Corvus edithae
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| Stato di conservazione | |||
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| Classificazione scientifica | |||
| Dominio | Eukaryota | ||
| Regno | Animalia | ||
| Sottoregno | Eumetazoa | ||
| Superphylum | Deuterostomia | ||
| Phylum | Chordata | ||
| Subphylum | Vertebrata | ||
| Superclasse | Tetrapoda | ||
| Classe | Aves | ||
| Sottoclasse | Neornithes | ||
| Ordine | Passeriformes | ||
| Sottordine | Oscines | ||
| Famiglia | Corvidae | ||
| Genere | Corvus | ||
| Specie | C. edithae | ||
| Nomenclatura binomiale | |||
| Corvus edithae Lort Philips, 1895 |
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| Sinonimi | |||
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Corvus ruficollis edithae |
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Il corvo somalo o corvo nano (Corvus edithae Lort Philips, 1895) è un uccello passeriforme della famiglia dei Corvidi.
Indice |
Distribuzione [modifica]
La specie è endemica del Corno d'Africa: pur "sconfinando" in una piccola porziona del Kenya nord-orientale, infatti, essa si trova solamente in Etiopia, Eritrea, Gibuti e Somalia, dove abita le zone rocciose od alberate, circondate da ampi spazi aperti.
Descrizione [modifica]
Dimensioni [modifica]
Come il nome comune può suggerire, il corvo nano è più piccolo di molti dei suoi conspecifici, misurando infatti al massimo 46 cm di lunghezza, per un'apertura alare che sfiora gli 80 centimetri.
Aspetto [modifica]
Di forma più slanciata rispetto agli altri grossi corvidi, il corvo somalo mostra tuttavia tutti i caratteri distintivi del proprio genere, come un forte becco trapezoidale leggermente ricurvo nella sua parte distale, zampe forti e con grossi artigli ricurvi, piumaggio fitto e presente con piume setolose anche oltre l'attaccatura del becco, sino a coprirne l'intero terzo superiore.
Il piumaggio è interamente di colore nero lucido, a volte con sfumature grigiastre o rossicce su fronte, nuca ed ai lati del collo: osservando l'animale in piena luce si possono inoltre scorgere riflessi metallici bluastri. Il becco è invece nero, mentre le zampe sono grigio-bluastre, con artigli più scuri.
Biologia [modifica]
Si tratta di animali che vivono solitari od in coppie, che si tengono in contatto tramite un richiamo più somigliante a quello del corvo comune che a quello del corvo collorosso, del quale venivano fino a non molto tempo fa considerati una sottospecie (Corvus ruficollis edithae): attualmente, il corvo somalo viene ritenuto dalla maggior parte degli ornitologi una specie a sé stante[2]. Ambedue le specie potrebbero tuttavia derivare da popolazioni di corvo imperiale adattatesi alla vita in ambienti semiaridi.
Alimentazione [modifica]
Il corvo somalo non è per niente schizzinoso e si nutre di tutto ciò che di commestibile riesce a trovare nel proprio territorio, dalla carne delle carcasse ai piccoli animali (sia vertebrati che invertebrati), alla frutta ed alle bacche.
Riproduzione [modifica]
Il nido viene costruito poco dopo la formazione della coppia (i cui componenti rimangono uniti per tutta la vita) e rimaneggiato ogni anno, per essere riutilizzato (salvo incidenti che spingano i due coniugi ad allontanarsene, in cerca di aree più sicure): la sua ubicazione è di preferenza in aree sopraelevate, come alberi solitari, falesie rocciose od anche pali telefonici.
Le uova, in numero di 3-5, vengono deposte a partire dal mese di aprile: poco si sa del loro tempo d'incubazione e dello sviluppo dei nidiacei, tuttavia è lecito supporre che non si discostino eccessivamente da quelli comuni a tutte le specie del genere Corvus.
Note [modifica]
- ^ Corvus edithae. In: IUCN 2012. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2012.2
- ^ Bulletin of the British Ornithologists' Club n° 4, pag. 36
Altri progetti [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
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