Perseus.tufts.edu).
  8. ^ John Denham Parson, The Non-Cristian Cross. An Enquiry into the Origin and History of the Symbol eventually adopted as that of our Religion, London 1896, p. 13 e seguenti (capitolo I, "Was the Stauros of Jesus Cross-Shaped?", testo on-line).
  9. ^ Hermann Fulda, Das Kreuz und die Kreuzigung, eine antiquarische Untersuchung. Zugleich vier Excurse über verwandte Gegenstände, Breslau 1878 [senza fonte](Edizione integrale originale su Books.Google.it)
  10. ^ Deuteronomio, 21:22, 23. Nella Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture edita dai Testimoni di Geova, di seguito il testo direbbe "Il suo corpo morto non dovrebbe restare sul palo per tutta la notte; ma lo dovresti senz’altro seppellire quel giorno, perché colui che è appeso è qualche cosa di maledetto da Dio; e tu non devi contaminare il tuo suolo". L'apostolo Paolo riporta nella Lettera ai Galati (3:13: confronto fra le versioni bibliche CEI, Nuova Riveduta e Nuova Diodati) il passo biblico: "perché è scritto: ‘Maledetto ogni uomo appeso al legno'", così tradotto nella Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture edita dai Testimoni di Geova).
  11. ^ King James Version Old Testament Hebrew Lexicon (sul sito BibleStudyTools.com), s.v. `ets
  12. ^ Esdra, 6:11.
  13. ^ Lettera ai Galati, 3:13.
  14. ^ Prima lettera di Pietro, 2:24: Gesù "portò i nostri peccati nel proprio corpo, sul legno"
  15. ^ Atti degli Apostoli 5:30; 10:39; 13:29
  16. ^ Eugene E. Carpenter, Philip Wesley Comfort, Holman Treasury of Key Bible Words: 200 Greek and 200 Hebrew Words Defined and Explained, Broadman and Holman Publishers 2000 ISBN 0-8054-9352-2, p. 260
  17. ^ Matteo 27, 37.
  18. ^ Vedi Croce o Palo? Su quale mezzo morì Gesù?
  19. ^ a b Robert E. Picirilli, The Gospel of Mark, Randall House Publications, 2003 ISBN 0-89265-500-3, p. 417).
  20. ^ William David Davies, Dale C. Allison, Matthew 19-28, T&T Clark Ltd, edizione 2004 ISBN 0-567-08375-6, p. 613.
  21. ^ Jean-Pierre Isbouts, Young Jesus: Restoring the "Lost Years" of a Social Activist and Religious Dissident, Sterling Publishing Company 2008 ISBN 978-1-4027-5713-6, p. 273).
  22. ^ Artemidoro di Daldi (ca. 96 – ca. 180; Oneirocritica 1:76) recita "Egli, essendo un criminale, sarà crocifisso nella sua altezza e nell'estensione delle sue braccia" ("κακούργος δὲ ὦν σταυρωθήσεται διὰ τὸ ὕψος καὶ τὴν τῶν χειρῶν ἔκτασιν") e Luciano di Samosata (ca. 120 – tra il 180 e il 192) (versione italiana di Luigi Settembrini, p. 96, disponibile pure qui) così descrive la posizione di Prometeo crocifisso sul Caucaso con le braccia aperte: "su questo precipizio potrà esser crocifisso: stenderà una mano a questa rupe, ed un’altra a questa dirimpetto" ("ἐκπετασθεὶς τὼ χεῖρε ἀπὸ τούτου τοῦ κρημνοῦ πρὸς τὸν ἐναντίον").
  23. ^ Luciano di Samosata, (Giudizio delle vocali, 12) immagina che il Sigma chieda che il Tau sia punito con la sua stessa figura ("ἐγὼ μὲν γὰρ οἶμαι δικαίως τοῦτο μόνον ἐς τὴν τοῦ Ταῦ τιμωρίαν ὑπολείπεσθαι, τὸ τῷ σχήματι τῷ αὑτοῦ τὴν δίκην ὑποσχεῖν").
  24. ^ Nella Lettera di Barnaba si interpreta come una prefigurazione della crocifissione di Gesù il numero 318, corrispondente al numero di uomini circoncisi da Abramo (Genesi 14, 14): nella sua trascrizione in lettere diventa ΙΗ (lettere iniziali di ΙΗΣΟΥΣ, Iesus, per 18) e Τ (interpretato nella fonte come simbolo della Croce, per 300): vedi Lettera di Barnaba, 9. La circoncisione dell'udito, sul sito ANSDT.it. Anche Clemente Alessandrino (Stromateis VI, 9) dà la stessa interpretazione della cifra 318 e in tale contesto usa l'espressione "il segno del Signore" (τὸ κυριακὸν σημεῖον) per indicare la croce.
  25. ^ Esodo 17,12 17, 12
  26. ^ Giustino di Nablus, Dialogo a Trifone, 40,3
  27. ^ Giustino di Nablus, Dialogo con Trifone, 90.4-5, p. 283 della traduzione italiana edita dalle Figlie di San Paolo 1988 ISBN 8831501054)
  28. ^ Ireneo di Lione (130-202), Contro le Eresie, 2,24,5: ""La forma della croce ha cinque punte ed estremità, due nella lunghezza, due nella larghezza, e una nel mezzo, là dove si posa colui che vi è confitto.""; Tertulliano (ca. 155 – ca, 230), Ad gentes 1, 12, 3-5: parla della "croce intiera, s'intende con la sua traversa, e il suo sedile sporgente".
  29. ^ Ireneo di Lione, Dimostrazione della predicazione apostolica, 34
  30. ^ "Lo Spirito parla al cuore di Mosè di rappresentare la figura della croce (σταυρός) e di chi avrebbe dovuto patire (su di essa), per significare che se non crederanno in Lui saranno in guerra eterna. Mosè in mezzo al combattimento ammucchiò armi su armi, e postosi più in alto di tutti distese le braccia, e così Israele vinceva nuovamente" (Lettera di Barnaba, 12. La croce)
  31. ^ Stauròs negli antichi manoscritti
  32. ^ ritrovamenti di Ercolano
  33. ^ Scambio di corrispondenza al riguardo
  34. ^ "Non può esserci dubbio che... intorno al periodo evangelico la crocifissione veniva generalmente eseguita appendendo il criminale ad un braccio trasversale di legno" Patrick Fairbairn, The Imperial Bible-Dictionary, vol. 1, p. 376

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