BMW M

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Il logo della BMW Motorsport

La M GmbH, nota anche come BMW M o BMW Motorsport, è un'azienda automobilistica fondata nel 1972, divisione sportiva della Casa automobilistica tedesca BMW.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Una BMW 3.0 CSL "Batmobile" con strisce adesive Motorsport

Al momento della sua fondazione, nel maggio 1972, l'azienda aveva il nome di Motorsport GmbH: per questo motivo, ancora oggi, sono in molti ad identificarla con tale nome.
All'inizio, la Motorsport non era che una piccola divisione che contava solamente otto componenti, compreso il fondatore, Jochen Neerpasch, un ex-pilota BMW dalla grande esperienza in fatto di motori.
La Motorsport fu voluta dalla Casa bavarese come appoggio per la realizzazione di vetture sportive, sia stradali che da competizione, visto il grande successo dei suoi modelli su entrambi i fronti negli ultimi dieci anni.
Appena fondata, alla Motorsport fu assegnata la messa a punto e la realizzazione della BMW 3.0 CSL, utilizzata anche in gara, dove vinse su tutti i fronti. Nacque così anche la versione "Batmobile" di tale modello, così chiamata per le vistose appendici aerodinamiche. La versione stradale, prodotta in serie limitata, portava la firma Motorsport visibile attraverso l'utilizzo di strisce adesive di color rosso, viola e azzurro, i colori ufficiali Motorsport.
Più o meno nello stesso periodo, la Motosport il compito di realizzare una vettura dalle alte prestazioni sulla base delle BMW 2002 in listino. Ciò che ne scaturì fu la BMW 2002 turbo, una vettura dalla potenza di 170 CV al tempo elevata per un'auto stradale di quelle dimensioni, benché fosse stata poi utilizzata anche in ambito agonistico. Tale vettura, sebbene fosse stata prodotta per un periodo molto limitato e ed in pochi esemplari, rimase nel ricordo di molti appassionati.

Una BMW M1

Nel 1975, la Motorsport cominciò a collaborare al progetto E26, che tre anni più tardo avrebbe dato origine alla BMW M1, una berlinetta sportiva utilizzata anche nello specifico Campionato ProCar.
L'anno seguente, la BMW presentò l'ultima sua creazione ad alte prestazioni realizzata in collaborazione con la Motorsport: la M535i, una versione potenziata della Serie 5 in listino in quegli anni, in grado di raggiungere i 220 km/h grazie ad un motore da 3.5 litri di cilindrata in grado di erogare 218 CV di potenza massima, un valore notevole all'epoca. Tale modello fu il capostipite di tutta una serie di modelli BMW ad alte prestazioni, decisamente costosi e realizzati sulla base di modelli già esistenti. Da quel momento in poi l'attività della Motorsport si concentrò parecchio sulla produzione di modelli di quel tipo.
Nel 1984 la M535i fu proposta sulla base della berlina E28: stesso motore della versione precedente e stesse prestazioni, ma con uno stile più sportivo. Poco tempo dopo, sempre sulla base della Serie 5 E28, fu lanciato il modello di punta, la M5, capostipite di quella serie di BMW firmate Motorsport caratterizzate dalla denominazione a due caratteri: la M di Motorsport e la cifra della serie di appartenenza.

Nonostante il nuovo orientamento della Motorsport, non furono trascurate neppure le competizioni e durante la seconda metà degli anni ottanta lanciò la M3, pensata anche per un utilizzo in pista, prodotta in circa 17 000 esemplari, tra stradali e da competizione. Grazie a questa vettura, derivata dalle Serie 3 E30, la BMW si affermò in numerose competizioni a livello mondiale e continentale con oltre 1500 titoli in totale.

La Motorsport continuò a proporre nuovi modelli: nel 1989 fu lanciata la BMW Serie 8 e nel 1990 ne fu realizzato un prototipo griffato Motorsport, denominato M8 Prototype, che montava un poderoso V12 da 6 litri.

Una McLaren F1 LM

Visto lo scarso successo della Serie 8 in se', però, tale modello non fu mai prodotto in serie. Il suo V12 fu però riutilizzato, dopo essere stato opportunamente riadattato, finì per essere montato su una delle Gran Turismo più prestanti ed esclusive di sempre: la McLaren F1, una vettura realizzata in un centinaio di esemplari e motorizzata proprio con il potente V12 portato a 6.1 litri, in grado di erogare 627 CV e di spingere la vettura a 386 km/h. Anche tale vettura fu impiegata in gara, dove si affermò in diverse competizioni, tra cui la 24 Ore di Le Mans del 1995: in questo caso le F1 schierate erano denominate F1 GTR. Tale vettura gareggiò nel Campionato FIA GT 1997 sotto le insegne del team BMW Motorsport, vincendo diverse gare ma perdendo il titolo dopo essere stata rimontata dal team Mercedes-AMG; sempre nello stesso anno arrivano il 2º e il 3º posto assoluto alla 24 Ore di Le Mans 1997.
Nel periodo 1998-2000 l'impegno del team passa alla gestione di un programma nelle gare endurance, in collaborazione con la squadra Williams F1 viene allestita una sport aperta, denominata BMW V12 LM per gareggiare nella 24 Ore di Le Mans 1998, corsa nella quale i due prototipi bavaresi sono costretti al ritiro per problemi ai cuscinetti dei mozzi ruota. L'anno seguente viene presentata l'evoluzione della sport, la BMW V12 LMR, con tale vettura la squadra ottiene prestigiosi successi, vincendo la 12 Ore di Sebring e la 24 Ore di Le Mans 1999.

Nel frattempo furono lanciate le nuove versioni della M5 e della M3. Alla fine degli anni novanta arrivò anche la nuova M5, basata sulla serie E39 e all'inizio del nuovo millennio, anche la nuova M3.
Oggi la Motorsport è ancora molto attiva ed ha realizzato anche nuovi modelli basati sulle roadster e coupé Z4, nonché le nuove M3 ed M5 e le grosse coupé M6.

Effigie e colori ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Il logo della Motorsport è una "M" argentata abbinata ai colori: azzurro, viola e rosso. Questa livrea è nata per coniugare l'azzurro ufficiale BMW ed il rosso (al tempo della Texaco, sponsor BMW che ne acquisì i diritti) inserendo fra di essi il viola per migliorare l'abbinamento cromatico. L'effetto ottico, soprattutto date l'esigue dimensioni dei loghi e stemmi, e la presenza dell'azzurro lo fanno sembrare diverso poiché la combinazione usata è appunto un viola tendente al blu scuro (codice vernice BMW GLASGRUIT 4004, che infatti è identificato con "violett blue").

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