Yamaha DX7

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Prima versione del DX7

Il DX7 Yamaha è stata la prima tastiera musicale interamente digitale in commercio, basata sulla Sintesi FM (in realtà una modulazione di fase e non di frequenza), concepita da John Chowning e commercializzata tra il 1982 ed il 1986, con una versione successiva nota come DX7II, dotata in una versione di floppy, tra il 1987 ed il 1989. La versione da rack dello strumento è denominata TX7.

Struttura dello strumento[modifica | modifica wikitesto]

Lo strumento possiede:

  • 6 oscillatori per ognuna delle 16 voci di polifonia (definiti operatori)
  • 1 LFO sinusoidale
  • 6 generatori d'inviluppo
  • È monotimbrica con un DAC a 13 bit BA9221 (nella serie del dicembre 1985)
  • La tastiera a 61 note ha la sensibilità alla velocità ed aftertouch controllata da un microcontrollore 6305 aggiuntivo
  • È possibile programmare la sensibilità alla velocità in modo lineare (come gli strumenti acustici) o logaritmico per essere più adatta alla sensibilità uditiva
  • Piccolo display di 2 linee da 16 caratteri alfanumerici
  • 2 rotelle per la tonalità e per l'effetto
  • 32 suoni di memoria per le sonorità preprogrammate, a cui si aggiungono quelle su cartridge contenente una EPROM 27(c)256 programmata dallo strumento stesso
  • Porta MIDI priva della funzione OMNI, ancora non adottata all'epoca e con risposta alla velocità col livello massimo a 99 nonostante il limite MIDI sia 127
  • I 2 integrati di sintesi, nella serie del Dicembre 1985, sono: YM2128 ed YM2129, il microcontrollore principale è il 6303 e sulla piastra di alimentazione di rete non ci sono protezioni contro le variazioni di tensione che è a 220 V.

Il modello MkII[modifica | modifica wikitesto]

Fra il 1987 e il 1989 furono prodotte tre versioni del modello Mark II:

DX7s, con 64 locazioni di memoria per le patch e DAC a 15 bit, quindi timbrica meno rumorosa e maggiore dinamica

DX7-II con le seguenti migliorie:

  • Modalità layer e split
  • Uscite stereo, con panning programmabile o automatico delle singole voci
  • I delicati pulsanti a membrana sono sostituiti da pulsanti ad azione meccanica, più robusti
  • Display alfanumerico da 2 righe di 40 caratteri, più doppio display a 7 segmenti per il numero delle patch
  • Doppio slider per il data entry
  • Fractional Scaling: possibilità di programmare una scalatura progressiva ogni tre note, per emulare gli strumenti acustici
  • Temperamento, selezionabile fra equabile, naturale e pitagorico
  • Unisono sia mono che polifonico fino a 4 voci, alterabili con detune per ottenere un suono più corposo
  • Pitch bend programmabile per poter agire solo sulla nota più bassa o più alta; controllabile anche da aftertouch e breath controller
  • Possibilità di memorizzare fino a 32 performances (combinazioni di patch e parametri espressivi)
  • Glissando con intervalli programmabili da una nota ad una ottava
  • 16 LFO con possibilità di funzionamento asincrono per effetti di ensemble più realistici

DX7-IIFD come il DX7-II ma con in più un floppy drive da 3,5"

Musicisti[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di uno strumento onnipresente nel pop degli anni ottanta. Di seguito solo alcuni esempi di musicisti che ne hanno fatto uso:

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Nel film Mostri contro alieni il presidente degli Stati Uniti, come primo contatto, esegue con una DX7 prima il tema di Incontri ravvicinati del terzo tipo, steccando l'ultima nota, e poi il tema di Beverly Hills Cop.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Musica Portale Musica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di musica