Edmondo il Gobbo

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Edmongo il Gobbo
Sigillo riportante l'immagine di Edmondo Plantageneto
Sigillo riportante l'immagine di Edmondo Plantageneto
Conte di Leicester
Conte di Lancaster
Stemma
In carica 1265 –
1296
Predecessore nuova creazione
Successore Tommaso Plantageneto
Nascita Londra, 16 gennaio 1245
Morte Bayonne, 5 giugno 1296
Luogo di sepoltura Abbazia di Westminster
Dinastia Plantageneti
Padre Enrico III d'Inghilterra
Madre Eleonora di Provenza
Coniugi Aveline de Forz
Bianca d'Artois
Figli Tommaso Plantageneto
Henry Plantageneto
John, Signore di Beaufort
Mary
Religione cattolica


Re d'Inghilterra
Duchi di Normandia
Plantageneti

Arms of Geoffrey of Anjou.svg

Enrico II (1154–1189)
Figli
Riccardo I (1189–1199)
Giovanni (1199–1216)
Figli
Enrico III (1216–1272)
Figli
Edoardo I (1272–1307)
Figli
Edoardo II (1307-1327)
Figli
Edoardo III (1327-1377)
Figli
Riccardo II (1377-1400)
Edmondo Plantageneto

Edmondo Plantageneto, detto il Gobbo o Crouchback (Londra, 16 gennaio 1245Bayonne, 5 giugno 1296), fu il primo conte di Lancaster.

Era il figlio secondogenito maschio del re d'Inghilterra e duca d'Aquitania, Enrico III e di Eleonora di Provenza.[1]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Il papa Innocenzo IV, nell'intento di togliere la corona di Sicilia agli Hohenstaufen, la offrì nel 1254 ad Enrico III per il figlio Edmondo, purché la conquistasse con uomini e mezzi propri. Il re, non riuscendo ad affrontare le spese della spedizione, fu minacciato di scomunica (1258) da papa Alessandro IV, successore di Innocenzo. Fu allora che i baroni inglesi, capeggiati da Simone di Montfort, offrirono il loro appoggio al re a condizione che egli firmasse le Disposizioni o statuti di Oxford.

Nel 1269 il cardinal Ottobono, legato papale, giunse in Inghilterra e chiese al principe Edoardo e a suo fratello Edmondo di partecipare all'ottava crociata a fianco di Luigi IX di Francia.
Per finanziare la crociata, Edoardo e Edmondo dovettero prendere in prestito una notevole somma di denaro da Luigi IX e dagli ebrei d'Inghilterra. Essi condussero una piccola forza in guerra: forse 230 cavalieri, molti dei quali erano amici e parenti.
L'obiettivo originale della crociata era quello di spezzare l'assedio posto alla fortezza cristiana di Acri, ma Luigi era stato deviato a Tunisi, dove morì di malattia prima dell'arrivo dei fratelli Plantageneti.
La maggior parte dei francesi tornò a casa, ma un piccolo numero di loro si unì a Edoardo ed Edmondo, che decisero di partecipare alla Nona crociata. Dopo una breve sosta a Cipro, essi arrivarono ad Acri con 13 navi. Ad Acri suo fratello Edoardo tentò abboccamenti con i Mongoli per creare un'alleanza contro il sultano mamelucco Baybars, ma senza esito positivo.
Nel 1271 Ugo III di Cipro arrivò con un contingente di cavalieri. Ciò imbaldanzì Edoardo e Edmondo, che fecero una scorreria contro la città di Qaqun, (l'odierna Tulkarm, che si trova tra le città di Nablus e Netanya). Subito dopo stipularono una pace decennale con Baybars. Edmondo e Edoardo lasciarono la Terra Santa alla volta dell'Inghilterra nel 1272.
In generale, la crociata di Edoardo e Edmondo fu poco significativa e l'unico risultato ottenuto fu una tregua di dieci anni per la città di Acri. Tuttavia, la partecipazione a questa spedizione accrebbe molto la loro fama.

Operazioni di Edoardo ed Edmondo, durante la nona crociata.

Quando, dopo il 1290, i rapporti tra la Francia e l'Inghilterra erano tesi e le scaramucce tra marinai anglo-guasconi e francesi (normandi) erano giunte ad un notevole livello, il re di Francia, Filippo IV il Bello, nel 1294, convocò Edoardo I, suo vassallo, davanti al parlamento di Parigi; Edoardo inviò il fratello, Edmondo che raggiunse un accordo amichevole: durante l'inchiesta, per quaranta giorni, le più importanti fortezze della Guascogna sarebbero passate in mano francese. Ma allo scadere del termine previsto, non solo le fortezze non furono restituite, ma il ducato venne confiscato poiché Edoardo fu considerato contumace; quindi per difendere il ducato, Edoardo fu costretto a fare guerra alla Francia.

Edmondo morì a Bayonne, ducato d'Aquitania, il 5 giugno 1296 e fu sepolto a Londra, nell'abbazia di Westminster.

Matrimonio e figli[modifica | modifica sorgente]

Edmondo sposò l'8 aprile 1269 Aveline di Albemarle, figlia di William de Forz, Conte di Aumale e Isabella di Reviers, Contessa di Aumale, che morì quattro anni dopo, all'età di quindici anni.

Dopo la morte di Aveline, a Parigi, il 3 febbraio 1276, Edmondo sposò Bianca d'Artois, figlia di Roberto I d'Artois.[2] Edmondo da Bianca ebbe quattro figli:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Eleonora di Provenza era figlia del conte di Provenza, Raimondo Berengario IV e di Beatrice di Savoia (12061266), figlia a sua volta del conte Tommaso I di Savoia (11771233) e di Beatrice Margherita di Ginevra (?-1257)
  2. ^ Roberto I d'Artois era figlio del re di Francia Luigi VIII e di Matilde del Brabante

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • E.F. Jacob, Inghilterra: Enrico III, cap. V, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 198–234

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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