Canon EOS

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La prima fotocamera Canon EOS: Canon EOS 650 (1987)
Una DSLR di fascia media: Canon EOS 400D (2006)

Canon EOS (Electro-Optical System) è un sistema fotografico reflex in formato 35 mm introdotto da Canon nel 1987 ed attualmente in uso, realizzato attorno all'attacco Canon EF. Sostituisce il precedente sistema realizzato attorno all'attacco Canon FD.

Il sistema EOS comprende fotocamere reflex autofocus a pellicola 35 mm e digitali in formato 24×36, APS-H e APS-C. La prima fotocamera EOS fu la Canon EOS 650. L'acronimo EOS fu scelto anche in riferimento alla mitologia greca, dove Eos è il nome della dea dell'aurora. È spesso pronunciato come una parola unica, sebbene sia ugualmente corretto sillabare le singole lettere dal momento che entrambe le pronunce hanno senso logico.

Dal punto di vista commerciale, il sistema Canon EOS è in diretta competizione con la serie F della Nikon e con le sue successive evoluzioni, nonché con i sistemi reflex autofocus prodotti da Olympus, Pentax, Sony/Minolta e Panasonic/Leica. In molti paesi, le fotocamere EOS hanno conquistato la fetta di mercato più ampia rispetto ai concorrenti.

Il cuore del sistema EOS è la baionetta EF che ha sostituito il già citato innesto FD. I motivi di questo avvicendamento sono legati principalmente all'introduzione dell'autofocus nella seconda metà degli anni ottanta. Questa nuova tecnologia, lanciata sul mercato da Minolta nel 1985, indusse Canon ad implementarla realizzando un attacco ex novo, invece di modificare l'innesto FD, in modo simile a quanto già fatto da Minolta nel 1985 e diversamente da Nikon che invece decise di aggiornare la propria trentennale baionetta F. Questa scelta, sebbene rischiosa, fu ripagata dalla superiorità che il sistema realizzato ex novo seppe garantire sui sistemi concorrenti. Scelte progettuali audaci come il motore incorporato nell'obiettivo e brevetti esclusivi garantirono un autofocus eccellente ed ineguagliato dagli altri marchi tanto che, tra la fine degli anni ottanta e gli anni novanta del novecento, la maggioranza dei fotografi professionisti passò al sistema Canon. Alla fine del XX secolo, la filosofia progettuale inaugurata da Canon con il sistema EOS era ormai diventata lo standard anche tra tutti gli altri produttori di reflex 35 mm.

L'innesto EF[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Attacco Canon EF.

L'innesto a baionetta EF è al centro del sistema Canon EOS. Spezzando la retrocompatibilità con il precedente innesto FD, fu progettato evitando qualsiasi collegamento meccanico tra le parti in movimento della lente e del corpo macchina. L'apertura e la messa a fuoco venivano dunque controllate esclusivamente tramite contatti elettrici, e corrette tramite motori installati nell'obiettivo stesso. Questa soluzione ha apportato diversi benefici rispetto al precedente sistema: l'innesto è più semplice e durevole, ciascun obiettivo è dotato di un motore autofocus appositamente progettato, e nel caso di guasto ad un motore è il singolo obiettivo a dover essere sostituito o riparato, mentre tutti gli altri continuano a funzionare. Se invece il motore autofocus è collocato nel corpo macchina e si guasta, l'autofocus smetterà di funzionare per tutti gli obiettivi.

Le sigle[modifica | modifica sorgente]

Sin dalla sua introduzione la serie EF si è espansa fino a coprire tutti i tipi di lenti e le applicazioni fotografiche. I vari modelli di obiettivi Canon EF si identificano, oltre che per la lunghezza focale, per una serie di caratteristiche spesso indicate come sigle nella nomenclatura dell'obiettivo stesso. Ne vengono di seguito elencate alcune.

  • USM (UltraSonic Motor): obiettivo dotato di motore ultrasonico. I modelli non appartenenti alle serie "L" e "DO" sono contraddistinti esteriormente da un bordino color oro che ne contorna la zona frontale, tutti gli obiettivi recano inoltre la sigla USM contestualmente ai dati di targa.
  • IS (Image Stabilizer): obiettivo con stabilizzatore d'immagine
  • DO (Diffractive Optics): obiettivo con almeno un elemento ottico diffrattivo, impiegato solamente da Canon sulla propria linea di obiettivi; in abbinamento a lenti tradizionali permette la realizzazione di schemi ottici più compatti a ridottissima aberrazione cromatica. Questi obiettivi sono contraddistinti esteriormente da un bordino verde che ne contorna la zona frontale, recano inoltre la sigla DO scritta in verde contestualmente ai dati di targa.
  • EF-S: gli obiettivi EF-S sono progettati per esclusivo utilizzo sulle reflex digitali con sensore di formato APS-C, quindi non full-frame
  • L (Luxury): la lettera L identifica gli obiettivi EF di fattura superiore, dedicati ai professionisti; Impiegano elementi ottici speciali e vengono costruiti con materiali e tecniche di altissima qualità. Questi obiettivi sono contraddistinti esteriormente da un bordino rosso che ne contorna la zona frontale, recano inoltre la lettera L scritta in rosso contestualmente ai dati di targa. I supertele ed i superzoom hanno il corpo verniciato di colore bianco per evitare che il calore del sole deformi il barilotto provocando un disallineamento delle lenti interne.
  • TS (Tilt/Shift): con questa sigla vengono identificati gli obiettivi decentrabili, a basculaggio indipendente
  • II/III: numeri romani che indicano il numero di revisione di un obiettivo
  • STM (Stepper Motor): motore di messa a fuoco elettronico, fluido e silenzioso

Il flash[modifica | modifica sorgente]

Il sistema flash nelle fotocamere EOS ha subìto, sin dalla sua nascita, una serie di evoluzioni. Il sistema di base, in realtà, non era stato neppure progettato per la prima fotocamera EOS ma piuttosto per l'ultima fotocamera FD di fascia alta, la T90, presentata nel 1986. Fu la prima macchina Canon dotata di misurazione flash TTL, nonostante altri marchi avessero già adottato un sistema simile da tempo. Con il primo sistema fu introdotto anche il cosiddetto A-TTL (Advanced TTL) per una più corretta esposizione del flash in modalità programmata, che utilizzava dei lampi pre-flash ai raggi infrarossi per calibrare bene la distanza dal soggetto.

Questo sistema fu utilizzato nelle prime fotocamere EOS ma non venne accolto con molto favore, e fu rimpiazzato ben presto dal sistema E-TTL (Evaluative TTL). L'E-TTL utilizzava un pre-flash per una misurazione accurata della luminosità, e il preesistente sistema autofocus per valutare dove si trovasse il soggetto, in maniera da esporre nella maniera più accurata possibile rispetto ad esso. Il sistema E-TTL II, che è di fatto un miglioramento dell'E-TTL realizzato a livello software nel firmware delle fotocamere, lo ha sostituito dal 2004.

I flash Canon Speedlite si sono evoluti di pari passo con le fotocamere. È possibile realizzare tra essi svariate combinazioni, sia via cavo che senza fili, utilizzando impulsi visibili o infrarossi per la sincronizzazione.

Fotocamere EOS[modifica | modifica sorgente]

Ad agosto 2008, Canon ha presentato non meno di 55 modelli di fotocamera reflex EOS, a partire dalla EOS 650 introdotta nel marzo 1987. Negli anni novanta Canon avviò una collaborazione con Kodak al fine di produrre i primi corpi macchina digitali, a partire dalla EOS DCS3 introdotta nel 1995. La prima fotocamera reflex digitale interamente progettata e prodotta da Canon fu la EOS D30, presentata nel 2000.

Canon ha anche realizzato due fotocamere EOS progettate per utilizzare la pellicola formato APS, la EOS IX e la EOS IX Lite.

Esiste anche una fotocamera EOS a fuoco manuale, la EOS EF-M. È dotata di tutte le funzioni di esposizione automatica e manuale ma manca di sistema autofocus. Essa è comunque equipaggiata con un vetrino di messa a fuoco "split-screen" che permette di ottenere un fuoco manuale preciso.

Messa a fuoco Eye Control[modifica | modifica sorgente]

Le fotocamere EOS dotate di messa a fuoco "Eye Control" (eye-controlled focusing, ECF) sono in grado di selezionare automaticamente il corretto punto di autofocus seguendo i movimenti oculari dell'utente, tracciandoli mentre guarda attraverso il mirino. L'ECF si è dimostrato particolarmente utile nella fotografia sportiva, nella quale il soggetto può spostarsi molto rapidamente all'interno dell'inquadratura.

L'ECF ha da sempre riscosso pareri contrastanti. Alcuni fotografi non lo ritengono sufficientemente affidabile per un uso quotidiano, mentre altri dichiarano di essere in grado di utilizzarlo con grande precisione. Molto dipende quindi, a quanto pare, dall'approccio del singolo utente. Sembra comunque che l'utilizzo di occhiali ne riduca l'accuratezza in certi casi.

I corpi macchina EOS equipaggiati con ECF sono: EOS 5, EOS 3, EOS 50e, EOS 30 ed EOS 30V.

Ghiera di controllo rapido[modifica | modifica sorgente]

Quasi tutte le fotocamere EOS di fascia professionale o semi-professionale presentano sul retro una ghiera di controllo rapido (quick control dial, QCD) sul retro. La QCD permette un rapido accesso alle funzioni della fotocamera usando il pollice della mano destra, ed è utilizzata per le funzioni di uso più comuni che richiederebbero altrimenti lunghe e complicate procedure per attraversare le voci di menu.

I modelli dotati di ghiera di controllo rapido possono dunque facilmente essere utilizzati con una sola mano (indice sulla ghiera principale, pollice sulla QCD) senza staccare l'occhio dal mirino.

Alcune utili funzioni per le quali è programmata la QCD comprendono l'impostazione della compensazione dell'esposizione, l'impostazione dell'apertura durante l'impiego della modalità manuale, lo scorrimento delle immagini memorizzate e dei menu (nelle fotocamere EOS digitali).

Sistema di autofocus a più punti[modifica | modifica sorgente]

Le fotocamere EOS di fascia alta hanno fino a 45 punti di autofocus (AF), il numero più alto nella loro categoria finché non sono state sorpassate dalle reflex digitali Nikon D3 e D300. Un numero alto di punti di autofocus aumenta le possibilità di ottenere una fotografia nitida in situazioni dove il soggetto attraversi l'inquadratura molto velocemente, come nella fotografia sportiva o naturalistica. È probabile che numero, caratteristiche e prestazioni dei sistemi autofocus a più punti continueranno ad evolversi costantemente.

Poter disporre di così tanti punti di autofocus serve anche a sollevare il fotografo dall'essere costretto ad utilizzare il metodo di inquadratura basato sul blocco della messa a fuoco, poiché il soggetto finirà molto probabilmente dall'essere "coperto" da più di un punto di messa a fuoco anche durante la ricomposizione dell'inquadratura. Sebbene il sistema sia in grado di selezionare automaticamente il punto di messa a fuoco corretto, la fotocamera consente comunque al fotografo la selezione manuale di un punto di autofocus.

La famiglia EOS-3, EOS-1v e EOS-1D presenta un sistema autofocus a 45 punti, mentre la maggioranza delle fotocamere EOS degli ultimi 3-5 anni ha un sistema a 7 o 9 punti distribuiti a croce. La EOS 20D e la EOS 400D presentano invece un sistema AF a 9 punti disposti a diamante. La EOS 5D migliora ulteriormente il sistema a 9 punti introducendo sei punti aggiuntivi "invisibili" (cioè non selezionabili dall'utente) che aiutano la fotocamera a mettere a fuoco più velocemente un soggetto in movimento.

Nelle prime generazioni del sistema AF a 45 punti, la colonna centrale larga 1 o 2 sensori (7 in tutto, fino alla EOS-1Ds Mark II o alla EOS-1D Mark II N) è formata dai più precisi sensori "a croce". La più recente EOS-1Ds Mark III presenta 19 sensori a croce per una maggiore accuratezza, alcuni dei quali sono disposti in maniera da rendere più agevole l'applicazione della regola dei terzi.

Denominazione dei modelli[modifica | modifica sorgente]

Lo schema seguito da Canon per denominare le fotocamere EOS non è molto intuitivo, e di conseguenza il segmento di mercato a cui un particolare modello è indirizzato può non essere immediatamente comprensibile per il consumatore. Il fatto che un dato modello sia commercializzato con nomi diversi in differenti parti del mondo può generare ulteriore confusione: ad esempio, la fotocamera nota in America come EOS Rebel 2000 è denominata EOS Kiss III in Giappone, ed EOS 300 in Europa e nel resto del mondo.

Canon usa inoltre un trattino sui modelli di fascia alta e non su quelli di fascia media e medio-bassa: ad esempio la EOS-1Ds ha il trattino e la EOS 10D no. "EOS-1" inoltre è impresso sul corpo macchina in un punto ben separato da "Ds", cioè come se la prima etichetta identificasse la fascia e la seconda il tipo, o comunque due entità ben separate. Non c'è però spazio tra le due sezioni quando il nome è scritto con caratteri standard, da cui EOS-1Ds. In diverse regioni del mondo sembra addirittura che ci sia confusione sull'applicazione di questa stessa regola: la EOS-3 di Canon USA diventa EOS 3 per Canon Europa. Su queste fotocamere l'etichetta "EOS" è chiaramente separata da "3", il che significa che non dovrebbe esserci trattino; tuttavia Canon continua ad usare il nome EOS-3 sul suo sito ufficiale.

La seguente tabella sintetizza i segmenti di mercato a cui i vari modelli di fotocamera EOS, con relative denominazioni, sono indirizzati.

Segmento di mercato Caratteristiche comuni Internazionale America Giappone
Amatoriale Mirino a pentaspecchio con copertura del 95%, rotella di controllo singola, sensore ad alto numero di megapixel Numero di 3 o 4 cifre (EOS 300X, EOS 400D, EOS 1000D) Rebel (EOS Digital Rebel XTi, EOS Rebel T2) Kiss (EOS Kiss Digital X, EOS Kiss 7)
Amatoriale avanzato / Semiprofessionale Mirino a pentaprisma, doppia rotella di controllo, prestazioni superiori ai corpi di fascia amatoriale Numero di 2 cifre (EOS 33V, EOS 40D) Elan (solo le analogiche come EOS Elan 7N; le reflex digitali seguono la stessa denominazione internazionale) Serie 7 (EOS 7s)
Premium Prestazioni superiori ai corpi di fascia amatoriale avanzata; generalmente sensori più grandi o full-frame Numero di 1 cifra (EOS 3, EOS 5, EOS 5D) Uguale alla denominazione internazionale (eccetto la EOS A2 corrispondente alla EOS 5) Uguale alla denominazione internazionale
Professionale Corpo macchina tropicalizzato, mirino con copertura completa, impugnatura verticale, prestazioni superiori ai corpi di fascia semiprofessionale Viene utilizzato esclusivamente il numero 1 (EOS-1D Mark II, EOS-1V, EOS-1Ds Mark III) Uguale alla denominazione internazionale Uguale alla denominazione internazionale

Fotocamere analogiche[modifica | modifica sorgente]

Cronologia delle Reflex 35 mm (pellicola) Canon EOS
1987 1988 1989 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 05-08
Ammiraglie 1 1N 1v
Professionali 10/10S 5/A2/A2E 3
Semipro 650/620/630 100
Elan
50/50E
Elan II/IIE
55
30/33
Elan 7/7E
7
30V/33V
Elan 7N/7NE
7s
Amatoriali evolute 750QD
850
1000F
Rebel S
1000FN
Rebel S II
500
Rebel XS
Kiss
500N
Rebel G
New Kiss
300
Rebel 2000
Kiss III
300V
Rebel Ti
Kiss 5
300X
Rebel T2
Kiss 7
Amatoriali 5000
888
3000
88
3000N
Rebel XS N
66
3000V
Rebel K2
Kiss Lite


Lista delle fotocamere EOS analogiche (35 mm e APS) in ordine di introduzione:

Modello (USA) Modello (Europa) Modello (Giappone) Data di rilascio
EOS 650 EOS 650 EOS 650 Marzo 1987
EOS 620 EOS 620 EOS 620 Maggio 1987
EOS 750 EOS 750 EOS 750 Ottobre 1988
EOS 850 EOS 850 EOS 850 Ottobre 1988
EOS 630 EOS 600 EOS 630 QD Aprile 1989
EOS-1 EOS-1 EOS-1 Settembre 1989
EOS RT EOS RT EOS RT Ottobre 1989
EOS 10S EOS 10 EOS 10 QD Marzo 1990
EOS 700 EOS 700 EOS 700 QD Marzo 1990
EOS Rebel/Rebel S EOS 1000F QD EOS 1000 QD Ottobre 1990
EOS 10S commemorative kit EOS 10 EOS 10 QD Agosto 1991
EOS Elan EOS 100 EOS 100 QD Agosto 1991
EOS Rebel II/SII EOS 1000FN QD EOS 1000S QD Marzo 1992
EOS A2/A2e EOS 5 EOS 5 QD Novembre 1992
EOS Rebel XS EOS 500 EOS Kiss Settembre 1993
EOS Rebel X - - Novembre 1993
EOS-1N EOS-1N/1N HS/1N DP EOS-1N/1N HS/1N DP Novembre 1994
- EOS 5000 EOS 888 Gennaio 1995
EOS-1N RS EOS-1N RS EOS-1N RS Marzo 1995
EOS Elan II/IIe EOS 50/50e EOS 55 Settembre 1995
EOS Rebel G EOS 500N New EOS Kiss Settembre 1996
EOS IX EOS IX EOS IX E Ottobre 1996
EOS IX Lite EOS IX 7 EOS IX 50 Marzo 1998
EOS-3 EOS-3 EOS-3 Novembre 1998
- EOS 3000 EOS 88 Marzo 1999
EOS Rebel 2000 EOS 300 EOS Kiss III Aprile 1999
EOS-1v EOS-1v EOS-1v Marzo 2000
EOS Elan 7/7e EOS 30 EOS 7 Ottobre 2000
- - EOS Kiss III L Novembre 2001
EOS Rebel XS N EOS 3000N Canon EOS 66 Febbraio 2002
EOS Rebel Ti EOS 300V EOS Kiss 5 Settembre 2002
EOS Rebel GII - - Marzo 2003
EOS Rebel K2 EOS 3000V EOS Kiss Lite Settembre 2003
EOS Elan 7N/7NE EOS 30V/33V EOS 7s Aprile 2004
EOS Rebel T2 EOS 300X EOS Kiss 7 Settembre 2004

Fotocamere digitali[modifica | modifica sorgente]

Prima di realizzare la fotocamera EOS D30, Canon produsse, in collaborazione con Kodak, quattro reflex digitali modificando l'interno di una fotocamera a pellicola EOS-1N. Questi quattro corpi avevano un corpo EOS e potevano quindi montare obiettivi EF, mentre il sensore d'immagine e l'elettronica erano progettati e costruiti da Kodak. Le quattro fotocamere erano:

Modello Data di presentazione
EOS DCS3 Luglio 1995
EOS DCS1 Dicembre 1995
EOS D2000/Kodak DCS520 Marzo 1998
EOS D6000/Kodak DCS560 Dicembre 1998

Inoltre, Kodak produsse nel 2004 la reflex digitale Kodak DCS Pro SLR/c, che era compatibile con gran parte degli obiettivi EF ma non veniva prodotta in collaborazione con Canon.

Le reflex digitali nella seguente tabella, a partire dalla EOS D30, hanno corpi ed elettronica interamente progettati da Canon e, diversamente dalla gran parte degli altri produttori di reflex digitali, sono dotate di sensore CMOS. Fa eccezione la Canon EOS-1D, che utilizza un sensore CCD prodotto da Panasonic. Canon progetta e realizza i sensori CMOS che utilizza nelle proprie fotocamere EOS.

Nuovo tipo di fotocamere EOS[modifica | modifica sorgente]

Anche la Canon è entrata, a partire da luglio 2012, nel settore di mercato delle EVIL, con la EOS M, che Canon classifica con una denominazione alternativa ad EVIL: Compact System Camera.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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