Capriccio (arte)
In ambito artistico il termine capriccio inizia ad essere utilizzato a partire dal XV secolo, con un'accezione negativa (capriccio deriverebbe, infatti, da caporiccio, col significato di ribrezzo, pelle d'oca). Nel secolo seguente il termine assume un significato positivo, sia in ambito letterario (ambito nel quale ha, però, poca fortuna), che musicale. Nel 1600 il termine viene attribuito a disegni fantasiosi e ghiribizzi, lontani dalle tematiche religiose o etiche predominanti al tempo. Nel 1700 questo genere artistico inizia ad essere guardato con minor diffidenza, grazie alle opere di grandi artisti quali Piranesi (le Carceri d'invenzione), Tiepolo, Watteau, Guardi e Goya (i Caprichos). Il capriccio vive il suo apice durante il Romanticismo, per poi declinare bruscamente.
[modifica] Architettura
In architettura, un capriccio è un edificio stravagante, frivolo o buffo, progettato più come espressione artistica che a scopo pratico. Tuttavia ben pochi capricci erano originariamente completamente privi di un'utilità pratica: di solito, col tempo, hanno smesso di essere utilizzati, come nel caso delle torri di caccia.
I capricci si trovano solitamente nei parchi e nei terreni circostanti a grandi ville e castelli. Alcuni sono stati deliberatamente costruiti per sembrare in rovina. I capricci furono particolarmente in voga tra la fine del sedicesimo secolo e il diciannovesimo secolo.
Al giorno d'oggi i parchi a tema e le fiere mondiali contengono spesso edifici assimilabili a capricci (solo per fare un esempio, il gigantesco castello delle fiabe a Disneyland), queste strutture però sono costruite allo scopo di attirare e intrattenere i visitatori.
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