Garsenda di Provenza
Garsenda o Garsende II de Sabran (1180 ca. – 1242 ca.) è stata Contessa di Provenza, in quanto moglie di Alfonso II dal 1193, e Contessa di Forcalquier a pieno titolo dal 1209.
Portò Forcalquier alla Casa di Barcellona unendola alla Provenza. Fu anche mecenate della letteratura occitana, specialmente dei trovatori; lei stessa scrisse alcune poesie liriche, annoverata fra le trobairitz come Garsenda de Proensa o Proença. Secondo i suoi più recenti curatori lei fu "nella storia occitana una delle donne più potenti".[1]
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Primi anni e matrimonio [modifica]
Garsenda era la figlia di Renier de Sabran, signore di Caylar, vedi de Sabran (famiglia), e Ansouis, e Garsenda, figlia di Guglielmo IV di Forcalquier. Il suo nome gli deriva dalla madre, ereditiera di Guglielmo IV, a cui premuore. Garsenda dunque eredita Forcalquier da suo nonno. Aveva appena tredici anni quando, nel 1193, Guglielmo IV e Alfonso II firmano il Trattato di Aix a causa del quale Garsenda avrebbe ereditato la contea di Guglielmo sposando Alfonso, in attesa di diventare Conte di Provenza. Il matrimonio ha luogo ad Aix-en-Provence nel luglio del 1193.
Reggenza e mecenatismo [modifica]
Nel 1209 sia Guglielmo IV che Alfonso muoiono e Garsenda diventa tutore naturale del loro figlio ed erede, Raimondo Berengario IV. Inizialmente suo cognato, Pietro II di Aragona, assegna la reggenza di Provenza a suo fratello Sancho, ma quando Pietro muore nel 1213 Sancho diventa reggente di Aragona e passa la Provenza e Forcalquier a suo figlio Nuño Sánchez. Scoppiano dissensi tra i catalani e i partigiani della contessa, la quale accusa Nuño di tentare di prendere il posto di suo nipote nella contea. Dapprincipio, l'aristocrazia provenzale, con le sue mire ambiziose, cerca di trarre vantaggio dalla situazione, ma alla fine si schiera dalla parte di Garsenda rimuovendo Nuño, che ritornerà in Catalogna. La reggenza passa a Garsenda e viene stabilito un consiglio di reggenza costituito da nobili locali.
Fu probabilmente durante il suo mandato come reggente (1209/1213–1217/1220) che Garsenda diventa la figura centrale di un circolo letterario di poeti, sebbene la vida di Elias de Barjols faccia riferimento come suo mecenate ad Alfonso. C'è una tenso tra una bona dompna (gentildonna), identificata in un canzoniere come la contessa de Proessa,[2] e un anonimo trovatore. Le due coblas dello scambio si trovano ordinate diversamente in due canzonieri in cui si trovano conservate, chiamati F e T. Non si riesce a capire chi parla per primo, ma la parte riferita alla donna inizia comunque con il verso Vos q'em semblatz dels corals amadors. Nella poesia la contessa dichiara il suo amore per l'interlocutore, il quale dunque risponde cortesemente, ma con cautela. In base ad alcune interpretazioni, il trovatore sarebbe Gui de Cavaillon, la cui vida riferisce i pettegolezzi del tempo (probabilmente infondati), in merito al fatto che egli fosse stato l'amante della contessa. Gui, tuttavia, si trovava nella corte provenzale tra il 1200 e il 1209, il che sposta un po' avanti la data dello scambio. Elias de Barjols, a quanto sembra, ha una "relazione amorosa" con Garsenda, da vedova, e scrive canzoni per lei "per tutto il resto della sua vita", finché non entra in un monastero. Anche Raimon Vidal ha elogiato il suo rinomato mecenatismo per i trovatori.
Ultimi anni [modifica]
Nel 1220 Guglielmo di Sabran, nipote di Guglielmo IV, il quale rivendicava Forcalquier ed era stato in rivolta nella regione di Sisteron, viene neutralizzato in parte con la mediazione dell'arcivescovo di Aix, Bermond le Cornu. Nel 1217 o 1220 Garsenda lascia infine le redini del governo, cedendo Forcalquier a suo figlio e ritirandosi nel 1222 o 1225 nel monastero di La Celle.
Garsenda potrebbe essere vissuta fino al 1257, quando una certa donna con questo nome fece una donazione a una certa chiesa di St-Jean a condizione che tre preti fossero tenuti a pregare per la sua anima e per quella di suo marito.
Poesia [modifica]
Traduzione (non letterale)
|
| Predecessore | contessa di Forcalquier | Successore |
|---|---|---|
| Guglielmo IV | 1209-1222 | Raimondo Berengario IV |
Note [modifica]
Bibliografia [modifica]
- (EN) Bogin, Meg. The Women Troubadours. Scarborough: Paddington, 1976. ISBN 0-8467-0113-8.
- (EN) Bruckner, Matilda Tomaryn; Shepard, Laurie; and White, Sarah. Songs of the Women Troubadours. New York: Garland Publishing, 1995. ISBN 0-8153-0817-5.