Abu Inan Faris

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Abū ʿInān Fāris
Sultano merinide
In carica 749 H. (1348) - 21 Dhu l-hìjja H. (24 novembre 1358)
Incoronazione 1348
Predecessore Abū l-Ḥasan b. ʿUthmān
Successore Prima crisi merinide: Inizio del "regno dei visir" Abu Zayyan Muhammad III
Nascita 730 h (1329)
Morte Fes, 21 Dhu l-hìjja H. (24 novembre 1358)
Dinastia Merinidi
Padre Abū l-Ḥasan b. ʿUthmān

Abū ʿInān Fāris (in arabo: أبو عنان فارس بن علي; 1329Fes, 10 gennaio 1358) è stato il nono sultano della dinastia merinide.

Regnò sul Marocco dal 1348 al 1358 dopo aver deposto il padre Abū l-Ḥasan b. ʿUthmān.
Nel 1358 venne strangolato da un suo visir.[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il padre di Abu Inan, Abu l-Hasan 'Ali ibn 'Uthman, aveva conquistato la città di Tlemcen nel 1337, sconfiggendo gli Zayyanidi. Nel 1347 Abu l-Hasan conquistò anche l'Ifriqiya, riunificando tutto il Maghreb sotto il suo controllo. Tuttavia, Abū l-Ḥasan andò troppo oltre nel tentativo di imporre una maggiore autorità sulle tribù arabe del sud della Tunisia. Le tribù si ribellarono, e nell'aprile del 1348 sconfissero l'esercito merinide nei pressi di Qayrawan. Abu Inan Faris, che aveva servito fino quel momento come governatore di Tlemcen, andò a Fes e si proclamò sultano. Tlemcen e il Maghreb centrale si ribellarono.

Dopo la sconfitta in Tunisia Abū l-Ḥasan tentò di fuggire via mare, ma la sua flotta venne distrutta da una tempesta al largo di Bijaya, il sultano rimase incagliato nel cuore del territorio nemico ma sfuggì alla cattura e riuscì a raggiungere i suoi sostenitori ad Algeri. Riuscì a mettere insieme forze sufficienti per tentare di recuperare Tlemcen, ma fu sconfitto dalla rinascente dinastia zayyanide.

Molti dei suoi ex sostenitori disertarono. Abū l-Ḥasan fu costretto a marciare verso Sigilmassa, nel sud del Marocco, che sperava di usare come base per recuperare il suo sultanato. Ma gli eserciti del figlio Abū Inan Faris arrivarono nella zona, costringendo Abu l-Ḥasan a fuggire a Marrakesh insieme a quello che rimaneva dei suoi sostenitori. Nel maggio del 1350, Abu Inan sconfisse definitivamente il padre Abu l-Ḥasan sulle rive del fiume Umm al-Rabīʿa. Abū l-Ḥasan fuggì verso le alte montagne dell'Atlante trovando rifugio presso le tribù Hintata. Sconfitto, malato e senza risorse, Abu l-Ḥasan, accettò di abdicare in favore del figlio Abu Inan Faris tra la fine del 1350 e l'inizio del 1351.
Nel 1352 Abu Inan Faris riconquistò Tlemcen e il Maghreb centrale. Conquistò Bijaya nel 1353.

I Nasridi del Sultanato di Granada temevano che Abu Inan, dopo aver ottenuto il pieno controllo del Maghreb, potesse tentare di invadere il Sultanato di Granada. Per indebolirlo i Nasridi fomentarono la ribellione di un suo fratello, Abu l-Fadl, che era stato per breve tempo governatore di Tunisi. Il sultano di Granada Abu l-Ḥajjaj Yusuf I mandò una flotta e dei mercenari castigliani ad Abu l-Fadl a Sousse, dove lanciò la sua ribellione.

Abu Inan continuò la sua espansione verso est, e prese Tunisi nel 1357, diventando il signore di tutto il Maghreb. A causa degli intrighi del suo visir, Faris ibn Maymum, fu costretto a ritirarsi dall'Ifriqiya nel 1357. Abu Inan si ammalò nel novembre 1357. Un altro suo visir, Hasan ibn 'Umar al-Fududi, ebbe una disputa con l'erede al trono merinide Abu Zayyan Muhammad, così nominò nuovo erede al trono un altro figlio di Abu Inan, il giovane Abu Bakr Sa'id. Quando Abu Inan cominciò a riprendersi dalla sua malattia il visir temette di venire punito per aver nominato Abu Bakr nuovo erede al trono, e per questo motivo il 10 gennaio 1358 strangolò Abu Inan Faris.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Abu Inan commissionò ad Ibn Battuta, considerato uno dei più grandi viaggiatori ed esploratori della storia, la Rihla, la descrizione del suo viaggio. Alla sua corte ebbe anche Ibn Khaldun, considerato un sociologo ante litteram delle società araba, berbera e persiana, nonché uno dei padri fondatori della storiografia e della sociologia e uno dei primi economisti.[2]
Inoltre fece costruire diverse strutture come la Madrasa Abu Inania di Fes, la Madrasa Abu Inania di Meknes, la Zaouiya Annoussak a Salé e sempre a Salé fece costruire un Maristan (una scuola di medicina ed un ospedale).

Immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ibn Khaldûn, Le Livre des exemples, Introduction, Gallimard, Bibliothèque de la Pléiade, p. 92. ISBN 978-2-07-011425-2
  2. ^ Joseph J. Spengler (1964). "Economic Thought of Islam: Ibn Khaldun", Comparative Studies in Society and History, 6(3), pp. 268-306.
      • Jean David C. Boulakia (1971). "Ibn Khaldûn: A Fourteenth-Century Economist", Journal of Political Economy, 79(5), pp. 1105-1118.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Julien, Charles-André, Histoire de l'Afrique du Nord, des origines à 1830, Payot, Paris, 1994

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Sultano del Marocco Successore
Abû al-Hasan b. `Uthmân 1348 - 1358 Prima crisi merinide: Inizio del "regno dei visir" Abû Ziyân al-Sa`îd Muhammad b. Fâris