Corvus ruficollis

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Corvo collorosso
Brown-necked raven.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Ordine Passeriformes
Sottordine Oscines
Famiglia Corvidae
Genere Corvus
Specie C. ruficollis
Nomenclatura binomiale
Corvus ruficollis
Lesson, 1830

Il corvo collorosso (Corvus ruficollis Lesson, 1830) è un uccello passeriforme della famiglia dei Corvidi.[2]

Un tempo alla specie veniva accorpata, col rango di sottospecie, la congenere Corvus edithae (Corvus ruficollis edithae): le indagini genetiche condotte su varie specie di corvidi hanno però portato gli studiosi alla conclusione che questa specie è più affine al corvo dalla gualdrappa (Corvus albus), col quale fra l'altro si ibrida piuttosto frequentemente anche in natura, che al corvo somalo, anche se ambedue le specie potrebbero derivare secondo alcune teorie da linee di corvo imperiale (Corvus corax) particolarmente ben adattatesi ad ambienti semiaridi.

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

La specie occupa un areale piuttosto ampio, che va dal Nordafrica (ad eccezione della zona costiera mediterranea, dove viene sostituito dal corvo imperiale) alla costa orientale africana a sud fino al Corno d'Africa ed al Kenya: passando attraverso la penisola arabica, l'Iran e l'Asia centrale, la specie è inoltre diffusa ad est fino all'India nord-occidentale.

Come intuibile dalla sua area di distribuzione, questa specie è amante degli ambienti secchi e desertici, con scarsa vegetazione arborea e cespugliosa.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Dimensioni[modifica | modifica sorgente]

Misura fino a 56 cm di lunghezza, per un peso che supera (anche se di poco) il chilogrammo ed un'apertura alare che raggiunge i 110 cm.

Aspetto[modifica | modifica sorgente]

Nel complesso il corvo collorosso rassomiglia notevolmente al suo congenere di maggiori dimensioni, il corvo imperiale, rispetto al quale tuttavia presenta becco in proporzione più corto ed affusolato e con maggiore tendenza ad incurvarsi nella sua parte distale: la caratteristica che più lo distingue dagli altri corvi è però la colorazione, che in questa specie, pur essendo fondamentalmente nera, tende vistosamente a virare verso il color ruggine, in particolar modo sulla testa e sul collo. Le penne appena mutate, infatti, sono nere con riflessi metallici bluastri o purpurei, ma durante la loro vita tendono ad imbrunirsi, fino a divenire effettivamente brune alla vigilia della muta successiva. Il becco e le zampe sono invece sempre neri.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di animali poco inclini alla vita sociale, in virtù dell'habitat piuttosto inospitale nel quale vivono, dove le risorse sono scarse e quindi risulta sconveniente doverle condividere con altri animali: il loro stile di vita è perlopiù solitario, anche se gli individui adulti si muovono in coppie. I territori occupati da queste specie sono abbastanza ampi e vengono tenacemente difesi da eventuali intrusi conspecifici. Risultano piuttosto circospetti, e non mostrano la spiccata antropofilia tipica di altre specie anche simpatriche, con le quali pertanto raramente entrano in conflitto.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di animali estremamente adattabili in termini di alimentazione, che alla bisogna si nutrono sia di cibi di origine animale (insetti ed altri invertebrati, piccoli vertebrati, uova, carcasse, pesce) che di alimenti vegetali (frutta, bacche).

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Le coppie, che restano assieme fino alla morte di uno dei coniugi, cominciano la costruzione del nido poco dopo essersi formate, il che avviene attorno al terzo anno di vita dell'animale: il nido, che salvo incidenti viene riutilizzato ad ogni cova, è ubicato in punti sopraelevati rispetto al contesto, come alberi, vecchi edifici abbandonati o formazioni rocciose. In questo nido a coppa, formato da un'impalcatura di ramoscelli foderata di foglie ed erba, la femmina depone 4-5 uova che essa sola si cura di covare (alimentata dal maschio) per le tre settimane necessarie alla loro schiusa. I piccoli, nutriti da ambedue i genitori, che fanno continuamente la spola dal nido, sono in grado di volare attorno alle 6 settimane di vita: tendono tuttavia a restare coi genitori il più a lungo possibile.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) BirdLife International, Corvus ruficollis in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.1, IUCN, 2014.
  2. ^ (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Corvidae in IOC World Bird Names (ver 4.2), International Ornithologists’ Union, 2014. URL consultato il 6 maggio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Corvus ruficollis in Avibase - il database degli uccelli nel mondo, Bird Studies Canada.


Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

uccelli Portale Uccelli: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di uccelli