Teudi

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Teudi
13-TEUDIS.JPG
Re dei Visigoti
In carica 531 - 548
Predecessore Amalarico
Successore Teudiselo
Morte Toledo, 548
Consorte una moglie ispano-romana

Teudi dei Visigoti, Teudis[1] in spagnolo ed in catalano, Têudis in portoghese (... – Toledo, 548), fu re dei visigoti dal 531 alla sua morte (548).

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Nobile di origine Ostrogota, tutore del precedente re Amalarico, in quanto uomo di fiducia del nonno di Amalarico, il re degli Ostrogoti Teodorico il Grande. I suoi nipoti divennero re degli Ostrogoti e re d'Italia, Ildibaldo dal 540 al 541 e Totila (chiamato anche Baduila) dal 541 al 552.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Alla morte di Amalarico, nel 531, l'ultimo[2] discendente maschio della dinastia dei Balti (discendenti da Balta), fu eletto re Teudi, che aveva sposato una ispano-romana molto ricca, proprietaria, secondo Procopio, di oltre 2000 tra schiavi e dipendenti.

Il suo primo atto fu di trasferire la capitale del regno da Narbona a Barcino (l'attuale Barcellona), in quanto i Franchi premevano sulla Settimania e l'avevano occupata quasi tutta. In quello stesso anno (531) i Franchi erano penetrati attraverso i Pirenei e avevano raggiunto la Cantabria e nel 532 si erano annessi un piccolo territorio ed alcune cittadine nella zona di Béziers (Settimania).

Nel 533 Childeberto I, unite le sue forze a quelle del fratello Clotario I, invase la Navarra, occupò Pamplona e mise sotto assedio Saragozza. Allora Teudi corse in aiuto alla città con due eserciti (uno comandato da lui, ed uno da comandato da Teudiselo); i Franchi, al suo arrivo, si ritirarono verso i Pirenei, dove furono sconfitti dalla sua armata, mentre Teudiselo, corrotto dai Franchi, non intervenne nella battaglia e permise ai Franchi di ritirarsi indisturbati, carichi di bottino.

Alleato degli Ostrogoti, si alleò anche con i Vandali del re Gelimero, da cui, nel 534 ottenne la città di Ceuta.

Difese Ceuta dagli attacchi Bizantini, quando questi ultimi invasero la costa africana (534-535). Nel 541, però, attaccato dai re Franchi Clotario I e Childeberto I, che arrivarono ad assediare, per quarantanove giorni, Pamplona e Zaragoza, non poté correre in difesa di Ceuta, che, accerchiata sia da terra che dal mare, cadde in mano bizantina nel 542.

Molto probabilmente, spostò la capitale da Barcino a Toledo.

Durante il suo regno furono emanate le uniche leggi, dal tempo di Eurico. Leggi promulgate ed esposte, nel novembre 546, nel palazzo di Toledo, che ricalcavano in parte le vecchie leggi ispano-romane.

Fu assassinato in uno dei palazzi reali o di Barcellona o di Siviglia, o molto più probabilmente di Toledo, nel 548, da un Goto che si faceva passare per pazzo.

Discendenza familiare[3][modifica | modifica wikitesto]

Non si hanno precise notizie su eventuali figli avuti dalla ricca moglie ispano-romana.

Però, secondo lo storico Procopio, Teudi aveva una sorella, che aveva due figli:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Teudis è il nome che gli fu assegnato da Sant'Isidoro di Siviglia, ma probabilmente il suo nome fu Teodorico.
  2. ^ La figlia di Amalarico, Goswinta, sposò Atanagildo, futuro re dei Visigoti e poi, in seconde nozze, il re Leovigildo, assicurò la discendenza dei Balti in linea femminile sino a don Pelagio e sembra sino ai Capetingi
  3. ^ (EN) Dinastie dei Visigoti

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rafael Altamira, La Spagna sotto i Visigoti, in <<Storia del mondo medievale>>, vol. I, 1999, pp. 743-779

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Sovrani visigoti Successore
Amalarico 531548 Teudiselo