Amalarico

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Amalarico
Immagine di Amalarico negli archivi della Biblioteca Nacional de España, Madrid
Immagine di Amalarico negli archivi della Biblioteca Nacional de España, Madrid
Re dei Visigoti
In carica 510 - 531
Predecessore Gesalico
Successore Teudi
Nascita 502
Morte Barcellona, 531
Casa reale Balti
Padre Alarico II
Madre Teodegota
Consorte Clotilde dei Franchi

Amalarico dei Balti, Amalarico anche in spagnolo ed in portoghese, Amalaric in catalano (502Barcellona, 531), fu re dei visigoti dal 510 alla sua morte (531).

Origine[1][modifica | modifica sorgente]

Figlio del re dei Visigoti Alarico II, quindi della casa dei Balti e di Teodegota, figlia del re degli Ostrogoti Teodorico il Grande, della casa degli Amali.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Alla morte del padre, alla battaglia di Vouillé, nel 507, i nobili Visigoti, a Narbona, elessero re il suo fratellastro illegittimo Gesalico, non ostante l'opposizione del re degli Ostrogoti, Teodorico il Grande, che avrebbe preferito che sul trono andasse, anche se bambino, Amalarico, figlio legittimo di Alarico II, e suo nipote in quanto figlio di sua figlia, Teodegota.

Tra il 508 ed il 510, le truppe ostrogote del re Teodorico il Grande intervennero, sotto il comando del generale Ibbas, in Provenza ed in Settimania, per contrastare i Franchi di Clodoveo, che tentavano di conquistare tutti i territori della Gallia. La guerra terminò, all'arrivo dell'esercito ostrogoto, con l'abbandono, da parte dei Franchi e dei Burgundi dell'assedio di Arles, che era stata difesa eroicamente dal generale ostrogoto, Tulum.

Nel 511, alla morte di Clodoveo, anche la città di Rodez tornò ai visigoti. La Provenza però non fu restituita ai visigoti, ma governata assieme al regno d'Italia.

Nel frattempo i rapporti tra Teodorico e Gesalico si erano guastati ed Amalarico fu preso sotto tutela del nonno e portato a Barcino (l'attuale Barcellona), e fu posto sotto la protezione di un nobile Ostrogoto di nome Teudi, persona di fiducia del nonno Teodorico.

Nel 510, il generale Ibbas, comandante del contingente ostrogoto, a Barcino, fece eleggere Amalarico (di circa nove anni) re dei Visigoti e lui fu temporaneamente reggente a nome del nonno Teodorico, il vero governante attraverso due funzionari: Ampelio e Liberio.

Teodorico, per quindici anni fu il vero governatore del regno visigoto, e lo fece con molta abilità. In un secondo tempo, Teudi, che nel frattempo aveva sposato una nobile, ispano-romana, subentrò nella reggenza e nel governo del regno visigoto.

Nel 522, Amalarico fu proclamato (confermato) re dei Visigoti, ma Teudi, nella posizione di consigliere, continuò a mantenere nelle sue mani il potere effettivo.

Nel 526, alla morte del nonno Teodorico raggiunse un accordo col cugino Atalarico che il regno visigoto si estendeva sia sulla Spagna che sulla Settimania; mentre la Provenza apparteneva al regno ostrogoto d'Italia.

Dato che i figli di Clodoveo stavano cercando di estendere i loro domini su tutta la Gallia, Amalarico cercò di scongiurare il pericolo, sposando Clotilde, figlia di Clodoveo, re dei Franchi; l'unione non fu felice a causa della differenza di appartenenza religiosa: lui era ariano e lei cattolica, e gli insistenti tentativi di Amalarico di farla convertire all'arianesimo (secondo il vescovo Gregorio di Tours (536597), Amalarico nel tentativo di convertire la moglie, Clotilde arrivò anche a maltrattarla[2].), furono vani, anzi esasperarono i fratelli di lei Childeberto I e Clotario I. Childeberto, nel 531, invase la Settimania e sconfisse Amalarico nei pressi della sua capitale, Narbona. Amalarico fuggì[2] cercando di rifugiarsi a Barcellona.

Ma poco dopo, sempre nello stesso anno, fu assassinato[3], ed alla sua morte, l'ostrogoto Teudi venne eletto re dei visigoti. Childeberto conquistò Narbona, si riunì alla sorella e si impadronì di un considerevole tesoro[2].

Con Amalarico, aveva fine, almeno per la linea maschile, la dinastia dei Balti, che erano stati re dei Visigoti ininterrottamente per circa 135 anni, da Alarico I.

Discendenza[4][modifica | modifica sorgente]

Amalarico ebbe una figlia (non si sa se dalla moglie o da una concubina):

  • Goswinta (?-589), che sposò Atanagildo, futuro re dei Visigoti e poi, in seconde nozze, il re Leovigildo, assicurò la discendenza dei Balti e degli Amali in linea femminile sino a don Pelagio e sembra sino ai Capetingi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Dinastie dei Visigoti di Tolosa
  2. ^ a b c (LA) Gregorio di Tours, Historiarum Francorum, De interitu Amalarici. III, 10
  3. ^ Secondo le cronache di Giordane e Isidoro di Siviglia Amalarico fu pugnalato dai suoi stessi soldati nei pressi di Barcellona
  4. ^ (EN) Dinastie dei Visigoti di Spagna

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Rafael Altamira, La Spagna sotto i Visigoti, in «Storia del mondo medievale», vol. I, 1999, pp. 743–779
  • Maurice Doumoulin, Il regno d’Italia sotto Odoacre e Teodorico, in «Storia del mondo medievale», vol. I, 1999, pp. 420–444
  • Christian Pfister, La Gallia sotto i franchi merovingi: vicende storiche, in «Storia del mondo medievale», vol. I, 1999, pp. 688–711

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Sovrani visigoti Successore
Gesalico 510531 Teudi