Accordi bilaterali tra Svizzera e Unione europea

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In seguito al rifiuto della popolazione svizzera di ratificare per referendum l'accordo sullo Spazio Economico Europeo del 6 dicembre 1992, il Consiglio federale intraprende una serie di negoziati bilaterali con l'Unione europea (UE). Negoziati che si concretizzeranno l'11 dicembre 1998 con la conclusione degli accordi bilaterali I, che verranno sottoscritti il 21 giugno 1999.

Nel mese di giugno del 2001 la Svizzera e l'UE decidono di intavolare dei nuovi negoziati bilaterali su ulteriori 10 temi. I primi 7 sono questioni che non potevano essere trattate prima della conclusione dei primi accordi e per le quali entrambe le parti, al termine degli accordi bilaterali I, si sono impegnate ad avviare una discussione.

I temi del fisco, del risparmio e della lotta contro la frode fiscale sono richieste dell'UE, mentre la Svizzera insiste per gli accordi di Schengen e di Dublino. Il 19 maggio 2004 vengono conclusi gli accordi bilaterali II (o bis), che vengono firmati il 26 ottobre. Questi trattati sottolineano la volontà di entrambe le parti di proseguire sulla via bilaterale, che consente alla Svizzera di difendere i suoi interessi e di regolare in modo pragmatico i problemi concreti riscontrati nei confronti dell'UE.

Gli accordi bilaterali II sono entrati in vigore in anni diversi a seconda dell'anno di approvazione delle parti contraenti (membri dell'UE).

Accordi bilaterali I[modifica | modifica sorgente]

L'insieme di questi accordi è stato sottoposto ad un referendum confermativo ed approvato dal 67,2% degli elettori svizzeri il 21 maggio 2000. Essi sono entrati in vigore il 1º giugno 2002. L'accordo sulla libera circolazione delle persone, concluso originariamente con i 15 paesi membri della UE, ha dovuto essere esteso ai 10 nuovi membri che si sono uniti alla UE nel 2004. Questa estensione è stata altresì sottoposta a referendum confermativo e approvata dal 56% degli elettori svizzeri, il 25 settembre 2005. Gli altri accordi sono stati estesi senza opposizione di sorta.

Accordi bilaterali II[modifica | modifica sorgente]

  • Cooperazione in materia di giustizia, sicurezza, diritto d'asilo e di migrazione con l'UE (convenzioni di Schengen e Dublino)
  • Trattamento fiscale del risparmio: la Svizzera opera una ritenuta d'imposta sul profitto degli stati UE che sarà portata, per passaggi successivi, fino al 35%. Questa ritenuta interessa esclusivamente gli interessi generati dai depositi delle persone fisiche con domicilio fiscale in un paese UE
  • Lotta alle frodi: la cooperazione tra la Svizzera e la UE è intensificata in materia di lotta al contrabbando e ad altri reati inerenti alla fiscalità indiretta (tasse doganali, IVA, imposte sul consumo), o in presenza di reati legati all'attribuzione di sovvenzioni o di forniture alla pubblica amministrazione
  • Prodotti agricoli trasformati: le tasse doganali e le sovvenzioni all'esportazione sono state ridotte considerevolmente per un ampio ventaglio di prodotti dell'industria alimentare (cioccolato, biscotti, zuppe, salse, paste alimentari, caffè solubile, ecc.). Questo accordo è in vigore dal 1º febbraio 2005.
  • Ambiente: la Svizzera diventa membro dell'Agenzia Ambientale Europea.
  • Statistica: la raccolta dei dati statistici viene armonizzata allo scopo di disporre di una grande base di dati statistici paragonabili e utilizzabili per supportare decisioni di carattere politico ed economico
  • MEDIA: i cineasti svizzeri avranno pieno accesso ai programmi comunitari MEDIA, tendenti a promuovere e rendere competitivo il cinema europeo.
  • Pensioni: l'imposizione doppia agli ex-funzionari UE residenti in Svizzera viene soppressa
  • Programmi educazione/formazione professionale/gioventù: la collaborazione nei programmi di mobilità degli studenti e delle persone in formazione viene rafforzata con un semplice scambio di lettere
  • La Svizzera verserà volontariamente un miliardo di franchi svizzeri in 5 anni ai nuovi entrati (ciò non impedirà un nuovo sollecito quando Bulgaria e Romania entreranno nella UE).

L'accordo sulla partecipazione della Svizzera alle convenzioni di Schengen e Dublino è stato sottoposto a referendum confermativo e approvato dal 54,8% degli elettori svizzeri il 5 giugno 2005, mentre gli altri accordi non hanno ricevuto opposizione.

Referendum del 2014[modifica | modifica sorgente]

Dopo il referendum del 9 febbraio 2014 per imporre un limite al numero di lavoratori stranieri nel suolo svizzero proposto dall'UDC, l'Unione europea ha temporaneamente bloccato il dialogo su alcuni ulteriori possibili trattati.[1] La sospensione dell'accordo di Schengen comporterebbe lo stop immediato di tutti gli accordi bilaterali, che dovrebbero essere rinegoziati.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Michele Rossi - Alessandra Prinz, L'accordo bilaterale Svizzera-UE sulla libera circolazione delle persone in sintesi, Boss Editore, Ponte Tresa 2004. ISBN 88-89093-00-5.
  • Michele Rossi - Marinella Cappelletti - Roberto Balzaretti - Christine Kaddous - Andrea Pedroli, Accordi bilaterali Svizzera - Unione europea; CFPG Lugano 2009, ISBN 978-88-8153-041-0; Helbing Lichtenhahn, Basilea 2009, ISBN 978-3-7190-2928-9.
  • Giuseppe Pesce, Svizzera & Italia, questioni di diritto - diritto internazionale privato, coniugi, beni immobili, reciprocità, Casa editrice Stamperia Nazionale, Roma, 2011. ISBN 978-88-66380-09-2.

Note[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]