Évariste Carpentier

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Évariste Carpentier

Évariste Carpentier (Kuurne, 2 dicembre 1845Liegi, 12 settembre 1922) è stato un pittore belga. Dipinse scene storiche, di genere e paesaggi. Passò dall'accademismo iniziale al naturalismo, per poi approdare al luminismo impressionista. Fu professore e poi Direttore dell'Accademia di Belle Arti di Liegi.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

La formazione[modifica | modifica sorgente]

Nato in una famiglia di modesti agricoltori a Kuurne, un villaggio nei pressi di Courtrai, nelle Fiandre occidentali, Carpentier seguì dal 1861 dei corsi all'Accademia di Belle Arti di Courtrai. Nel 1864 fu ammesso all'Accademia Reale di Belle Arti di Anversa, dove seguì gli insegnamenti di Nicaise de Keyser dal 1864 al 1868.

Allievo brillante, gli fu conferito il Premio di Eccellenza nel 1865, ciò che gli permise di avere uno studio privato all'interno dell'Accademia stessa.

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

Nel 1872 Carpentier si stabilì ad Anversa e vi aprì il suo atelier personale. Produsse molte opere su commissione, che però non rivelavano la sua personalità artistica. Iniziò con soggetti religiosi, temi legati all'antichità e simili, e fu proprio nell'ambito della pittura storica che egli si fece soprattutto apprezzare: il quadro "Il disastro della Grande Russia" fu esposto al Circolo Artistico di Anversa ed ottenne un grande successo. Seguendo sempre il gusto accademico dell'epoca, Carpentier amava ritrarre anche animali da cortile e, più in generale, il fascino della vita campestre.

Conversazione privata (ca. 1892/1894). Broelmuseum, Courtrai, Belgio
Ragazza con annaffiatoio
La biancheria ad asciugare

Durante questo periodo Carpentier fece amicizia con gli altri allievi dell'Accademia, fra i quali vi erano Émile Claus, Théodore Verstraete, Frans Hens, Jan Van Beers e con loro si ritrovava spesso alle mostre organizzate dal Circolo artistico. Proprio Émile Claus occupò, dal 1874 al 1877, un angolo dello studio di Carpentier[1].

Nel 1876 una vecchia ferita al ginocchio, che risaliva alla sua infanzia, generò una serie di complicazioni, al punto che i medici paventarono persino l'amputazione. Quando il dolore gli impedì di lavorare, Carpentier lasciò Anversa e tornò al suo paese natale, dove sua sorella lo curò amorosamente per tre anni.

Il soggiorno in Francia[modifica | modifica sorgente]

Su consiglio del medico, Carpentier lasciò Kuurne nel 1879 e si trasferì nel sud della Francia, al fine di accelerare la sua convalescenza. Un anno dopo, tornando nel nord, si fermò a Parigi, dove ritrovò il vecchio amico Jan Van Beers. Costui lo persuase a stabilirsi nella capitale e a dividere con lui lo studio. Carpentier accettò e prese a dipingere con realismo l'ambiente ovattato della borghesia parigina.

Nel 1881 poté finalmente disfarsi delle stampelle e aprì un suo studio in Boulevard de Clichy, dove tornò a seguire la sua vecchia passione per la pittura storica. Le scene della Rivoluzione francese e gli episodi dell'insurrezione della Vandea furono le sue principali fonti di ispirazione. Avendo poi una predilezione per gli episodi drammatici, vi applicò tutta la sua affinata tecnica compositiva, cercando di rendere ancor più il carattere patetico degli episodi storici minori. Questa tendenza si può osservare in diverse sue opere come "Chouans in marcia" del 1883 o in "Madame Roland nella prigione di Sainte-Pélagie" del 1886. Queste tele gli procurarono successo presso il pubblico e le ordinazioni si susseguirono.

Ma questo stesso successo costituì per Carpentier un impedimento alla sua scoperta della pittura "all'aria aperta". Il 1884 segnò una svolta veramente decisiva nella sua carriera. Carpentier si liberò infatti di ogni convenzione legata all'accademismo e trovò finalmente la sua strada. Di fatto fu la scoperta delle opere di Jules Bastien-Lepage che lo iniziò al "plenarismo" e fece sì che, passando per il movimento realista, egli traesse ispirazione dalla libera natura. Soggiornò allora per due stagioni a Saint-Pierre-lès-Nemours, presso la foresta di Fontainebleau, ma si fermò anche a Tréport e a Saint-Malo.

Il ritorno in Belgio[modifica | modifica sorgente]

Al suo ritorno in patria nel 1886 (abbandonerà definitivamente il suo atelier parigino nel 1890) Carpentier assistette alla diffusione dell'impressionismo attraverso diverse manifestazioni organizzate a Bruxelles dal Gruppo dei XX. Durante la sua lunga permanenza in Francia aveva già incontrato gli impressionisti, ma era stato contagiato dal naturalismo di Bastien-Lepage e di Jules Breton.

Dopo il suo debutto come pittore all'aria aperta, la sua tavolozza si fece nettamente più chiara e la sua pennellata, in un impasto talvolta denso, divenne progressivamente più morbida.

Sistematosi in Belgio, Carpentier continuò comunque a viaggiare. Dal 1886 al 1896 attraversò le campagne belghe e francesi, alla ricerca di sempre nuovi paesaggi. Con i suoi amici paesaggisti Franz Courtens e Joseph Coosemans[2], si recò di frequente nella regione di "Campine" nel sud del Belgio, ma anche in Bretagna, terra cui era particolarmente affezionato.

Nel 1888 Carpentier sposò Jeanne Smaelen. Le nozze furono celebrate a Verviers e da questa unione nacquero cinque figli.[3].

Nel 1890 la giovane coppia si stabilì nella provincia del Brabante Fiammingo, a Overijse, dove Carpentier dipinse la sua celebre "Donna che lava le rape", acquistata dal Museo di Arte Moderna di Liegi.

Nel 1892 Carpentier traslocò ancora una volta, per sistemarsi a La Hulpe. Ed è proprio in questo periodo che il suo talento sbocciò, permettendogli di ricercare la verità della natura secondo dei sintagmi impressionistici paralleli a quelli del suo amico Émile Claus. Carpentier si portò verso tonalità delicate e usò una pennellata ariosa: questa volta egli prese risolutamente la strada della modernità, divenendo uno dei più attivi fautori dell'impressionismo luminista.

« Carpentier fu un impressionista nel senso che le sue tele forano il muro dove vengono appese, come finestre sulla sana vita al sole [...] Egli è uno di quegli artisti che sfuggono alle etichette, perché la loro ispirazione è diversificata come lo è la vita stessa»
(Georges Simenon[4])

Professore e Direttore[modifica | modifica sorgente]

Nel 1897 Carpentier fu nominato professore di pittura all'Accademia di Belle arti di Liegi, succedendo a Émile Deperée che era deceduto. Ed è dunque nello stesso anno, quando era cinquantunenne, che egli andò a stabilirsi nella "Città ardente"[5] in Rue Mont Saint-Martin. Prendendo poi anche il posto di Prosper Dion, egli assicurò le funzioni di Direttore dell'Accademia dal 1904 al 1910, pur continuando ad insegnare. Dal 1909 cambiò ancora una volta casa e andò ad abitare in Rue Hors-château.

L'insediamento di Carpentier come professore a Liegi produsse una decisiva e determinante inversione di marcia nella pittura dell'ambiente cittadino: egli liberò l'arte dal grigiore e dai convenzionalismi dello stile accademico, sostituendoli con i canoni dell'estetica impressionista. In ventun anni d'insegnamento gli allievi che lo affiancarono furono numerosi, anche se non tutti seguirono la sua "maniera". Fra i più noti e quelli che assorbirono in modo significativo l'influenza del maestro troviamo in particolare Armand Jamar, Albert Lemaître, José Wolff. Altri artisti di Liegi passarono per la sua aula, come Fernand Steven, Robert Crommelynck, Adrien Dupagne, Marcel Caron, Jean Donnay e, non ultimo, Auguste Mambour.

Peraltro, Carpentier fu prodigo di consigli anche con pittori che non frequentavano i suoi corsi, quale ad esempio Xavier Würtz. Persino Richard Heintz, il pittore delle Ardenne, beneficiò dei suoi incoraggiamenti.

A partire dal 1906 Carpentier passò sempre le sue vacanze estive a Vieuxville, nella casa detta dell'"Abbé de Stavolt", e andò in pensione solo alla fine della prima Guerra Mondiale. Morì a Liegi nel 1922, a 77 anni.

L'artista e l'opera[modifica | modifica sorgente]

Carpentier godette in vita di un vasto successo. Nel corso della sua carriera ricevette numerosi riconoscimenti e premi nelle mostre internazionali europee e statunitensi (Chicago, Filadelfia, etc.), fra cui le medaglie d'oro ad Anversa, Monaco di Baviera, Berlino (per l'opera "Sole d'estate" del 1896), Parigi, Amsterdam, Barcellona e Nizza.

Dopo la morte Carpentier fu completamente dimenticato e la sua opera è stata riscoperta tardivamente negli ultimi anni del XX secolo. Solo adesso ci si rende conto pienamente dell'importanza di questo artista, non solo perché professore all'Accademia di Liegi, da dove diede il via ad un nuovo modo di dipingere nella "Città ardente", ma soprattutto per l'insieme delle sue opere, che costituisce l'anello essenziale nel processo di fioritura e di sviluppo della pittura moderna in Belgio.

Giudizio critico[modifica | modifica sorgente]

« La sua carriera sarà un lungo cammino, un'evoluzione lenta e tenace, il cui compimento costituirà quell'apoteosi luminista così ricca di nuova linfa nell'evoluzione della pittura di Liegi »
(Annick Lemoine[6])

Alcune opere[modifica | modifica sorgente]

  • Museo reale di Belle arti - Anversa
Episodio dell'insurrezione della Vandea nel 1795
La giovane vaccara nelle Ardenne
Sole d'estate, 1896.
  • Collezioni dell'Amministrazione comunale di Blégny
Esecuzione dei notabili di Blégny, agosto 1914, verso il 1918.
  • Musei reali di Belle arti del Belgio - Bruxelles
Le straniere, 1887.
  • Collezioni della Comunità fiamminga del Belgio
La merenda nella bassa corte
La visita
L'uscita da scuola
  • Museo d'arte e storia di Cholet
Imboscata di Chouans, verso il 1883.
Chouans in marcia, 1883.
L'allerta, 1884.
Un fosso nella Campine
La reprimenda
Giovane pescatore
Conversazione intima, verso il 1892.
  • Museo comunale di Huy
La siesta, verso il 1897.
La rivolta della Vandea, 1880.
Visita alla convalescente, verso il 1887.
L'avaro, verso il 1893.
  • Museo d'arte moderna e d'arte contemporanea di Liegi
Donna che lava le rape, 1890.
La guardiana di capre
Le anatre
  • Museo dell'Arte vallone - Liegi
Il bagno vietato, 1877.
Mare del Nord, 1897.
  • Palazzo dei Principi-Vescovi di Liegi
Il secondo cortile del "Palais des Princes-Évêques de Liège", verso il 1900.
L'Hôtel Curtius, "quai de Maestricht", verso il 1900.
La chiesa di Saint-Jacques, verso il 1900.
La chiesa di Saint-Barthélemy, verso il 1900.
L'antico Ponte degli Archi e l'antica chiesa di Saint-Pholien di Liegi, verso il 1900.
Il passaggio d'acqua, di fronte alla "Basse Sauvenière", verso il 1900.
Primo tentativo di navigazione
Passeggiata di una famiglia nei dintorni di Parigi
I raccoglitori di rape
Madame Roland nella prigione di Sainte-Pélagie, 1886.
Il piccolo stagno, verso il 1894.
  • Collezione privata
Le prime belle giornate, verso il 1902.

Allievi[modifica | modifica sorgente]

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Omaggi e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Fu insignito dell'Ordine di Leopoldo. Un suo busto in bronzo, realizzato da Rik Vermeersch, è stato eretto e inaugurato il 19 dicembre 1998 sulla piazza della Casa comunale di Kuurne.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Citazione di Léon Tombu in Peintres et sculpteurs à l'aube du XXe siècle, Ediz. Auguste Bernard, Liegi, 1907. Pag. 82
  2. ^ Da: L'école de Tervueren di Herman De Vilder e Mauritz Wynants, ed. "Les amis de l'école de Tervueren", 2000. Pag.103
  3. ^ Uno dei figli, Fritz Carpentier (1890-1978), laureato in Scienze Naturali, diverrà un eminente entomologo, pioniere della Morfologia degli insetti. Sarà Conservatore delle collezioni dell'Istituto di Zoologia di Liegi dal 1922 al 1958 e, in seguito, verrà incaricato di un corso di Morfologia e Sistematica degli invertegrati presso l'Università di Liegi, nel Corso di Laurea in Scienze Zoologiche. Ricevette, nel 1962, il Premio Adolphe Crèvecoeur.
  4. ^ Estratto da un articolo biografico del romanziere, comparso nel numero di Natale del 1922 sulla Gazzetta di Liegi.
  5. ^ Appellativo di Liegi.
  6. ^ Annick Lemoine, storica dell'arte, è autrice di numerose opere, fra cui Évariste Carpentier, edito da Mecenart nel 1994.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Annick Lemoine, "Evariste Carpentier (1845-1922)", Mecenart/Galerij Depypere, 1994.
  • Sonia Jérôme, Liliane Sabatini, Louis Maraite e Gaëtane Warzée, "À la recherche de… Évariste Carpentier", catalogo della mostra "Espace BBL Liegi", 1997-1998.
  • Serge Goyens de Heusch, "L’Impressionnisme et le Fauvisme en Belgique", Fonds Mercator, 1998.
  • AA.VV., "500 chefs-d'œuvre de l'art belge du XV à nos jours, Coordinamento di Joost De Geest, Racine, 2006.
  • "Vers la modernité, le XIXe siècle au Pays de Liège", catalogo d'esposizione (Liegi, 5 ottobre 2001 - 20 gennaio 2002). Liegi, 2001.
  • Gaëtane Warzée, "Évariste Carpentier et le renouveau de la peinture liégeoise à l’aube du XXe", in: Atti del 47º congresso della Federazione dei Circoli di archeologia e di storia del Belgio, 2º Congresso dell'Associazione dei Circoli francofoni di storia e d'archeologia del Belgio, Nivelles 1984.
  • Patrick e Viviane Berko, "Dictionnaire des peintres d’animaux, belges et hollandais, nés entre 1750 et 1880", Ediz. Knokke, 1998.
  • Liliane Sabatini, "Le Musée de l'Art wallon", Collana "Musea Nostra", Ministero della Comunità francese del Belgio & Credito Comunale del Belgio, Bruxelles, 1988.
  • Jules Bosmant, "La peinture et la sculpture au Pays de Liège de 1793 à nos jours", Ediz. Mawet, 1930.

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