Tuvani

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Tuvani
Luogo d'origineRussia
Popolazioneoltre 280.000
Linguatuvano, russo e mongolo
ReligioneAnimismo (sciamanesimo) e buddhismo tibetano.
Gruppi correlatipopoli turchi dell'Asia centro-settentrionale.
Distribuzione
Russia Russia[1] 243.442
Mongolia Mongolia 34.066 (5.433 tuvani; 28.633 urianhaj)
Cina Cina ~2.400

I tuvani (o anche tuviniani; in lingua tuvana e in mongolo: Тывалар, Tyvalar) sono un gruppo etnico di origine turca della Russia e della Cina. Sono stanziati principalmente nella repubblica di Tuva, in Russia, e sono storicamente conosciuti come un gruppo degli urianhaj (mongolo Урианхай; tradotto in cinese con 烏梁海 Wūliánghǎi). I tuvani, come anche gli šori ed i sayani sono noti per presentare frequentemente depigmentazione (capelli biondi), carattere probabilmente ereditato dagli antichi Ting-ling o dai chirghisi dello Enisej.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I tuvani sono quasi sempre stati, nel corso della loro storia, allevatori, in special modo di capre, pecore, cammelli, renne e yak. Tradizionalmente hanno sempre vissuto in yurta o chum che erano soliti spostare per pascolare le mandrie.

Una mappa che mostra l'estensione del Khanato Uiguro nell'820

I tuvani furono assoggettati all'impero uiguro fra i secoli VIII e XIX. Gli uiguri stabilirono molte fortificazioni nel territorio di Tuva come segno della sottomissione tuvana (vi è oggi un progetto per restaurare una di queste antiche fortificazioni, Por-Bazhyn nei pressi del lago Tere-Khol, per trasformarla in un centro di ricreazione e turistico[2]). L'influenza dell'occupazione uigura è stata presente in Tuva fino alla fine del XIX secolo a causa dell'applicazione del nome Ondar Uyghur per i tuvani ondar che vivevano nei pressi del fiume Chemčik, nelle regioni a sud-ovest[3]. La dominazione uigura fu interrotta nell'840 dai chirghisi che sopraggiunsero dal lato nord del fiume Enisej. I chirghisi vi stabilirono un khanato che durò fino all'avvento dei mongoli nel XIII secolo.

Nel 1207, il principe oirato Kuduka-Beki guidò i distaccamenti di Djuci verso un affluente del fiume Kaa-Khem. Si unirono lì ai tuvani Kešdim, Bait e Telek e fu l'inizio del regno mongolo in terra tuvana. Uno dei più grandi generali di Gengis Khan, Subotai, probabilmente era un tuvano.

I tuvani furono dominati fino al XVII secolo dal capo mongolo-Khalka Sholoi Ubashi (khanato di Altyn-Khan), Fu in questo periodo, nel 1615, che i primi russi visitarono Tuva nel ruolo di emissari per il khanato di Altyn-Khan[4]. I documenti russi di questo periodo raccontano di differenti gruppi tribali che contribuirono alla formazione dei moderni tuvani. Tyumenets e Petrov descrivono i maad, stanziati nel bacino di Bii-Khem, a circa 14 giorni di cavallo da Tomsk. I maad si spostarono attraverso l'area di Chemčik e Ulug-Khem fino ai territori dell'Altyn-Khan nei pressi del lago Uvs Nuur.

Lo Stato di Altyn-Khan scomparve a causa delle continue guerre tra gli oirati e gli halh di Jasaghtu Khan. I tuvani divennero parte dello Stato zungaro controllato dagli oirati. Gli zungari dominarono gli altopiani tra i monti Sajany e gli Altaj fino al 1755. Fu in questo periodo che molte tribù si sciolsero, migrarono o si unirono. Gruppi di telengit altaj si stanziarono nelle regioni occidentali di Tuva sui fiumi Chemčik e Barlyk e nella regione di Bai-Taiga.

Cina[modifica | modifica wikitesto]

In Cina i tuvani vivono principalmente nella Regione Autonoma dello Xinjiang, e sono stati inseriti nell'etnia mongola[5]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La religione tradizionale dei tuvani è l'animismo (sciamanesimo), che è ancora ampiamente praticato insieme al buddhismo tibetano.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

La musica tradizionale Tuvana è famosa in tutto il mondo grazie allo Khoomei, un insieme di tecniche di canto difonico con le quali i cantanti creano un bordone costante con la voce, mentre con gli armonici da esso generati formano delle melodie in scala pentatonica. Questo stile di canto si sviluppò dall'abitudine dei pastori di imitare il verso degli animali e della natura, al fine di armonizzarsi con essa attraverso il suono, in modo analogo al canto a tenore della Sardegna.

Gli strumenti musicali principali sono l'Igil, una viella a due corde intrecciate da crine di cavallo, il Doshpuluur, di fatto un banjo a tre corde, ed il kengirge, un grosso tamburo di pelle di capra, importato dai buddisti Tibetani.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Russia Archiviato il 28 novembre 2006 in Internet Archive., da The CIA Fact Book
  2. ^ "Ancient Uigur Fortress on a Tuvan Lake to Turn into a Recreation and Tourist Centre", by Dina Oyun, su tuvaonline.ru. URL consultato l'8 febbraio 2007 (archiviato dall'url originale il 18 settembre 2012).
  3. ^ KRUEGER, John (1977). Tuvan Manual, 41
  4. ^ KRUEGER, John (1977). Tuvan Manual, 25.
  5. ^ Mongush, M. V. "Tuvans of Mongolia and China." International Journal of Central Asian Studies, 1 (1996), 225-243. Talat Tekin, ed. Seoul: Inst. of Asian Culture & Development.
  6. ^ (EN) Alash - Tuvan Throat Singers, su Alash. URL consultato il 4 ottobre 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) M.V. Derenko et al (marzo 2002). Polymorphism of the Y-Chromosome Diallelic Loci in Ethnic Groups of the Altai-Sayan Region. Russian Journal of Genetics 38 (3): 309-314. Recuperato il 05-02-2007.
  • (EN) John R. Krueger (1977). John R. Krueger: Tuvan Manual, Editor Emeritus: Thomas A. Sebeok, Uralic and Altaic Series Volume 126, Indiana University Publications. ISBN 0-87750-214-5.
  • (EN) M.V. Mongush (1996). Tuvans of Mongolia and China. International Journal of Central Asian Studies 1: 225-243.
  • (EN) Dina Oyun, Ancient Uigur Fortress on a Tuvan Lake to Turn into a Recreation and Tourist Centre, Tuva Online, 2006-11-16. Recuperato il 05-02-2007.
  • (EN) Larisa R. Pavliskaja (primavera 2003). The Troubled Taiga: Survival on the Move for the Lost Nomadic Reindeer Herders of South Siberia, Mongolia, and China. Cultural Survival Quarterly 27 (1): 45-47. Recuperato il 05-02-2007.
  • (EN) Jing Xiaolei, The Winds of Change, Beijing Review No. 46, 2007-01-07. Recuperato il 05-02-2007.
  • (RU) I.A. Zacharov (2003). Central Asian Origins of the Ancestor of First Americans (Центральноазиатское происхождение предков первых американцев) (Первые американцы. № 11.). 2003 139-144. Recuperato il 5-2-2007.

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