Corvus edithae

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Corvo somalo
Corvus edithae.jpg
Corvus edithae
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Passeriformes
Sottordine Oscines
Infraordine Corvida
Superfamiglia Corvoidea
Famiglia Corvidae
Genere Corvus
Specie C. edithae
Nomenclatura binomiale
Corvus edithae
Lort Philips, 1895
Sinonimi

Corvus ruficollis edithae

Areale

Corvus edithae distribution map.jpg

Il corvo somalo (Corvus edithae Lort Philips, 1895) è un uccello passeriforme appartenente alla famiglia Corvidae, diffuso in Africa orientale.[2]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Dimensioni[modifica | modifica sorgente]

Come il nome comune può suggerire, il corvo nano è più piccolo di molti dei suoi conspecifici, misurando infatti al massimo 46 cm di lunghezza, per un'apertura alare che sfiora gli 80 centimetri.

Aspetto[modifica | modifica sorgente]

Di forma più slanciata rispetto agli altri grossi corvidi, il corvo somalo mostra tuttavia tutti i caratteri distintivi del proprio genere, come un forte becco trapezoidale leggermente ricurvo nella sua parte distale, zampe forti e con grossi artigli ricurvi, piumaggio fitto e presente con piume setolose anche oltre l'attaccatura del becco, sino a coprirne l'intero terzo superiore.

Il piumaggio è interamente di colore nero lucido, a volte con sfumature grigiastre o rossicce su fronte, nuca ed ai lati del collo: osservando l'animale in piena luce si possono inoltre scorgere riflessi metallici bluastri. Il becco è invece nero, mentre le zampe sono grigio-bluastre, con artigli più scuri.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di animali che vivono solitari od in coppie, che si tengono in contatto tramite un richiamo più somigliante a quello del corvo comune che a quello del corvo collorosso, del quale venivano fino a non molto tempo fa considerati una sottospecie (Corvus ruficollis edithae): attualmente, il corvo somalo viene ritenuto dalla maggior parte degli ornitologi una specie a sé stante[3]. Ambedue le specie potrebbero tuttavia derivare da popolazioni di corvo imperiale adattatesi alla vita in ambienti semiaridi.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Il corvo somalo non è per niente schizzinoso e si nutre di tutto ciò che di commestibile riesce a trovare nel proprio territorio, dalla carne delle carcasse ai piccoli animali (sia vertebrati che invertebrati), alla frutta ed alle bacche.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Il nido viene costruito poco dopo la formazione della coppia (i cui componenti rimangono uniti per tutta la vita) e rimaneggiato ogni anno, per essere riutilizzato (salvo incidenti che spingano i due coniugi ad allontanarsene, in cerca di aree più sicure): la sua ubicazione è di preferenza in aree sopraelevate, come alberi solitari, falesie rocciose od anche pali telefonici.
Le uova, in numero di 3-5, vengono deposte a partire dal mese di aprile: poco si sa del loro tempo d'incubazione e dello sviluppo dei nidiacei, tuttavia è lecito supporre che non si discostino eccessivamente da quelli comuni a tutte le specie del genere Corvus.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

La specie è presente nel Corno d'Africa: pur "sconfinando" in una piccola porziona del Kenya nord-orientale, infatti, essa si trova solamente in Etiopia, Eritrea, Gibuti e Somalia, dove abita le zone rocciose od alberate, circondate da ampi spazi aperti.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) BirdLife International, 2012, Corvus edithae in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  2. ^ (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Corvidae in IOC World Bird Names (ver 4.2), International Ornithologists’ Union, 2014. URL consultato il 21 agosto 2014.
  3. ^ Bulletin of the British Ornithologists' Club n° 4, pag. 36

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