Aleuti

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Aleuti o Aleutini
Aleuti o Aleutini
Aleuti in abiti tradizionali
Nomi alternativi Unanga
Luogo d'origine Alaska, Kamchatka
Popolazione 17000-18000
Lingua Lingua aleutina, inglese, russo
Religione Cristianesimo (principalmente Chiesa ortodossa russa), Animismo
Gruppi correlati Inuit, Sirenik, Yupik siberiani, Sadlermiut
Distribuzione
Stati Uniti Stati Uniti 17000-18000
Russia Russia 482[1]
Donna Aleutina con bambino (Isola di Attu, 1941)

Gli Aleuti, che si autodefiniscono Unanga, sono la popolazione indigena tipica delle isole Aleutine (Alaska), ma stanziata anche in alcuni kraj (regioni) della Kamchatka, in Russia.

Nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Aleuti venne dato agli Unanga dai cacciatori di pellicce russi nella seconda metà del XVIII secolo.

Aleuti dell'Alaska con l'abito da festa. Acquarello di Mikhail T. Tikhanov (1818)

Secondo Georgy A. Menovshchikov (Г. А. Меновщиков), il nome Aleut deriverebbe dalla parola allíthuh, che in Lingua aleutina significa "comunità."[2]

Secondo lo storico ed etnologo americano Hubert Howe Bancroft, il termine Aleut (Rus. алеут) sarebbe stato usato dai russi, probabilmente come estensione del nome del villaggio di Alyut nella parte orientale della Kamchatka.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Si ritiene che gli Aleuti e gli Inuit discendano da una lontana popolazione comune, che sarebbe arrivata dall'Asia in un'epoca successiva all'arrivo degli antenati dei popoli Nativi americani, ipotesi confermata dall'assenza di parentele delle loro lingue con le lingue amerinde. Il legame tra le due etnie è anche ribadito da usanze e cultura molto simili (vedasi ad esempio i riti funebri con imbalsamazione e l'economia tradizionale, basata sulla caccia ai cetacei).

Durante gli scavi effettuati sull'isola di Anangula, situata all'estremità orientale delle Isole Aleutine, sono stati scoperti indizi che permettono di pensare che gli Aleuti discendano da gruppi venuti dalla Siberia verso l'8000 a.C.

Gli Aleuti furono in contatto coi Russi dal XVIII° secolo (le isole Aléutine e l'Alaska erano allora possedimenti russi). La Compagnia russo-americana creò diverse basi costiere, nel 1784, su diverse isole dell'arcipelago e sull'Isola Kodiak. Dopo l'arrivo di missionnari cristiani, alla fine del secolo, molti Aleuti si convertirono al Cristianesimo aderendo alla Chiesa ortodossa russa. In particolare, sull'Isola Kodiak nel 1794, venne fondata una missione con annessa una scuola bilingue russo-aleutina.

Uno dei primi martiri cristiano dell'America del Nord, fu san Pietro l'Aleuta, che venne ucciso a San Francisco nel 1815 perché non aveva voluto abbandonare la sua fede ortodossa.

Icona di San Pietro l'Aleuta

I missionari riportano che gli impiegati della Compagnia russo-americana riservavano un trattamento brutale e sprezzante agli indigeni. Si stima che il numero di Aleuti prima dell'arrivo dei Russi ammontasse a circa 25000 unità. Ma le barbarie dei coloni e le malattie da loro importate, in breve tempo, ridusse questo numero ad un decimo. Il declino proseguì, tanto che, nel censimento del 1910, restavano solo 1491 Aleuti.

Nel 1942, il Giappone occuparono le isole di Attu e Kiska, le più occidentali delle Aleutine, e ne deportarono gli abitanti a Hokkaido come prigionieri di guerra. Centinaia di altri Aleuti vennero evacuati dal governo degli Stati Uniti durante la Seconda Guerra mondiale e portati in campi d'internamento nel sud-est dell'Alaska. Molti di essi morirono. L'Aleut Restitution Act del 1988 può essere considerato come un tentativo del Congresso degli Stati Uniti d'America di compensare i sopravvissuti.

Casa tradizionale invernale, denominata Ulax in Lingua aleutina.

Organizzazione familiare e vita quotidiana[modifica | modifica wikitesto]

Gli Aleuti non hanno mai avuto una nazione unitaria, vivevano in tribù diverse, ognuna col proprio capo in un regime matrilineare, in cui cioè i titoli ed i beni vengono trasmessi agli eredi per via femminile[4].


Malgrado le influenze esterne, essi hanno conservato un modo di vita tradizionale fino all'inizio del XX° secolo, pescando e cacciando i mammiferi marini, come le lontre, le otarie e le balene. La caccia era preceduta da riti ancestrali risalenti alla mitologia aléutina.

Aleut su una baidarka, vicino all'Isola di Saint Paul (Alaska), con una nave russa ancorata sullo sfondo. Louis Choris (1817)

I cacciatori utilizzano kayak adattati alle condizioni di navigazione assai difficili delle isole Aleutine, chiamati baïdarkas, ed usano diversi tipi di arpioni muniti di galleggianti ed, a volte, di un propulsore.

Gli Aleuti abitavano in vaste dimore semi-sotterranee denominate Ulax. Lillie McGarvey, un capo-tribù aleutino del XX° secolo, ha scritto che queste abitazioni «proteggevano gli occupanti dalle frequenti piogge, erano sempre calde e ben protette dai forti venti di queste zone».

Ai nostri giorni, gli Aleuti vivono essenzialmente di pesca commerciale e di caccia alle foche.

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista artistico, gli Aleuti sono abili scultori in legno e in osso e intrecciatori di canestri e di stoffe.[5] Importanti anche le pittografie eseguite sulle pareti dei ripari e delle caverne.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Censimento Russo del 2010: Popolazioni per etnicità (RU)
  2. ^ G. Menovshchikov; in Red Book of the Peoples of the Russian Empire.
  3. ^ Hubert Howe Bancroft, Volume XXXIII: History of Alaska 1730-1885. San Francisco, 1886 (p. 106)
  4. ^ Matriarcat Aléoute (Inuit d’Alaska) : un peuple de chasseurs du grand nord su Le Mouvement Matricien.
  5. ^ Gabriel Mandel, Arte Etnica, Mondadori, Milano, 2001, pag.167

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gross, J. Joseph, Sigrid Khera. Ethnohistory of the Aleuts. Fairbanks: Department of Anthropology University of Alaska, November 4, 1980.
  • Turner, M. Lucien. An Aleutian Ethnography. Ed. L. Raymond Hudson. Fairbanks: University of Alaska Press, 2008.
  • Kevin, Osborn. The Peoples of the Arctic. New York : Chelsea House Publishers, 1990. 52. Print.
  • Black, Lydia T. Aleut Art: Unangam Aguqaadangin. Anchorage, Alaska: Aleutian/Pribilof Islands Association, 2005.
  • Corbett, Debra G. 2001 Prehistoric Village Organization in the Western Aleutians. In Archaeology of the Aleut Zone of Alaska, edited by D. Dumond, pp. 251–266. University of Oregon Anthropological Papepers, no. 58. University of Oregon, Eugene.
  • Nelson, Willis H., and Frank Barnett. 1955 A Burial Cave on Kanaga Island, Aleutian Islands. American Antiquity 20(4):387-392.
  • Veltre, Douglas W. 2001 Korovinski: Archaeological and Ethnohistorical Investigations of a Pre- and Post-Contact Aleut and Russian Settlement on Atka Island. In Archaeology of the Aleut Zone of Alaska, edited by D. Dumond, pp. 251–266. University of Oregon Anthropological Papers, no. 58. University of Oregon, Eugene.
  • (EN) Waldemar Jochelson, History, ethnology, and anthropology of the Aleut, University of Utah Press, Salt Lake City, 2002, 91 p. ISBN|0-87480-721-2
  • (EN) Katherine L. Reedy-Maschner, Aleut identities : tradition and modernity in an indigenous fishery, McGill-Queen's University Press, Montréal, 2010, 314 p. ISBN|978-0-7735-3748-4

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Aleuti in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.

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