Ögödei
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ögödei in una stampa del XIV secolo
Ögödei o Ögedei Khan (in mongolo: Өгөөдэй,Ögöödei; in cinese: 窝阔台, Hànyǔ Pīnyīn: Wōkuòtá; anche Ogotai e Oktay) (1186 – 1241) è stato un sovrano e condottiero mongolo. Ögodei era il terzo figlio di Genghis Khan e secondo Gran Khan dell'Impero Mongolo, o tartaro come era chiamato dagli europei estendendo all'intero popolo della steppa mongolica il nome proprio (storpiato in modo spregiativo) di una delle tribù che furono a suo tempo unificate da Gengis Khan, i Tatari. La connotazione negativa del nome nel linguaggio comune dell'epoca era evidenziata dalla similitudine con il Tartaro, un oltretomba infernale della mitologia greca, che ben si adattava all'efferata violenza dell'espansione mongola.
Come tutti i Gran Khan, Ögodei venne eletto dal Quriltai, l'assemblea dell'aristocrazia mongola: fu eletto nel 1229 e il suo potere proseguì fino al 1242, data della sua morte.
A lui si deve la costruzione di un primo embrionale sistema burocratico dell'impero mongolo, la creazione dell'efficientissimo servizio postale mongolo (quello che permise a frate Giovanni da Pian del Carpine di percorrere immense distanze in pochissimo tempo) e il primo grande tentativo di invasione dell'Europa. Ogodei radunò un esercito di 150.000 uomini ("15 tenebre" secondo l'unità di misura mongola) e con esso invase un'Europa divisa in numerosi regni e indebolita dal contrasto tra il Papato e il Sacro Romano Impero, divisioni che rendevano l'Europa un obiettivo molto debole e appetibile.
I Mongoli in breve tempo riuscirono ad arrivare fino ai confini del Friuli, ma tutto a un tratto si fermarono e con la stessa velocità con cui erano arrivati scomparirono (seguendo una strada diversa rispetto a quella percorsa all'andata per motivi di superstizione - soprattutto frate Guglielmo di Rubruck ci parla della superstiziosità dei Mongoli. Anche nel viaggio di ritorno mostrarono grande arte nella distruzione e nello sterminio). L'improvvisa ritirata fu dovuta alla notizia della morte di Ögodei che richiese la presenza di tutti i principi mongoli per presiedere al nuovo Quriltai che portò all'elezione di Güyük, figlio di Ögodei.

